Add Me!Close Menu Navigation
Add Me!Open Categories Menu

Gli attrezzi da giardinaggio fondamentali: vanga, forca, rastrello e sarchiatoi

Ogni giardiniere dovrebbe preferire pochi attrezzi essenziali e buoni a una gamma più vasta di attrezzi economici ma scomodi da usare, destinati a consumarsi presto e di poca reale utilità. Benché costosi, vanghe e forconi di buona qualità potranno, se tenuti bene, durare una vita.

Manici e impugnature

I manici degli attrezzi possono essere di materiali diversi, fra cui il legno, il metallo e la plastica. Il legno è classico e duraturo. Accertarsi che quello usato per il manico sia a grana fine e che le venature corrano nel senso della lunghezza. Dev’essere liscio e non soggetto a scheggiarsi.

I manici di polipropilene sono leggeri e robusti, e gli arnesi meno pesanti, come le zappe e i rastrelli, hanno spesso manici tubolari di lega di alluminio rivestita di plastica. Anche questi materiali andranno bene, se trattati con cura.

Le impugnature delle vanghe e dei forconi sono di tre tipi: a ‘T’, a’D’ea ‘YD’. Scegliete quello che vi è più comodo.

Vanga

Le vanghe in commercio hanno lame di diversa misura e manici di diversa lunghezza. La lama normale è di circa cm 30×20; quella da donna di cm 25×18, e quella da bordura di cm 23×14. Scegliere la più comoda, e ricordare che le operazioni di vangatura più pesanti saranno probabilmente più facili con il tipo medio. La lunghezza del manico dev’essere proporzionata alla statura di chi usa l’attrezzo. Il manico dovrebbe presentare una lieve inclinazione per meglio agire da leva, e l’attacco tubolare o a staffa dev’essere saldamente assicurato al manico. Supporti di metallo saldati alla parte superiore della lama rendono meno dolorosa per i piedi la vangatura di terreno pesante.

Le vanghe con lama d’acciaio inossidabile sono molto più care di quelle dotate di lama d’acciaio forgiato, ma sono di eccezionale durata e penetrano il terreno più facilmente.

Usi Attrezzo indispensabile per le operazioni di vangatura e di scasso, la vanga è anche utile per eliminare la vegetazione superficiale delle infestanti prima d’iniziare la lavorazione del terreno. Tenere la vanga verticale quando la si fa penetrare nel suolo, che così verrà lavorato per una profondità pari all’intera lunghezza della lama. È un attrezzo utile anche per piantare alberi e arbusti, e per mescolare la composta.

Forca

La forca è utile quanto la vanga e di fabbricazione simile. I quattro rebbi possono essere a sezione quadra, come nella forca comune o da scavo, oppure piatti come nel tipo utilizzato per raccogliere le patate senza danneggiare i tuberi. La testa della forca comune misura circa cm 30×20 e quella del modello più piccolo circa cm 23×14. Esistono modelli sia d’acciaio inossidabile sia forgiato.

Usi

La forca è più facile da usare della vanga quando si lavora terreno pesante; non serve tuttavia per eliminare lo strato di vegetazione erbacea superficiale. È indispensabile per frantumare il suolo dopo una prima vangatura grossolana, e per lavorare leggermente il terreno già preparato, prima della semina o del trapianto. Il modello più piccolo viene utilizzato per lavorare il terreno tra le piante erbacee e tra gli arbusti, quello più grosso per trasportare composta e letame. Entrambi si impiegano per aerare il tappeto erboso.

Forca a mano

La forca a mano a tre o quattro rebbi ha le stesse dimensioni del trapiantatoio.

Usi Impiegata per trapiantare le semenzali, per sarchiare e per lavorare tra piante vicine tra loro, come le alpine in un giardino roccioso.

Rastrello

Il rastrello da giardino più diffuso ha una testa d’acciaio larga cm 30, fornita di denti di circa cm 5. Il manico, lungo circa un metro e mezzo, dovrebbe essere ben levigato per facilitare lo scorrimento avanti e indietro. Per raccogliere foglie, erba tagliata e altri detriti che s’incastrerebbero nei rebbi di un rastrello d’acciaio, si utilizzano rastrelli di legno di dimensioni maggiori. Questi ultimi si consumano però più rapidamente.

Usi II rastrello si dovrebbe usare soprattutto per spianare il terreno già finemente frantumato col forcone. Benché renda più fine la struttura, sarà bene non farne eccessivo uso, poiché ne potrebbe derivare la formazione di una crosta dura superficiale.

Sarchiatoi

Esistono molti tipi di sarchiatoi, ma i più importanti sono quello a tiro e quello a collo d’oca. Entrambi sono dotati di manici lunghi m 1,50 e di lame d’acciaio forgiato o d’acciaio inossidabile. La testa del sarchiatoio a tiro si compone di una lama piatta di cm 10-12, saldata all’estremità aperta di un pezzo di metallo a forma di ferro di cavallo. L’attrezzo è progettato in modo da tagliare il suolo orizzontalmente. La testa rettangolare o semicircolare del sarchiatoio a collo d’oca ha circa la stessa ampiezza, ma è attaccata al manico ad angolo retto e si usa con un movimento di taglio e di raschiatura.

Usi

II sarchiatoio a tiro è forse l’attrezzo più adatto per rimuovere le infestanti, poiché l’operatore lo fa passare avanti e indietro subito sotto la superficie del suolo, camminando a ritroso. In tal modo evita di calpestare la parte già lavorata, e le infestanti (staccate dalle radici) vengono lasciate asciugare sul terreno. Il sarchiatoio a trazione serve anche per frantumare la crosta dura che si può formare in superficie.

Con il sarchiatoio a collo d’oca l’operatore procede in avanti, tagliando il terreno e tirandolo leggermente verso di sé oppure raschiando via le infestanti dalla superficie. Pur presentando l’inconveniente di costringere l’operatore a calpestare il terreno già lavorato, il sarchiatoio a collo d’oca è più sicuro di quello a tiro quando lo si debba usare tra piante molto vicine tra loro.

Entrambi i tipi sono usati per tracciare solchi da semina facendoli scorrere lungo una corda da giardino. Il sarchiatoio a collo d’oca viene anche impiegato per rincalzare ortaggi come le patate, i porri e il sedano.

Rispondi

Devi aver effettuato il log in per scrivere un commento.

Tre articoli a caso: