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Macchine per il giardinaggio: tagliasiepi, sega, motozappa, rullo, spargiconcime e raccoglifoglie

Tagliasiepi

Con i forbicioni si ottengono i risultati migliori, ma dove si debbano tagliare siepi altee lunghe, un tagliasiepi elettrico alleggerirà notevolmente il lavoro. L’apparecchio deve avere un doppio isolamento, per evitare scosse elettriche all’operatore se il cavo venisse inavvertitamente tagliato. La lama, di cm 45-60, può avere il filo da una parte sola o da tutt’e due (quest’ultima è da preferirsi). Prima dell’acquisto, è bene controllare che lo strumento sia ben equilibrato e maneggevole.

Quando si usa un tosasiepi elettrico, è opportuno segnare con una corda l’altezza e, se necessario, la larghezza della siepe che si vuole ottenere; poi si taglierà fino a raggiungere queste linee. Compiere dei brevi movimenti circolari avanti e indietro, per dare una finitura uniforme. Il cavo deve passare sopra la spalla dell’operatore, per impedire che entri in contatto con le lame.

Lubrificare le lame dopo ogni operazione di potatura, per mantenere la scorrevolezza: altrimenti, la linfa dei getti tagliati le farà attaccare una all’altra.

Sega a catena

Nei giardini dove vi siano molti alberi ornamentali o un frutteto, l’acquisto di una sega a catena alleggerirà i lavori di potatura e di abbattimento degli alberi. Le seghe a catena elettriche sono molto più leggere dei corrispondenti modelli a benzina, e di conseguenza sono più facili da usare e più sicure. Sono anche meno rumorose e di più semplice manutenzione. Quando adopera la sega a catena, l’operatore deve essere particolarmente consapevole del pericolo. Il cavo va sempre tenuto lontano dalla lama. Controllare la tensione della catena ogni volta che si usa l’apparecchio.

Le seghe ettriche devono essere provviste di doppio isolamento, per proteggere l’operatore; e sarà inoltre necessario seguire attentamente le istruzioni della ditta costruttrice per quanto riguarda l’affilatura e la manutenzione dello strumento. Per ragioni di sicurezza, durante l’uso dovrebbe essere sempre presente un’altra persona.

Motozappe

Benché esistano sul mercato molti tipi diversi di motozappe, tutti sfruttano lo stesso principio: rovesciano la terra con lame d’acciaio che ruotano su un albero orizzontale. Ne esistono di due tipi: quelli a lame anteriori, prive di calotta di protezione, e quelli con lame posteriori, collocate sotto una robusta calotta metallica. Le lame del primo tipo ruotano piuttosto lentamente, e fanno procedere la macchina vincendo la resistenza di un pattino posteriore che viene fatto passare attraverso il suolo. Il secondo tipo ha ruote motrici e lame posteriori che lavorano la terra finemente.

I due tipi operano in modo diverso e hanno funzioni diverse. Quello a lame frontali scava a maggiore profondità, ma la lavorazione è più grossolana. Quello a lame posteriori lavora il terreno più finemente, ma a una profondità minore. Con le macchine provviste di ruote si può lavorare più vicino alle coltivazioni ed è possibile eseguire svariati lavori, come sarchiare le infestanti appena nate o interrare le colture a sovescio. Dove, tuttavia, vi è una rigogliosa vegetazione di infestanti perenni la motozappa non va usata, poiché servirebbe solo a disperdere sezioni di fusto da cui si svilupperebbero altre piante.

Queste macchine servono per lavori pesanti ed è quindi necessario acquistarne una robusta, di dimensioni maneggevoli e adeguate all’appezzamento che si coltiva. Alcuni modelli hanno manubri che si possono orientare di lato, in modo che l’operatore non debba camminare sul terreno che sta lavorando, e tutti sono dotati di motori a benzina. Oltre alla pulitura e alla lubrificazione subito dopo l’uso, è essenziale una manutenzione regolare. La profondità della lavorazione va variata da un anno all’altro, per evitare la formazione di una crosta dura nel sottosuolo. La maggior parte dei modelli dispone di un regolatore della profondità. Il suolo lavorato con strumenti meccanici è molto sciolto, e lo si dovrà sempre consolidare con i piedi e spianare col rastrello, prima della semina e del trapianto.

Rullo

Per il giardino, un rullo di un quintale fatto d’acciaio, calcestruzzo o plastica resistente pieno d’acqua basterà per la maggior parte dei lavori. Sui prati di nuovo impianto si può passare il rullo poco prima di tosarli per la prima volta, quando il terreno è umido ma non bagnato. I prati già assestati si potranno consolidare col rullo in primavera.

Spargiconcime

Su aree vaste, la distribuzione uniforme del fertilizzante può costituire un problema. Un semplice apparecchio in grado di somministrare al terreno la dose stabilita rappresenterà non soltanto un risparmio di tempo e di denaro, ma assicurerà anche che le piante non vengano sotto- o sovralimentate. La maggior parte degli spargiconcime è costituita da un serbatoio a forma di trogolo, sul fondo del quale si trova un rullo scanalato o ad alveoli, azionato da ruote poste alledue estremità. Il serbatoio viene riempito di fertilizzante granulare o in polvere, quindi viene fatto passare sul prato o sul terreno seguendo linee rette. Per una distribuzione uniforme, non ripassare sulle aree già concimate. La maggior parte degli spargiconcime è regolabile in modo da poter variare le dosi, e alcuni sono anche provvisti di un dispositivo per interrompere il flusso di fertilizzante quando si girano gli angoli. Seguire sempre le istruzioni del costruttore, per le dosi da distribuire e per la regolazione della macchina.

Raccoglifoglie

Nei giardini di piccole dimensioni, una scopa dura o di betulla sarà sufficiente per raccogliere le foglie cadute. Dove c’è grande quantità di foglie, andrà bene anche un grosso rastrello di legno. Ma dove ci siano molti alberi e vaste zone a prato, un raccoglifoglie può rivelarsi di grande utilità. Il tipo più semplice è costituito da una spazzola cilindrica sistemata tra due ruote motrici davanti a un grosso sacco. Quando la macchina viene spinta, la spazzola ruota e getta indietro le foglie facendole cadere nel sacco (che dev’essere vuotato regolarmente). Le foglie bagnate sono particolarmente difficili da raccogliere con queste macchine. I modelli a motore che funzionano con lo stesso principio dell’aspirapolvere sono più cari. Il noleggio è forse la soluzione migliore, poiché la macchina viene utilizzata solo per un brevissimo periodo dell’anno.

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