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Bulbo e bulbotuberi: come estirpare, seccare e conservare bulbi e bulbotuberi

I bulbi devono essere estirpati dal terreno per tre motivi fondamentali: per far posto ad altre piante, perché non sono abbastanza rustici da superare i rigori invernali e perché, spesso, sono troppo numerosi.

I bulbi a fioritura primaverile, come i giacinti, i narcisi e i tulipani, dovrebbero essere lasciati in terra finché le foglie non si sono essiccate. Ma, siccome ciò è raramente possibile, in quanto si ha necessità di spazio per le piante a fioritura estiva, occorre estirpare i bulbi e, affinché si completi il ciclo vegetativo, piantarli in altro terreno inutilizzato.

Per estirpare i bulbi, infilare una forca nel terreno, ben distante dalle piante e abbastanza in profondità da arrivare fin sotto ai bulbi. Con molta attenzione, sollevarli insieme a una parte del terreno, alle foglie e agli steli. Poi, eliminare la terra che sta attorno al bulbo, avendo cura di non danneggiare la pellicola che lo avvolge. Scartare tutti i bulbi che risultano teneri al tatto o visibilmente marci. Quindi, trasportarli in un’aiuola libera, che sia esposta al sole ma leggermente ombreggiata e dove va preparata una piccola fossa profonda e larga circa cm 30, e lunga tanto da contenere tutti i bulbi estirpati. Messo sul fondo un pezzo di rete metallica o di plastica, appoggiarvi i bulbi con gli steli leggermente inclinati da un lato. Questi si possono anche toccare tra loro, ma metà dei fusti e delle foglie deve sopravanzare dal bordo della piccola fossa. Fare in modo che affiorino dalla superficie del terreno anche le estremità della rete. Riempire il solco con terra e bagnare abbondantemente nei periodi di siccità. Quando le foglie e i fusti si sono raggrinziti, i bulbi sono pronti per essere immagazzinati. A questo punto, prendere i lembi della rete e, tirando, estrarli tutti insieme.

Se i bulbi sono pochi, è meglio utilizzare cassette profonde riempite di torba umida, che però non deve toccare le foglie. Coperti i bulbi, collocare il contenitore in un luogo leggermente ombreggiato, affinché si possa completare il ciclo vegetativo. Mantenere la torba sempre umida.

Quando le foglie si sono completamente essiccate, togliere i bulbi dalla buca o dalla cassetta e ripulirli dalle foglie, dalle radici e dalla pellicola vecchia e raggrinzita. I nuovi bulbi attaccati al principale possono essere usati per produrre nuove piante, altrimenti possono essere scartati.

Dopo queste operazioni di pulitura, mettere i bulbi in casse poco profonde e in un unico strato e collocarli in un luogo fresco e asciutto fino al momento di ripiantarli.

Quanto ai bulbotuberi, nelle regioni a clima più mite, i gladioli possono essere lasciati indisturbati nel terreno per tutto l’anno, ma altrove i bulbotuberi devono essere estirpati verso ottobre quando le foglie iniziano a scurirsi: estrarli con una forca, tagliare la cima degli steli e le foglie cm 3 al di sopra del bulbotubero, quindi metterli in cassette da riporre poi in scaffali freschi e aerati finché non si sono asciugati, il che avviene in

7-10 giorni.

Poi, staccare i vecchi bulbotuberi raggrinziti e separare i nuovi, che potranno essere usati per aumentare la quantità di piante.

Asportata la grossa pellicola dai vecchi bulbotuberi, esaminarli attentamente e bruciare tutti quelli che presentano segni di lesioni o di marciume. Trattare i rimanenti con esteri fosforici per combattere i tripidi e con ditiocarbammati per prevenire la scabbia e la ruggine e metterli in cassette in un luogo freddo ma protetto dal gelo fino a primavera.

Anche le acidanthera, le ixia e gli sparaxis vanno trattati cosi.

I cespi molto grossi dei bulbi di specie vivaci possono invece essere estirpati in qualsiasi momento, nell’arco di tempo tra luglio e settembre, separati e ripiantati immediatamente. I cespi eccessivamente fìtti dei galanthus devono essere divisi dopo la fioritura di marzo.

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