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Come coltivare e moltiplicare i garofanini moderni: per ottenere nuove piante da talea

I garofanini si possono moltiplicare per propaggine come si fa per i garofani da bordura, ma non è un metodo molto facile, perché gli steli dei garofanini sono più corti e più sottili. Fare talee, invece, è il metodo di moltiplicazione più diffuso.

L’epoca adatta per la moltiplicazione incomincia quando è terminata la fioritura principale e si protrae fino quasi alla terza settimana di agosto.

Scegliere i getti più vigorosi, che però non abbiano iniziato ad allungarsi per una eventuale, seconda fioritura (questi fusti sono idonei per fare propaggini). Se i getti sono troppo corti, probabilmente sono dormienti e tali resterebbero una volta radicati. I getti lunghi, con internodi allungati, producono piante piuttosto alte.

Le talee, quando vengono prelevate, devono essere ricche di linfa; perciò, se non ha piovuto, innaffiare abbondantemente le piante il giorno prima. Tagliare i getti prescelti molto vicino allo stelo principale usando un coltello affilatissimo.

Eliminare le foglie più basse da ogni getto, strappandole verso il basso, e lasciare soltanto 3-4 paia di foglie al di sotto dell’apice della talea.

Appoggiare le talee sopra un cartone o su altro materiale morbido. Con un coltellino affilato o una lametta, praticare un taglio proprio sotto il nodo più elevato che è stato privato della sua coppia di foglie.

Disporre sul fondo di vasi di cm 8 di diametro un coccio o ghiaia, oppure – meglio ancora – un filtro per drenaggio di zinco forato, con la parte convessa rivolta verso l’alto, in modo che non occluda il foro del vaso, impedendo però ai lombrichi più grossi di penetrare dal fondo quando il vaso è collocato in un cassone freddo. Riempire il vaso con terriccio tipo John Innes n. 1 fino a circa cm 4 dall’orlo; poi, spargere in superficie uno strato di sabbia grossolana e torba in parti uguali; infine, bagnare con un innaffiatoio a doccia sottile. Non è necessario comprimere il terriccio.

A questo punto, piantare le talee nel vaso, in modo che le foglie più basse non siano ricoperte dalla terra. Non è necessario, quando si interrano le talee, comprimere la terra circostante. E importante, invece, disporle le une molto vicine alle altre, in modo che si possano sostenere vicendevolmente e non si spostino quando si innaffia. Secondo la grandezza, se ne dispongono 9-12 in ciascun vaso. Innaffiando con cura e delicatamente, il terriccio si assesta attorno a esse. Etichettare ciascun vaso con il nome della varietà e la data di piantagione.

Dopo aver prelevato le talee da una pianta, pulire il coltello con alcool denaturato e porlo sulla fiamma di un fornelletto ad alcool prima di usarlo ancora per prelevare altre talee. Ciò è indispensabile perché, sterilizzando la lama, si evita di propagare eventuali malattie ad altre talee.

Le piante madri, se sono abbastanza giovani e vitali da poter produrre un’ulteriore fioritura nella prossima stagione e purché non abbiano più di due anni, si possono conservare ancora. In tal caso, però, non si devono prelevare troppe talee, altrimenti la pianta risulterebbe spoglia.

Collocare le talee in un cassone freddo o in un piccolo tunnel di polietilene o in un propagatore non riscaldato, dove godano di piena luce, ma non siano esposte direttamente ai raggi solari. Se è necessario, disporre sui vetri una stuoia o una rete ombreggiarne. Con una siringa o uno spruzzatore a pressione, irrorare l’interno del cassone con acqua temperata, in modo da conservarvi un’atmosfera umida quando fa caldo.

Dopo 4-5 giorni, sollevare il vetro di copertura di cm 1, in modo che l’aria all’interno non diventi mai troppo secca, almeno finché le talee non hanno ben radicato.

Il radicamento avviene dopo 18-30 giorni: ne è un indice la crescita eretta delle talee, soprattutto nella parte apicale, e lo spuntare di nuove foglioline. Nel corso di una o due settimane, togliere gradualmente le coperture di vetro, in modo da consentire alle piantine di rinforzarsi. Dopo altre due o tre settimane, le talee possono essere messe a dimora all’esterno. Innaffiare per qualche settimana, se il tempo è asciutto.

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