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Come coltivare i garofani da bordura: scelta della posizione e norme per la piantagione e le cure colturali delle giovani piante

Scelta della posizione e norme per la piantagione

I garofani da bordura, piante perenni rustiche, crescono all’aperto e fioriscono durante il mese di luglio in climi temperati e in agosto nei climi più freddi.

La posizione in cui i garofani vengono piantati in giardino deve essere aperta e non ombreggiata. L’aiuola deve essere vangata profondamente e concimata nella tarda estate; se il terreno è acido, è necessario apportarvi calce, ogni due anni; però se il terreno è alcalino, non occorre somministrarne.

Tutte le specie di garofani e di garofanini, che prediligono terreno neutro o leggermente alcalino, tollerano anche terreni leggermente acidi, peraltro poco frequenti in Italia. La cenere di legna è un ottimo correttivo del terreno e deve essere aggiunta prima della piantagione, in ragione di circa 4 manciate per ogni m2.

La piantagione può essere effettuata sia in autunno sia in primavera. La piantagione autunnale offre il vantaggio che il sistema radicale può prendere possesso del terreno prima che inizi il freddo (naturalmente se la piantagione è effettuata prima della fine di ottobre), in modo che all’inizio della primavera le piante entrino subito in piena vegetazione. Si possono anche verificare fallanze durante l’inverno.

La piantagione primaverile, sempre che sia fatta prima della metà di aprile, dà buoni risultati; una piantagione all’inizio di maggio può avere uguale successo se la primavera è in ritardo.

Con un trapiantatoio, scavare buchette distanti circa cm 40 l’una dall’altra, in modo che le piante possano espandersi almeno per due stagioni; se invece si ritiene che le piante debbario permanere più a lungo a dimora, distanziarle almeno cm 50. Se si verificasse una permanenza di 3-4 anni, è conveniente moltiplicare dopo il secondo anno. In spazi ristretti la distanza minima tra pianta e pianta deve essere di cm 25.

Interrare le radici, ma non lo stelo, solo per cm 1, in modo che le foglie basali restino al di sopra della superficie del terreno; poi, pressare bene la terra attorno alla pianta.

Sostenere le piante fissandole a corti tutori con anelli metallici, come quelli che vengono normalmente usati per i piselli odorosi.

Da ultimo, innaffiare leggermente.

Se i terreni sono particolarmente compatti e crostosi e non è possibile procurarsi facilmente sostanza organica come torba o terriccio di foglie per effettuare una pacciamatura, sono utili leggere sarchiature. Queste, arieggiando i sistemi radicali delle giovani piantine, ne risolvono lo sviluppo stentato iniziale.

Le sarchiature vanno effettuate solo in superfìcie con attrezzi leggeri, come zappette a punta o a denti. Per mantenere più a lungo il loro effetto, è bene irrigare soltanto dopo 12 ore, evitando che la caduta troppo violenta dell’acqua renda nuovamente compatto il terreno.

Le cure colturali delle giovani piante

Se la messa a dimora è stata effettuata in autunno, durante l’inverno controllare i tutori e le legature, per assicurarsi che siano ancora efficienti.

Per prevenire i danni causati alla nuova vegetazione dagli uccelli, proteggere le piante con reti di cotone, strettamente legate tra paletti alti cm 15 da terra. Non usare materiali rigidi o nailon, che potrebbero ferire gli uccelli.

In autunno, controllare se ci sono sintomi di malattie: se si presentano macchie brune sulle foglie, eliminare e bruciare le foglie malate. Irrorare le piante con zineb, a intervalli di 10-14 giorni.

In primavera, sarchiare il terreno, tenendo presente che, poiché i garofani hanno radici superficiali, questa operazione deve essere fatta a una profondità non superiore a cm 1,50.

Nel contempo, eliminare con le mani le erbe infestanti finché sono poco sviluppate.

Non distribuire alcuna pacciamatura di materia organica, per evitare attacchi di marciume agli steli. I garofani da bordura sopportano anche il terreno asciutto.

Una pacciamatura inorganica fatta con ghiaietta minuta può impedire lo sviluppo delle infestanti e non danneggia le piante. Se per un qualsiasi motivo l’aiuola non fosse stata opportunamente concimata prima della piantagione, somministrare 2-3 concimazioni di un fertilizzante completo a intervalli di 6 settimane e comunque durante il ciclo vegetativo. Con la prima somministrazione di fertilizzante, e se non è stata già somministrata della cenere di legna, aggiungere anche solfato di potassio, in ragione di un cucchiaio da tavola per ogni m2, per ottenere fiori di migliore qualità.

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