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Come coltivare i sempreverdi e utilizzare una pianta come sostegno di arbusti rampicanti

Per coltivare gli arbusti sempreverdi con successo

Gli arbusti sempreverdi spesso non sopportano, come i decidui, le basse temperature e pertanto si deve stabilire con molta oculatezza la loro esposizione. A meno che una specie non sia reputata resistente al vento, un sempreverde deve essere comunque messo a dimora in posizione riparata e il terreno deve essere fertile e umido, ma senza ristagni di acqua.

Gli arbusti cresciuti e acquistati presso un vivaio dopo la piantagione dovono essere mantenuti costantemente umidi. In primavera, in caso di forte vento asciutto, devono essere riparati con teli di canapa o di iuta.

L’irrigazione è importante sia per le conifere sia per gli arbusti sempreverdi a foglie larghe coltivati in contenitori: anche se queste piante sono esposte alla pioggia, è necessario innaffiarle ugualmente, poiché l’apparato radicale, costretto in poco spazio, non è mai sufficientemente umidificato e la carenza di un’adeguata irrigazione produce la disidratazione dei rami più bassi, che diventano brunastri, sino all’essiccamento. In caso di incertezza, innaffiare quando la superficie del terriccio appare asciutta.

Le piante coltivate in contenitori possono deperire anche per mancanza di concimazione, fatto reso evidente da un rallentamento generale della vegetazione, dalle nuove foglie più piccole e pallide, sino a ingiallire. Affinché le piante crescano rigogliose, somministrare mensilmente, dalla primavera al tardo autunno, un fertilizzante liquido o solido.

Una pianta come sostegno di arbusti rampicanti

Alcuni rampicanti diventano elementi decorativi anche se fatti crescere lungo il tronco di alberi. In tal caso, non viene provocato nessun danno all’albero, se naturalmente .l’arbusto non è eccessivamente invadente.

La scelta migliore sta in un albero con ramificazioni spaziate ed espanse oppure in un albero che con l’apparato fogliare costituisca una calotta terminale, lasciando cosi luce all’arbusto: meli, betulle e pini silvestri.

I rampicanti più adatti a tale scopo sono la clematis e la rosa Rosa ftlipes, che può arrampicarsi fino alla cima di un albero di m 10-12. Altri arbusti rampicanti consigliabili sono: Jasminum officinale, Hydrangea petiolaris, Campsis radicans, Celastrus orbiculatus, Lonicera X brownii, L. periclymenum e Actinidia kolomikta.

Se le radici dell’albero di sostegno sono superficiali, mettere a dimora l’arbusto oltre il raggio delle ramificazioni. Assicurare il rampicante a un tutore, che deve essere legato al termine della ramificazione più bassa. Nel caso che questa’ramificazione sia ancora troppo alta, collegarla al tutore con un filo robusto: il rampicante si svilupperà lungo questo prolungamento. Se invece l’apparato radicale dell’albero è profondo, si può mettere a dimora l’arbusto a diretto contatto con il tronco dell’albero e a questo fissato. Durante il primo anno dell’impianto, tenere molto umido il terreno attorno al rampicante e, se possibile, ogni anno in primavera, apportare al piede dell’arbusto terriccio o letame decomposto.

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