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Come coltivare le iris rizomatose: per conservare sane le iris non barbate, sostegno e potatura per gli steli delle iris barbate e la divisione dei rizomi delle iris barbate

Per conservare sane le iris non barbate

D’inverno, le foglie delle iris sibirica, che si essiccano completamente, devono essere eliminate, per evitare che lumache o agenti di malattie si annidino tra le foglie decomposte e per dare luce e aria alle radici.

Per non danneggiare le radici superficiali, è opportuno diserbare a mano o meglio ancora pacciamare in primavera con uno strato di cm 5 di letame ben decomposto, torba o terriccio da giardino. Il che eviterà le erbe infestanti e conserverà l’umidità.

Dopo che in giugno le iris sibirica hanno fiorito e i fiori sono appassiti, eliminare i frutti con i semi dagli apici degli steli, per evitare che alla pianta sia sottratta energia e la dissemina naturale ingombri il terreno circostante con numerose piantine.

I consigli colturali precedenti valgono per la maggior parte delle iris a rizoma sotterraneo, sebbene ve ne siano alcune per cui è necessario seguire particolari accorgimenti.

Le iris sibirica possono anche produrre sporadici fiori durante il primo ciclo vegetativo, ma è nel secondo che fioriscono a profusione e le infiorescenze a cima assumono la dimensione tipica della specie. Per mantenere l’altezza e il colore verde, all’inizio della primavera somministrare un fertilizzante completo.

Le iris spuria, che iniziano la loro attività in primavera, riescono bene lungo le aiuole miste di piante erbacee. Di solito, presentano una migliore fioritura l’anno successivo, se non sono stati innaffiati a fine estate dopo il periodo di fioritura.

Sia gli ibridi “Pacific Coast” sia le iris crestate, che prediligono un terreno umido ma ben drenato, non si sviluppano bene nei terreni alcalini. In tal caso, in primavera pacciamare con cm 3-5 di foglie decomposte.

Sostegno e potatura per gli steli delle iris barbate

Quando in maggio appaiono i fiori, gli steli fiorali delle iris barbate alte richiedono di essere sostenuti con tutori adeguati. Impiegare canne di bambù di circa cm 90 di altezza e fissare a queste gli steli dei fiori con speciali legacci. Le specie intermedie e nane delle iris barbate non abbisognano di sostegni.

Se alcune tòglie diventano marrone o sviluppano punte biancastre prima della fioritura, staccarle o tagliarne gli apici scuriti.

Se dopo la fioritura la piantina produce dal rizoma progenitore polloni rizomatosi a forma di ventaglio, è necessario tagliare lo stelo fiorale rasente il rizoma, perché in esso, che è cavo, potrebbe accumularsi dell’acqua, con pericolo di imputridimento del rizoma.

Se invece non si sono prodotti nuovi rizomi, è sufficiente tagliare lo stelo all’altezza del fiore più basso: questa operazione serve a prevenire un ulteriore indebolimento di quello che è già un rizoma indebolito dalla fioritura precedente e a stimolare la produzione di rizomi laterali.

La divisione dei rizomi delle iris barbate

La divisione dei rizomi delle iris barbate si effettua generalmente ogni tre anni per aumentare il numero delle piante e per migliorare la qualità dei fiori.

L’epoca migliore per la divisione è subito dopo la fioritura, ma tale operazione può anche essere fatta alla fine di settembre, quando è possibile constatare se durante l’epoca vegetativa si è verificata un’eccessiva produzione di rizomi.

Durante l’anno, un rizoma sviluppa numerose branche, costituendo un intricato ammasso che copre il terreno, sfruttandolo, e preclude il sole e l’aria alle radici, provocando come ultima conseguenza una fioritura limitata o addirittura nulla.

Con una forca sollevare accuratamente questo ammasso di rizomi, toglierlo da terra e, con un coltello affilato e robusto, separare i giovani rizomi situati ai margini del cespo estratto, ognuno dei quali deve avere 1-2 gruppi di foglie a ventaglio. Scuotere dalle radici la terra, avendo cura di rispettare quelle nuove.

Poi scartare il centro dell’ammasso che è costituito dai rizomi più vecchi, ormai esauriti.

Eliminare le foglie avvizzite e accorciare le rimanenti formando una specie di ventaglio, quindi trapiantare.

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