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Come curare la coltura degli arbusti: la spollonatura, il trapianto e la produzione di frutti

La spollonatura degli arbusti

I polloni sono ricacci che si presentano o al piede della pianta o spuntano da sottoterra. Essi, nella maggior parte degli arbusti, vanno lasciati crescere in quanto parte integrante della pianta, ma quelli degli arbusti ottenuti per innesto devono essere asportati perché sono ricacci del portainnesto e quindi indebolirebbero l’arbusto. Gli arbusti che di solito producono polloni che vanno eliminati sono: agrifoglio, magnolia, camelia, rododendro e serenella.

I polloni da eliminare appaiono sempre al di sotto dell’innesto. Si deve tenere presente che, all’atto della messa a dimora di un arbusto, l’innesto non deve essere a contatto con il terreno, in modo che i polloni si presentino soltanto da sottoterra.

Il pollone da eliminare non deve essere tagliato con le forbici da potatore, bensì piegato verso terra, in modo da staccarlo dal portainnesto, e poi strappato tirandolo verso l’alto.

Il trapianto di un arbusto ben sviluppato

Gli arbusti già da tempo a dimora in un giardino si possono trapiantare dall’inizio dell’autunno sino alla tarda primavera, sempre che il terreno non sia né gelato né eccessivamente bagnato. Prima di tutto, si scava una trincea circolare attorno all’arbusto, cercando di rispettare al massimo il sistema radicale. Quando lo scavo è completato, si opera con la vanga sotto la zolla ottenuta facendo leva verso l’alto. Poi, si alleggerisce il pane di terra, eliminando il terriccio in eccesso attorno alle radici, in modo da facilitare il trapianto, evitare che un eccesso di peso sfaldi irreparabilmente il pane di terra e non rendere necessario aprire una nuova buca troppo grande. A questo punto, dove sono chiaramente esposti tutti i consigli per la messa a dimora di un arbusto. Dopo il trapianto, bagnare abbondantemente.

Per stimolare una ricca produzione di frutti

Per evitare una carenza di produzione di bacche, prima di tutto è meglio acquistare le piante nei vivai specializzati, assicurandosi che la varietà scelta produca abbondanza di frutti. Poi, bisogna sapere che alcuni arbusti c alberi sono dioici, cioè sono piante in cui i soggetti maschile e femminile sono distinti. In tali casi la produzione dei frutti avviene soltanto mediante l’impollinazione dei fiori femminili per la presenza di fiori maschili, come per esempio l’agrifoglio, la skimmia e l’aucuba. Si rende perciò necessario, per gli arbusti dioici in gruppi di 3 o più piante femminili, collocare almeno una pianta maschile al centro del gruppo. Inoltre, anche le condizioni atmosferiche possono avere una influenza decisiva sulla produzione dei frutti. Infatti, se sopraggiunge un periodo di particolare siccità all’epoca della fioritura o della formazione dei frutti, questi ultimi compariranno in minore quantità e potranno anche cadere prima del tempo.

Un’altra causa che può limitare la formazione dei frutti è una gelata tardiva all’epoca della fioritura: se il tempo è incerto e freddo durante la fioritura, le api e gli altri insetti impollinatori non bottinano regolarmente, per cui l’impollinazione sarà ridotta e altrettanto avverrà per la formazione dei frutti.

Per avere abbondante fruttificazione, un fattore importante è la giusta esposizione degli arbusti. Infatti, se una pianta che deve vivere in pieno sole, come il pyracantha, fosse invece all’ombra, la fioritura e i frutti sarebbero molto scarsi; mentre un arbusto calcifugo, come la pernettya, deperirà se piantato in terreno calcareo.

Anche i danni provocati dagli uccelli potrebbero diventare veramente un problema, ma, siccome anch’essi devono vivere, la miglior soluzione è spruzzare uno speciale prodotto repellente oppure proteggere le piante con una rete di plastica o di filato di cotone, opportunamente disposta per evitare i guai maggiori.

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