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Come fare la cimatura, il diradamento, la sbottonatura, l’impollinazione delle piante

Diradamento

Si diradano i frutti di piante, come la vite e il pesco, che ne producono in grande quantità. Una parte dei frutti viene eliminata mentre sono ancora piccoli per permettere agli altri di raggiungere il pieno sviluppo. Questo intervento fa anche risparmiare energia alle piante e aumenta le probabilità di una buona produzione Tanno successivo. L’uva spina si può diradare dalla fine di maggio in poi, quando i frutti sono abbastanza grossi per consumarli cotti. Togliere un frutto sì e uno no, e lasciare che gli altri si sviluppino fino ad assumere le dimensioni di frutta da tavola. L’uva coltivata in serra va diradata in giugno. L’operazione va compiuta nell’arco di 10-15 giorni, eliminando dapprima gli acini interni, poi i più piccoli, lasciando tra gli altri lo spessore di una matita perché possano svilupparsi bene. Diradare i fiori e i frutti ancora piccoli dei meloni, lasciandone, nelle piante coltivate in serra, uno solo per getto.

Nei meli e nei peri è opportuno lasciare solo uno o due frutti per ogni corimbo, e questi alla distanza di cm 15 l’uno dall’altro. Diradare verso la metà di giugno e ripetere l’operazione dopo un mese. Con i susini procedere nello stesso modo, lasciando però intervalli di cm 5-8. È indispensabile diradare le pesche se si vogliono frutti di grosse dimensioni. Eseguire l’operazione per gradi; i frutti alla fine dovrebbero essere alla distanza di cm 15.

Diradamento delle semenziali

La semina a dimora dà spesso origine a folti ciuffi di semenzali che, se non vengono ridotte di numero, entreranno in concorrenza tra loro crescendo deboli e filiformi. Per questo motivo vanno diradate non appena è possibile maneggiarle, distanziandole in base alle esigenze delle piante adulte o a quelle delle piantine in fase di crescita, se sono destinate a ulteriori trapianti. Diradare le semenzali quando il suolo è umido, comprimendo il terreno intorno alle plantule da conservare, estraendo e scartando le altre.

Si può anche usare un sarchiatoio a mano che è un attrezzo simile al sarchiatoio a collo d’oca, ma è abbastanza piccolo da poter essere usato con una mano sola. Tenere con una mano le semenzali da conservare e recidere le altre con la zappa. Raccogliere con cura le plantule scartate e metterle sul cumulo della composta. Lasciate sul terreno potrebbero dare asilo a insetti nocivi o essere fonte di malattie. Dopo il diradamento bagnare le semenzali rimaste.

Cimatura

Molte piante sono cespugliose per natura e sviluppano un’impalcatura ben equilibrata di rami e di germogli. Il fusto di altre possiede invece quella che è nota come dominanza apicale: il germoglio all’apice del fusto principale cresce vigoroso mentre viene ostacolato lo sviluppo di tutti gl i altri. Alcune piante con questa caratteristica tendono a diventare alte, esili e brutte se non vengono sollecitate a emettere rami laterali. Le piante ornamentali come la fuchsia traggono vantaggio dalla cimatura e assumono un elegante portamento cespuglioso. La dominanza apicale si riduce eliminando il germoglio terminale. In tal modo si potranno sviluppare altri germogli e la pianta assumerà una forma più armoniosa. In certi casi è opportuno praticare, in un secondo tempo, anche la cimatura di questi germogli per mantenere alla pianta il portamento cespuglioso.

Viti, cetrioli e meloni vengono cimati in certe fasi della crescita per favorire lo sviluppo dei frutti, e i crisantemi, se si desiderano fiori grandi da esposizione, vengono cimati per provocare l’emissione di un numero definito di getti per pianta.

Sbottonatura

In piante come le rose, i crisantemi, le dalie e i garofani, il giardiniere può decidere se preferisce numerosi fiori piccoli o un solo fiore grande. Gli espositori invariabilmente cercano di produrre il fiore più grosso possibile lasciando su ogni stelo solo il bottone centrale.

Impollinazione

Il trasferimento del polline dallo stame allo stimma, dall’organo maschile all’organo femminile del fiore, è il primo stadio della produzione del seme ed è chiamato impollinazione. Per la maggior parte delle piante da frutta l’impollinazione è essenziale e talvolta il giardiniere deve aiutare la natura, in particolare nella serra dove gli impollinatori naturali come le api possono non essere presenti al momento della fioritura. Sui fiori del pesco e della vite nebulizzare dell’acqua o sfiorarli con un pennello morbido per trasferire da una parte all’altra i granelli di polline. In alcuni casi è sufficiente scuotere i fiori. Per le piante come i meloni, che producono fiori maschili e femminili separati, staccare i fiori maschili e passarli su quelli femminili.

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