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Come moltiplicare le dalie dalle piante esistenti: la divisione dei tuberi e la moltiplicazione del seme

La divisione dei tuberi

Se si desidera avere un numero ridotto di nuove piante, il miglior metodo di moltiplicazione è tramite la divisione delle vecchie radici tuberose che si sono conservate durante il periodo invernale.

Ogni pezzo di radice od ogni gruppo di radici deve avere una porzione del vecchio fusto, dal quale deriverà in seguito la nuova vegetazione.

Le radici tuberose dovrebbero venire divise tra la fine di aprile e i primi di maggio, prima di essere piantate, se il mazzo è molto grande.

Occorre lasciare solo la quantità di tubero necessaria affinché la pianta possa crescere fino a quando il nuovo sistema radicale non si sia formato. Ricordarsi che una quantità eccessiva di tuberi potrebbe ritardare la formazione di nuove radici e, di conseguenza, dar luogo a uno sviluppo eccessivo della parte aerea a discapito dei fiori.

Usando un coltello tagliente, dividere le radici in gruppi. Assicurarsi che nessuna gemma venga danneggiata, perché, una volta rovinata, difficilmente potrà svilupparsi.

Se è diffìcile individuare le gemme, per facilitarne il ritrovamento mettere le radici in un luogo caldo con torba o terreno (attenzione a non coprire i tuberi), finché le gemme non iniziano a svilupparsi, divenendo cosi ben visibili.

Tagliare le radici singole, in modo che abbiano un pezzo di fusto e una gemma o un getto in corso di sviluppo. Ricoprire tutti i tagli con una mistura di gesso e fiori di zolfo, per evitare che le radici marciscano.

Mettere a dimora le parti cosi divise verso la metà di aprile, nella parte dedicata alla piantagione e alla distanza tra i tuberi.

La moltiplicazione da seme

La semina delle dalie annuali è facile e poco costosa, ma è possibile solo per le varietà a fiore semplice o semidoppio che possono essere lasciate morire alla fine di ogni anno.

Alla fine di marzo, se si dispone di una serra riscaldata, altrimenti in aprile, riempire i vasi o i contenitori con terriccio per semine tipo John Innes. Livellare la superficie del terriccio, pressarlo leggermente e bagnare abbondantemente.

Spargere i semi (acheni) sulla superfìcie del vaso e coprirli con circa cm 0,50 di terriccio o di sabbia.

Coprire il vaso con una lastra di vetro e un foglio di carta scura, in modo da conservare l’umidità e facilitare la germinazione; oppure, inserito il vaso in un sacchetto di polietilene, collocarlo nella serra.

Togliere il vetro o il polietilene dai vasi non appena si nota un primo segno di germinazione, dopo un intervallo di circa 10-21 giorni, a seconda della quantità di calore che è stato somministrato.

Non appena le giovani piantine si possono maneggiare, trapiantarle in cassette o in vasi di cm 8 di diametro: costituire sei file di cinque piante ciascuna in ogni contenitore di cm 20×30, che sarà riempito con terriccio per vasi.

Una volta che i semenzali si sono consolidati – e non c’è più pericolo di gelate – essi possono essere accostati ai vetri per alcuni giorni, per poi essere trasportati in un letto freddo a rinforzarsi, prima di essere definitivamente messi a dimora.

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