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Come moltiplicare le felci: per divisione, la moltiplicazione delle asplenium e la moltiplicazione dai bulbilli

Per divisione

Il metodo più semplice per moltiplicare le felci cespitose, come le felci maschio e le felci femmina, è per divisione. Il periodo migliore è il mese di marzo.

Prima di tutto, asportare dal terreno, con una forca, un cespo di felci, dopo averne tagliato tutte le fronde.

Se il cespo è piccolo, è possibile separarlo con le mani, mentre, se è molto grande, occorre usare due forche da giardino. Infilarle entrambe, retro contro retro, al centro del cespo, assicurandosi che i denti non penetrino nella corona. Spingere delicatamente i due manici in direzione opposta in modo che il cespo si divida in due parti.

Per portare a termine la divisione con il minor danno possibile, può essere necessario usare anche un coltello affilato.

Poi, con lo stesso metodo, dividere ulteriormente le parti, onde produrre parecchie piante, ciascuna con il proprio apparato radicale.

Infine, piantare le parti ottenute.

Anche le felci con rizoma stolonifero si possono moltiplicare per divisione. In marzo, togliere dal terreno un cespo di felci dopo averne tagliato le fronde.

Poi, con l’aiuto di un coltello affilato, tagliare i rizomi in sezioni, ciascuna delle quali conservi almeno una gemma, cioè il punto da cui dovranno crescere in seguito i nuovi getti.

Infine, mettere a dimora queste parti, ognuna delle quali formerà una nuova pianta di felce.

La moltiplicazione delle asplenium

Le felci asplenium, invece che per divisione, che è un metodo molto più lento per ottenere nuove piante, si possono moltiplicare mediante la base delle fronde delle felci che già esistono.

Il periodo migliore per effettuare questo lavoro è la primavera, ed esattamente tra aprile e maggio.

Estirpare una felce, lavare le radici e rompere a metà i cespi, in modo da accedere con più facilità alla base delle fronde.

Con un coltello tagliente, asportare una fronda alla sua base, il più vicino possibile alle radici.. Ripetere questa operazione per tutte le fronde che si vogliono utilizzare per ottenere nuove piante.

Da ogni base di fronda asportare, a un’estremità, i resti della vecchia fronda e, all’altra, le vecchie radici.

Mettere circa cm 1,50 di torba sul fondo di una cassetta di germinazione e sovrapporvi un uguale strato di sabbia sterilizzata (per sterilizzarla, metterla in un setaccio a trama sottilissima e versarvi sopra dell’acqua bollente).

Porre le basi delle fronde sulla sabbia: una cassetta di cm 15×20 è sufficiente a contenerne 50-60.

Collocare un sacchetto di plastica sostenuto da canne di bambù sterilizzate sopra la cassetta e mettere il tutto in un luogo ombreggiato. Non c’è bisogno di aerare.

La primavera seguente, trapiantare singolarmente in vasi di cm 6 di diametro, riempiti di miscela per vasi John Innes n. 2, le giovani piante cresciute dalle basi.

Poi, via via che si sviluppano, trapiantarle in vasi di misure sempre maggiori, finché non si è formato un buon sistema radicale.

A questo punto, metterle definitivamente a dimora nel giardino, in primavera o in autunno.

La moltiplicazione dai bulbilli

Alla fine dell’estate, la varietà Polystichum setiferum produce alcune protuberanze simili a bulbilli lungo le nervature centrali di ciascuna fronda.

In questo caso, per produrre nuove piante, per prima cosa staccare alcune fronde dalla felce. Poi, a parte, disporre sul fondo di un germinatoio uno strato di circa cm 1,50 di torba e, sopra, un uguale strato di sabbia sterilizzata (per sterilizzarla, metterla in un setaccio a trama sottile e versarvi sopra acqua bollente).

Disporre le fronde già staccate sulla sabbia in posizione orizzontale e con i bulbilli rivolti verso l’alto. Tenerle ferme mediante un pezzo di filo di ferro zincato piegato a U e infilato nel terreno.

Porre un sacchetto di plastica sostenuto da canne di bambù sterilizzate sopra il germinatoio e collocarlo in un luogo ombreggiato e non ventilato: la primavera successiva le giovani piantine cresceranno da ciascun bulbillo di ogni fronda.

Quando queste piantine sono sufficientemente grandi da poterle maneggiare senza pericolo di danneggiarle, asportarle dal germinatoio, avendo cura di non danneggiare l’apparato radicale delle nuove felci e, dopo aver eliminato le vecchie fronde, invasare le nuove piantine singolarmente in vasi di cm 6 di diametro, pieni di miscela di terriccio del tipo John Innes n. 2.

Poi, via via che si sviluppano, invasarle in vasi di misura sempre maggiore e, quando si è formato un apparato radicale sufficientemente robusto, metterle definitivamente a dimora nel terreno del giardino.

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