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Come moltiplicare le piante acquatiche: la divisione delle ninfee vecchie e troppo folte, le nuove ninfee da polloni e “occhi”, la moltiplicazione delle piante per i bordi, la moltiplicazione delle ossigenanti, galleggianti, e la propagazione per seme delle piante acquatiche

La divisione delle ninfee vecchie e troppo folte

Dopo quattro o cinque anni, i fiori delle ninfee, divenute molto ampie e folte, sono completamente nascosti dalle foglie: occorre sfoltirle e dividerle, operazioni che è opportuno svolgere in aprile o in maggio.

Prima di tutto, rimuovere le radici dai loro contenitori e lavarle bene.

Per le ninfee del tipo tuberoso è sufficiente separarle con le mani e ripiantare singolarmente le sezioni che interessano, scartando quelle che non si intende utilizzare.

Prima di ripiantare, asportare comunque tutte le foglie morte, tagliare le radici di ancoraggio vecchie e scure, e accorciare le nuove di colore bianco, che verranno poi sistemate nel terriccio dei contenitori.

Per le specie con radici rizomatose, occorre tagliare le cime di tali radici per cm 15-20 e scartare il resto, a meno che non si desideri avere nuove piante.

Si può approfittare di queste operazioni per effettuare una radicale pulizia della vasca: si tolgono dall’acqua i contenitori, si elimina l’acqua, si effettua la divisione come già detto, si conservano i rizomi in cassette coperte di tela o carta umida e all’ombra per il tempo necessario alla pulizia.

Le nuove ninfee da polloni e “occhi”

Quando si tolgono dall’acqua le ninfee per sfoltirle e dividerle, si possono prelevare parti di rizoma, i polloni o gli “occhi”, che possono servire per allevare nuove piante.

Sulla maggior parte delle ninfee di tipo tuberoso, ricercare gli “occhi”, nuovi tuberi in formazione, simili a piccole escrescenze che si formano sul rizoma principale. Asportarli con un coltello molto affilato, eseguendo un taglio ben netto; l’operazione riesce molto bene anche usando una lametta da barba nuova.

Poi, riempito un contenitore o un vaso con terra argillosa molto fertile, premervi gli “occhi” appena al di sotto della superficie e immergere il tutto in un recipiente d’acqua, che deve essere posto in una serra o in un letto freddo, in leggera penombra. Entro 3-4 settimane, iniziano ad apparire getti molto vigorosi. A maggio, trapiantare nel laghetto.

Dalle ninfee di tipo rizomatoso, asportare tutti i giovani germogli che crescono sul fusto principale e piantarli singolarmente, premendoli sulla superficie di un terriccio ricco e umido. Immergere i vasi in contenitori pieni d’acqua, da tenere in serra o in un letto freddo, e leggermente in penombra.

La moltiplicazione delle piante per i bordi

Le piante palustri rizomatose, come le calle (Calla palustris), si moltiplicano mediante divisione dei loro rizomi striscianti. Estirpare le piante in primavera e asportarne gli apici per una lunghezza di circa cm 15-20.

Togliere le foglie morte e tutte le radici di colore scuro, quindi ripiantare.

Le parti più corte (circa cm 2 di lunghezza) vegetano se sono poste in una serra calda (16°) finché l’apparato radicale non si è sviluppato. Poi, trapiantare all’aperto alla fine di giugno o ai primi di luglio.

Le piante palustri che hanno radici simili a quelle del sedano, come per esempio la sagittaria, si possono moltiplicare per divisione. Tagliare le foglie secche o scolorite, rimuovere le vecchie radici scure e accorciare quelle nuove chiare di circa cm 6-8. Per il trapianto, seguire i metodi precedentemente descritti.

La moltiplicazione delle ossigenanti e galleggianti

Il metodo normale per la moltiplicazione delle piante ossigenanti è per talea, da prelevarsi in primavera o in estate.

Le piante più comuni di queste specie sono: Elodea canadensis, Potamogeton crispus ed Elodea crispa.

Tagliare i getti per una lunghezza di cm 8-10 e piantarli in profondi contenitori con uno strato di cm 5 di terriccio sul fondo. Quindi, immettere il contenitore nell’acqua, in modo che i getti si trovino a cm 15-20 di profondità.

Per un veloce sviluppo dell’apparato radicale, mantenere una temperatura di circa 16°.

Molte piante galleggianti rustiche, in particolare l’utricularia e lo stratiote, possono essere moltiplicate mediante divisione dei loro cespi in autunno. Questi devono essere semplicemente separati e riportati nel laghetto (oppure scartati se lo specchio d’acqua è troppo affollato di piante).

La propagazione per seme delle piante acquatiche

Sebbene il metodo più facile per moltiplicare queste piante sia la divisione, alcune varietà, come l’aponogeton e l’orontium, possono essere propagate per seme.

Raccogliere i semi quando sono ben maturi, dopo la fioritura (solitamente in agosto), non facendoli essiccare eccessivamente sulla pianta perché altrimenti impiegherebbero un tempo maggiore per germinare. Tenerli umidi e freschi.

Riempire un contenitore basso con terriccio molto fertile e spargere i semi sulla superficie.

Quindi, immergere il contenitore in un recipiente pieno d’acqua, in modo che la superficie del terreno si trovi almeno cm 2 sotto il pelo dell’acqua: i semi all’inizio galleggeranno, ma quando l’aria in essi contenuta uscirà, affonderanno.

Tenendo il contenitore leggermente ombreggiato in una serra oppure in un letto freddo, i semi incominceranno a germogliare la primavera successiva.

Non appena apparirà il primo paio di foglie vere, trapiantare le piantine in vasi di cm 6-8 di diametro o in cassette e tenerle in acqua nella serra o nel letto freddo.

Da marzo a maggio, a seconda delle differenti regioni, quando il clima lo permetterà, trasferire le piante nel laghetto; piccoli fiori possono già sbocciare fino dalla primavera successiva. Tuttavia le nuove piantine, prima di essere nuovamente trapiantate, devono avere già sviluppato un rizoma di una certa consistenza.

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