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Come piantare e coltivare i gigli: i gigli recisi per composizioni floreali, l’asportazione dei fiori appassiti e la coltivazione dei gigli nei vasi e nei contenitori

I gigli recisi per composizioni floreali

I gigli sono fiori veramente spettacolari nelle composizioni floreali, però dalla stessa pianta non è consigliabile recidere lo stelo fiorale tutti gli anni, se non si vuol causare l’indebolimento del bulbo stesso.

Reciso lo stelo fiorale, con forbici ben affilate, a circa un terzo dalla cima della pianta o a metà, far riposare il bulbo per almeno due anni. I fiori vanno raccolti quando sono semiaperti, avendo cura di innaffiare le piante con abbondanza il giorno prima, di mattino presto, quando gli steli sono turgidi di umidità.

I fiori recisi durano molto di più se, prima di metterli in vaso, i loro steli sono tenuti per circa 12 ore in acqua fredda. Ricordarsi di eliminare tutte le foglie basse, perché, se vengono a contatto dell’acqua nel vaso, imputridiscono con molta facilità.

L’asportazione dei fiori appassiti

Quando i fiori appassiscono, occorre asportarli, per evitare che la pianta si indebolisca impiegando energie nella formazione dei semi.

In autunno, lasciare essiccare gli steli fiorali, quindi tagliarli rasente al suolo e bruciarli, nell’eventualità di una malattia latente.

Se si vuole aumentare la disponibilità di alcune varietà di gigli, non tagliare tutti i fiori, ma lasciare che si formino due o tre capsule di semi su ognuna delle piante risparmiate. Tali capsule, di forma cilindrica o sferica, contengono ognuna circa 500-700 semi. Quando sono mature, cioè diventano gialle, raccoglierle e farle essiccare in un locale aerato. Se rimanessero troppo tempo sulla pianta, si aprirebbero, disperdendo i semi.

La coltivazione dei gigli nei vasi e nei contenitori

I gigli si possono coltivare in vaso come pianta da interno oppure all’inizio del loro sviluppo, quando le condizioni atmosferiche sono avverse alla piantagione: è il caso di varietà precoci come gli ibridi Mid-Century “Enchantment” (rosso), “Cinnabar” (marrone) e “Harmony” (arancio).

L’operazione di invasatura va fatta tra ottobre e la fine di marzo e più presto la si fa, meglio è. Per i bulbi di taglia media (diametro cm 5) usare vasi di cm 15 di diametro.

Immettere sul fondo del vaso circa cm 2 di materiale drenante. Con le varietà che emettono radici solo dalla base del bulbo, riempire per metà il vaso con miscela per rinvasatura John Innes n. 2.

Formare un monticello al centro del vaso e appoggiarvi: il bulbo, allargando bene le radici. Coprire con lo stesso terriccio ben pressato, sino a cm 1 sotto l’orlo del vaso, quindi etichettare.

Collocare i vasi all’aperto, interrandoli fino all’orlo in sabbia o torba, e ricoprendoli con circa cm 10 dello stesso materiale.

Per le varietà di gigli che emettono radici dallo stelo, riempire invece solo un quarto del vaso con terriccio prima di collocarvi il bulbo, in modo che esso si trovi più in profondità.

Poi, coprire il bulbo con altro terriccio e collocare i vasi in serra fredda o in un locale riparato dal gelo. Quando il germoglio raggiùnge l’altezza dell’orló del vaso, riempire con terriccio sino a cm 1 dall’orlo.

All’inizio della primavera, quando i germogli dei gigli a radici basali sono emersi, sia che essi siano stati collocati all’interno o all’esterno, porli in una posizione luminosa con temperatura massima di 12-16°. Non devono essere messi in locale più caldo finché non inizia la fioritura.

Da questo momento, si deve provvedere a un regolare, ma moderato innaffiamento, per mantenere costante il grado di umidità al terreno, evitando ogni eccesso. Ogni quindici giorni, concimare tutti i gigli coltivati in vaso con fertilizzante liquido a bassa concentrazione.

A fioritura terminata, le piante coltivate in casa si possono trapiantare all’esterno o tenere per un altro anno nello stesso vaso. In quest’ultimo caso, sostituire lo strato superficiale del terriccio (circa cm 3-4) e, durante l’inverno, ricoprire ogni vaso di sabbia o di torba, per mantenere il giusto grado di umidità.

I gigli, inoltre, si possono coltivare in grandi contenitori all’esterno. In tal caso, usare lo stesso terriccio impiegato per la coltivazione in vaso e seguire le norme indicate per la coltivazione in giardino.

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