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Come piantare e coltivare i gigli: la scelta dei bulbi e la preparazione del terreno, come e quando piantare i bulbi all’esterno, i tutori, l’innaffiamento e la concimazione

La scelta dei bulbi e la preparazione del terreno

Molte specie si sviluppano bene in qualsiasi tipo di terreno ben drenato, preferibilmente in leggera pendenza, in modo da facilitare lo sgrondo delle acque.

La presenza di arbusti o di piccoli alberi è sufficiente a riparare i gigli dai forti venti. Molte specie e varietà si sviluppano bene in posizione soleggiata, però alcune, come L. canadense eL. superbum, preferiscono zone ombreggiate.

I gigli sono estremamente decorativi lungo un corso d’acqua o ai bordi di unò stagno, però devono essere piantati a un’altezza superiore del livello dell’acqua.

Il terreno destinato alla messa a dimora dei bulbi di giglio deve essere ben vangato a una profondità di almeno cm 60 e, poi, ulteriormente sminuzzato.

Se il terreno è molto sciolto, incorporare foglie decomposte, terriccio da giardino o torba (in ragione di un cesto abbondante per ogni m2); se invece il terreno è compatto, aggiungere sabbia grossolana.

Attorno ai bulbi dei gigli, non impiegare mai stallatico fresco, perché potrebbero marcire.

Poi, assicurarsi che l’aiuola sia ben drenata, poiché i gigli non tollerano l’umidità stagnante. Perciò se il terreno del giardino è piatto e tende ad allargarsi, è opportuno rialzare le aiuole di circa cm 30, possibilmente con torba in zolle.

È buona norma acquistare i bulbi in un negozio specializzato. Per scegliere bulbi sani, bisogna sapere che essi hanno squame ben riunite e turgide e un buon apparato radicale.

Se, comunque, a fine stagione, capitasse di acquistare un certo quantitativo di bulbi, ed essi si presentassero ammaccati e flaccidi, prima di piantarli nel modo consueto, rimuovere tutte le squame esterne e interrare i bulbi in torba umida per un periodo di 2-3 giorni.

I bulbi giovani sono i migliori, perché l’apparato radicale si forma e fuoriesce dalla parte bassa del bulbo, fissandolo nel terreno nel migliore dei modi.

Alcuni bulbi di gigli sono trattati con cera o paraffina per evitare la disidratazione: anche in questo caso, le squame devono essere turgide, non appassite, né ammaccate o flaccide.

Come e quando piantare i bulbi all’esterno

La maggioranza dei gigli si può piantare all’esterno in qualsiasi momento tra la fine dell’estate e il principio della primavera, sempreché il terreno non sia gelato.

Il giglio di S. Antonio (L. candidimi) deve essere piantato in autunno, subito dopo che lo stelo si è essiccato e prima che si formi una rosetta di foglie al piede.

Alcuni gigli, similmente ai giacinti e ai narcisi, emettono radici solo dalla base dei bulbi; altri, invece, emettono radici anche dalla base dello stelo, appena al di sopra del bulbo. Le specie che radicano alla base devono essere piantate all’inizio dell’autunno.

Se le condizioni atmosferiche fanno ritardare la piantagione, è bene piantare temporaneamente i bulbi in vasi; oppure, se il ritardo nella piantagione è breve, collocare i bulbi in una cassetta bassa con uno strato di torba umida, in modo che non si disidratino.

Di solito, i bulbi di giglio vengono piantati in buche profonde circa due volte e mezzo l’altezza del bulbo stesso (fanno eccezione L. candidum, L. giganteum e L. testaceum, che invece devono essere piantati appena sotto la superfìcie del terreno). Ricoprire il fondo della buca con sabbia grossolana o ghiaietto, in modo da facilitare il drenaggio. Allargare le radici del bulbo, immettere ancora sabbia sopra le radici e colmare la buca con terriccio. Infilare nel terreno una cannuccia con l’etichetta per determinare la posizione del bulbo.

Dopo la piantagione dei bulbi, spargere sul terreno una manciata di perfosfato minerale e interrarlo, eseguendo una leggera sarchiatura.

I tutori, l’innaffiamento e la concimazione

I gigli che fioriscono alla fine dell’estate, se non sono sostenuti da tutori, possono venire danneggiati dai forti colpi di vento. Quelli con steli arcuati, come L. henryi, oltretutto si presentano meglio se sono sostenuti. Non necessitano di tutori le specie alte meno di cm 90.

I tutori più adatti, da sistemare nel mese di marzo, sono delle canne di bambù lunghe circa due terzi della prevedibile altezza finale dello stelo. Durante il ciclo vegetativo, aggiungere nuove legature tra gli steli e i tutori.

Il terreno non deve mai essere fatto asciugare completamente; durante i periodi di tempo secco, quando i gigli sono in vegetazione, innaffiare e, se è possibile, applicare una pacciamatura di foglie decomposte.

Molti gigli sono rustici, però in marzo è meglio riparare quelli che iniziano a vegetare con leggere protezioni, per esempio una campanatura.

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