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Come propagare i gigli: la moltiplicazione mediante bulbilli, la propagazione per seme e la moltiplicazione mediante bulbetti

La moltiplicazione mediante bulbilli

I bulbilli sono piccoli bulbi aerei di colore verde o neroporporino, che si sviluppano sul fusto all’ascella delle foglie di alcune specie di gigli, come L. bulbiferum e L. tigrinum (giglio tigrato). Vengono raccolti appena prima che cadano normalmente, il che accade alcune settimane dopo la fioritura.

Disporre uno strato di materiale drenante sul fondo di un vaso o di una seminiera, indi riempire con terriccio per semina. Con un bastoncino, praticare alcuni fori di circa cm 2 di profondità e distanti fra loro circa cm 3, inserirvi i bulbilli e ricoprirli con il medesimo terriccio. Collocare i contenitori in un cassone freddo e, l’autunno successivo, piantare le giovani piante all’aperto.

La propagazione per seme

La semina, con cui si moltipluyano i gigli anche in grande quantità, riduce i pericoli di diffusione di alcune malattie. Tuttavia, con questo sistema, le piante ibride non saranno mai uguali alle progenitrici, come invece avviene mediante la moltiplicazione agamica, cioè con le squame.

La prima fioritura avviene due anni dopo la semina. La raccolta dei frutti contenenti i semi (capsule) deve essere fatta in autunno quando essi ingialliscono; i semi, poi, vanno seminati immediatamente o all’inizio della primavera, in terriccio per semine.

Collocare i semi in vasi o seminiere a cm 2,50 uno dall’altro e a cm 1,50 di profondità; poi, disporre i contenitori in una serra fredda o sul davanzale interno di una finestra. Una temperatura minima di 10-13° accelera la germinazione, ma non è essenziale. Il terriccio deve mantenersi umido.

I semi dei gigli si possono dividere in due gruppi: epigei (come, per esempio, L. regale e L. tigrinum) e ipogei o sotterranei (come, per esempio, L. canadense e L. superbum). I semi epigei germinano rapidamente e producono un ciuffetto di foglie apicali in poche settimane, prima che il bulbo si sia formato. I semi sotterranei producono prima il bulbo, e ciò può avvenire molti mesi prima che il primo getto compaia sopra la superfìcie del terriccio.

Non appena appare la seconda foglia da semenzali di specie epigee, trapiantarli in vaso o cassetta, a una profondità di cm 7-8 e alla distanza di cm 3 uno dall’altro. Quando invece sono i semenzali di specie ipogee a produrre la prima foglia, trasferirli singolarmente in vasi di cm 6-7. In ambedue i casi, adoperare terriccio speciale per semine, simile alla miscela John Innes n. 2, o altro a base di torba. Poi, collocare i contenitori in un cassone freddo oppure, se devono essere collocati all’esterno, affondarli nella sabbia o nella torba.

Alla fine del primo ciclo vegetativo, cioè un anno dopo la semina, togliere i giovani bulbi dai contenitori e piantarli in filari, in un posto riparato. Dopo un altro anno dj crescita, alcune specie e alcuni ibridi avranno bulbi pronti per la fioritura.

A primavera, i semi dei gigli più vigorosi, come L. regale, si possono seminare direttamente in piena terra, a una profondità di poco più di cm 1 e distanziandoli fra loro di circa cm 30. Passati due periodi estivi, metterli a dimora definitiva.

La moltiplicazione mediante bulbetti

I bulbetti, da non confondere con i bulbilli, sono piccoli bulbi laterali, che crescono su alcune varietà di gigli subito al di sotto del livello del terreno, come avviene per L. wardii e L. nepaletise, sia lateralmente al fusto, tra le radici che si sviluppano sul fusto stesso, sia, infine, alla base del bulbo principale.

Alla fine dell’autunno, scalzare con cura il terreno attorno allo stelo, staccare i bulbetti e piantarli immediatamente in terra, praticando dei fori profondi due volte e mezzo il bulbetto e ricoprendo con torba umida.

In alternativa, i bulbetti si possono far vegetare in serra in vasi di cm 7-10 di diametro, con terriccio del tipo John Innes per semenzali. Un anno dopo, metterli a dimora.

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