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Come propagare i gigli, la moltiplicazione per squamatura, La divisione dei bulbi in estate

La moltiplicazione per squamatura

Il sistema più facile e più comunemente impiegato è la moltiplicazione dei bulbi per squamatura. Con questo sistema, dopo due o più anni (fino a cinque, a seconda delle varietà), si ottengono bulbi pronti a fiorire.

L’epoca migliore per effettuare la moltiplicazione è l’inizio dell’autunno, quando la fioritura è terminata, anche se le squame (catafilli) possono essere piantate in qualsiasi periodo tra agosto e gennaio. Per evitare il propagarsi di malattie, scegliere solo bulbi sani, turgidi e appena prelevati dal giardino.

Riempire un vaso o una seminiera sino a cm 1 dall’orlo con terriccio per rinvasature John Innes n. 1.

Eliminare tutte le squame appassite o danneggiate presenti sulla parte esterna del bulbo, sino a mettere in luce le squame interne polpose e integre, adatte a essere piantate. Un bulbo di grossezza media fornisce circa 12-23 squame: staccare quelle necessarie dalle attaccature basali con delicatezza, ma anche con decisione.

Se il bulbo, poi, è destinato a essere piantato, prelevare solo un terzo delle squame, perché quelle più interne, cartacee, non danno buoni risultati.

Con un dito, praticare un foro nel terriccio e inserirvi una squama con la base rivolta verso il basso, interrandola per circa la metà, indi pressare la terra circostante con le dita. Ripetere questa operazione per tutte le altre squame, distanziandole di circa cm 5 l’una dall’altra.

I vasi o le seminiere cosi preparate possono essere ricoperte con un sacco di plastica o con una lastra di vetro. Se le squame sono state prelevate proprio all’inizio dell’autunno, sistemare i contenitori in un cassone o in serra fredda, oppure all’interno, sul davanzale di una finestra, al fresco. Se invece sono state prelevate nel tardo autunno o in inverno, per facilitare la radicazione regolare la temperatura basale a 10-13°.

Entro sei settimane dalla piantagione, alla base di ogni squama, si dovrebbero essere formati uno o più bulbilli. Per controllare se i bulbi sono pronti, rimuovere con cura 2-3 squame dal terreno, e, in caso positivo, sospendere ogni riscaldamento.

Quando, al di sopra del terriccio, appaiono alcuni germogli, piantare le giovani piante all’esterno o invasarle singolarmente in vasi del diametro di cm 8-10 riempiti di terriccio per rinvasature del tipo John Innes n. 1.

I vasi, poi, vanno interrati all’aperto in sabbia o torba, ricoprendoli con uno strato di cm 2-3 del medesimo materiale.

In alternativa, i vasi si possono collocare in un cassone o in una serra fredda oppure in un locale riparato dal gelo.

Nell’autunno seguente, i bulbi delle varietà rustiche sono pronti per essere trapiantati all’esterno, eccezion fatta per le varietà meno vigorose, che saranno pronte per la piantagione all’esterno soltanto dopo un anno ancora. Nel frattempo, si possono conservare nello stesso vaso oppure piantare in filari in giardino.

La divisione dei bulbi in estate

Alcuni gigli, come L. pyrenaicum e L. bulbiferum croceum, moltiplicano i loro bulbi cosi velocemente che richiedono di essere tolti da terra e divisi ogni 3-4 anni. L. regalis si moltiplica allo stesso modo.

Nel tardo autunno, quando gli steli fiorali sono essiccati, togliere accuratamente i gigli da terra con una vangaforca. Tutte le squame staccatesi dai bulbi durante questa operazione possono essere raccolte e usate per la moltiplicazione col metodo in precedenza descritto.

Dividere con delicatezza i bulbi e trapiantarli immediatamente in un terreno nuovo.

Alcune varietà di gigli molto vigorose, come L. pardalium, presentano bulbi allungati riuniti tra loro da una specie di rizoma: bisogna dividerli usando un coltello molto affilato, anche se non si ha intenzione di moltiplicarli, perché diversamente la fioritura peggiorerebbe.

Se i gigli — succede con alcune varietà – impiegano più tempo del solito per riprendersi dall’operazione di divisione, si abbia l’avvertenza di dividere soltanto una parte della quantità annua disponibile.

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