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I crisantemi: il crisantemo come fiore reciso, e le varietà multiflora e ottobrine:

In Italia il crisantemo ha avuto per anni una sola funzione: quella di ornare le tombe il giorno della commemorazione dei defunti. Generazioni di fioristi hanno coltivato e selezionato questa specie tendendo a ottenere fiori sempre più vistosi, grossi e fioriti nel mese di ottobre. Questi fiori, in genere, sono poco resistenti ai trasporti e alle manipolazioni, ma, fintanto che le coltivazioni hanno avuto carattere artigianale e sono state effettuate nelle immediate vicinanze dei cimiteri, il difetto non era molto importante. All’estero, invece, specie nell’Europa settentrionale, il crisantemo non ha mai avuto il significato funebre che gli Italiani, anche inconsciamente, gli hanno attribuito. Crisantemi adornano comunemente in ogni epoca dell’anno le case, le tavole nei ristoranti, vengono regalati per feste e compongono mazzi per sposalizi.

La coltivazione industriale del crisantemo, volta soprattutto verso varietà a fiore piccolo, più resistenti ai trasporti, si è sviluppata quindi soprattutto per l’esportazione e in funzione dei mercati e delle esigenze dei consumatori esteri. Questa coltivazione industrializzata, detta anche coltura programmata del crisantemo, permette di avere fiori nel corso di tutto l’anno. La coltivazione viene effettuata in serra, riscaldata d’inverno e, nelle regioni molto calde, raffreddata artificialmente d’estate, con l’ausilio di illuminazione artificiale nei mesi invernali, in cui la durata delle ore di buio è superiore a quella delle ore di luce, e di oscuramento artificiale per poter indurre la formazione di gemme a fiore nei periodi in cui il numero delle ore di luce è superiore a 12.

Da qualche anno gli Italiani stanno imparando ad apprezzare i crisantemi anche in occasioni meno funebri, tuttavia i capolini delle varietà che si coltivano per il fiore reciso in coltura programmata sono molto diversi a prima vista da quelli tradizionali.

Usando il crisantemo in casa come fiore reciso è opportuno, se non si gradisce il forte profumo aromatico che queste piante emettono, asportare le foglie dagli steli: i crisantemi risulteranno cosi completamente inodori.

Il giorno prima di raccogliere i fiori, le piante devono essere abbondantemente innaffiate e, se è possibile, i fiori vanno colti la mattina seguente, quando gli steli fiorali contengono molta umidità.

Per tagliare gli steli fiorali, a circa cm 60 al di sotto del fiore, usare forbici da potatore.

Eliminare le foglie più basse dello stelo fino a circa metà lunghezza dello stesso e ammaccare per cm 7-10 lo stelo con un martello: permetterà al fiore di durare più a lungo. Immettere subito i fiori in un vaso con acqua e lasciarveli in un locale fresco e oscuro, per 24 ore.

La coltivazione dei crisantemi multiflora

Se si vuole ottenere una grande quantità di fiori, senza preoccuparsi eccessivamente della loro grandezza, in pratica si devono ignorare tutte le precedenti istruzioni circa la cimatura e le relative sbottonature. Parecchie varietà precoci di crisantemi danno ottimi risultati, se si cimano le piante soltanto quando hanno un’altezza di circa cm 20-25, e non necessitano di grandi cure né di sostegni. Così si ottengono una o due grandi fioriture su ogni stelo e le piante assumono una forma cespugliosa, presentando grappoli di piccoli fiori. Tali varietà si possono impiegare anche per artistiche composizioni floreali. Le varietà di crisantemi più adatte per questo scopo sono elencate, dai floricoltori, sotto la voce “multiflora”.

La coltivazione dei crisantemi ottobrini

Le varietà di crisantemi che fioriscono in ottobre sono principalmente versioni delle specie a fioritura precoce e possono essere coltivate in serra. In Italia, si possono coltivare all’aperto pressoché ovunque, però si devono trasferire in serra nelle zone di montagna e dove esiste il pericolo di gelate ottobrine. In questi casi, piantare all’aperto in maggio e cimare e sbottonare nello stesso modo descritto per le varietà precoci. In settembre, rimuovere accuratamente le piante dalle aiuole di coltivazione.

Tagliare le legature e togliere i tutori; inserire una vanga a forca sotto l’apparato radicale e sollevare le piante con la maggior quantità possibile di radici e terra; poi invasarle in contenitori appropriati.

Collocare i contenitori su un bancale o nella terra della serra, con nuovi tutori e relative legature. Le piante devono stare ben distanziate tra loro e avere la maggior quantità di aria e di luce possibile. Arieggiare nei periodi di tempo mite; non riscaldare la serra, in quanto le piante necessitano soltanto di essere protette dal gelo e il caldo, oltretutto, le indebolisce.

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