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I crisantemi: la coltivazione estiva in pieno sole, ricovero in serra e mantenimento

La coltivazione estiva in pieno sole

Tre settimane dopo che le piante sono state sistemate nel vaso di fioritura, devono essere collocate, fino all’autunno, all’aperto e in pieno sole. L’esposizione di questo terreno di parcheggio delle piante in vaso deve essere la più aperta possibile. Collocare i vasi su mattoni oppure su lastre di cemento, affinché i lombrichi non vi penetrino. Siccome le piante devono essere ben sostenute, si rende necessario costruire un telaio di fili, collegati a pali terminali saldamente infìssi nel terreno. Il primo filo di ferro plasticato va disposto a cm 60 da terra e il secondo a cm 150. Poi, legare i singoli tutori delle piante ai fili con legacci morbidi, in modo da evitare che, in caso di vento, le piante si rovescino.

L’innaffiamento dei crisantemi in vaso va eseguito a seconda delle necessità di ogni pianta; comunque, non si deve né lasciare asciugare né bagnare eccessivamente, se si vogliono evitare danni irreparabili. Eseguire giornalmente un controllo; come regola generale, le piante vanno innaffiate almeno a giorni alterni dalla fine di giugno in avanti, fatta eccezione per i giorni di pioggia forte.

Le piante devono inoltre essere regolarmente concimate. Per avere fiori grossi spargere sulla terra del vaso, ogni settimana, un cucchiaino da tè di fertilizzante specifico per crisantemi, che si scioglie quando si innaffiano le piante. In aggiunta a questo fertilizzante specifico, somministrare una volta alla settimana un fertilizzante liquido completo.

Qualora i fiori non fossero destinati a un’esposizione, si può limitare la concimazione a tre somministrazioni estive di fertilizzante specifico per crisantemi: un cucchiaio all’inizio di luglio, una seconda volta in agosto e l’ultima in settembre, prima di ricoverare le piante.

Il ricovero delle piante nella serra

Quando i boccioli iniziano ad aprirsi e a mostrare il colore in ottobre, le piante dei crisantemi possono essere trasportate in serra. Inclinare ogni vaso sostenendolo con 3 mattoni e spruzzare le foglie con una soluzione acquosa contenente un fungicida e un antiparassitario; raddrizzare le piante per farle asciugare.

Per i primi dieci giorni di serra, aerare le piante, in modo che possano acclimatarsi. Se la temperatura esterna dovesse diminuire, ridurre l’aerazione, usando un ventilatore per smuovere l’aria. Evitare che la temperatura della serra aumenti eccessivamente, ombreggiando ogni volta che serve.

La temperatura durante la notte deve essere costantemente mantenuta sui 10-13°, in modo da permettere ai boccioli di svilupparsi regolarmente prevenendo la formazione di condensa sugli stessi. In serra, cessare ogni concimazione.

Mantenimento delle piante e talee invernali

Non appena i fiori sono stati recisi dalle piante, ridurre la temperatura a circa 4°. Per produrre talee e quindi nuove piante per l’anno successivo, seguire il metodo consigliato per le varietà che si lasciano all’esterno, ricordandosi però, prima di ricoverarle in serra, di tagliare le vegetazioni basali all’altezza del primo paio di foghe sopra il terreno, in modo da permettere lo sviluppo di getti di riserva dalle gemme ascellari, che saranno usati in assenza di nuovi getti basali (cioè partenti dal cespo stesso).

In dicembre o gennaio, innaffiare le piante in vaso e aumentare la temperatura sino a 7-10°, affinché la vegetazione, da cui trarre le talee, si sviluppi prima delle varietà coltivate all’esterno (talvolta tra la fine di dicembre e i primi di febbraio, secondo le varietà).

Per stimolare la vegetazione basale delle piante, si può anche toglierle dai loro vasi, ripulirle dal vecchio terriccio e trapiantarle in vasi di cm 15 di diametro con nuovo terriccio.

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