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I gerani

In Italia, il geranio è la pianta ornamentale più popolare tra quelle coltivate in vaso: non esiste giardino, terrazzo o balcone che non ospiti una pianta del “re dei balconi”

Il geranio appartiene alla famiglia delle geraniacee, che comprende specie arboree, specie semilegnose e specie succulente. Queste piante hanno foglie regolari, riunite alla base in un fascio. Alle geraniacee appartengono circa 600 specie, ciascuna con proprie caratteristiche, raggruppate in numerosi generi, di cui solo tre, Erodium, Qeranium e Pelargonium, sono interessanti per la floricoltura.

Comunemente, vengono chiamate “gerani” piante che appartengono al genere botanico Pelargonium. La confusione ha avuto origine dal fatto che in un primo momento i botanici comprendevano nel genere Geranium tanto i gerani quanto i pelargoni; questi sono stati staccati dai gerani, creando il genere Pelargonium. La differenza botanica sta nel fatto che nei pelargoni il petalo inferiore è fornito di uno sperone saldato al peduncolo fiorale. Tuttavia, oggi il nome comune “gerani” in Italia è praticamente accettato per intendere le piante che i botanici chiamano, invece, “pelargoni”.

I veri gerani (Geranium) sono le piccole piante spontanee: sono di scarso valore ornamentale, con fiori piccoli o piccolissimi. I Pelargonium, invece, sono originari dell’Africa del Sud e sono caratterizzati dai grandi fiori vistosi portati da infiorescenze dalle dimensioni cospicue. Queste piante furono introdotte in Europa verso la fine del secolo XVII da Olandesi e Inglesi.

Le varietà maggiormente interessanti il floricoltore, perché sono quelle largamente coltivate, si distinguono in quattro gruppi, che vengono chiamati comunemente: 1) gerani zonali (o g. zonati o pelargoni zonali o pelargoni); 2) gerani edera (o pelargoni edera); 3) gerani a grandi fiori (o pelargoni fantasia o p. macranti o p. a cinque macchie o g. farfalla); 4) gerani ibridi (o pelargoni ibridi).

I gerani zonali si ritiene derivino dall’incrocio fra Pelargonium zonale e P. inquinans, importati dal Capo di Buona Speranza rispettivamente nel 1710 e 1714. Però, forse anche altre specie hanno partecipato alla formazione delle varietà di questo gruppo e cioè: P.fulgidum e P. scandens.

Le foglie dei gerani zonali portano, nella grandissima maggioranza delle varietà, una zona neroverdastra pressoché circolare, che cosi divide la lamina fogliare in almeno tre zone. Da qui il nome di zonale. Attualmente, si tende a riunire tutte le varietà appartenenti al gruppo di gerani zonali sotto il nome di Pelargonium hortorum. I colori dei fiori vanno dal bianco puro al rosso e al viola, mancano il giallo e il blu; si hanno varietà a fiori semplici, semidoppi e doppi. La fioritura è pressoché continua durante tutto l’anno nelle località a inverno mite (come in Riviera, nel Sud e nelle Isole), dove è possibile la coltivazione in piena terra; nelle altre regioni è continua solo dalla primavera all’autunno inoltrato e, durante la cattiva stagione, le piante devono essere riparate.

I gerani edera si ritiene che provengano dall’incrocio di Pelargonium peltatum, introdotto dal Capo di Buona Speranza nel 1701, e di P. lateripes, introdotto in Europa nel 1807. Questi gerani hanno fusto prostrato, ramificato, perciò sono adatti a ricoprire muri in posizioni soleggiate, per cassette e arredo di balconi, oppure, sostenuti da intelaiature, a formare spalliere. Il gruppo comprende cultivar a fiori semplici, semidoppi e doppi, e la gamma dei colori va dal bianco al lilla, al violaceo. Nel clima della Riviera si coltivano per tutto l’anno in piena aria e in piena terra, come pure nell’Italia del Sud e nelle Isole, mentre nelle regioni a clima meno mite sono, similmente agli altri gerani, coltivati in vaso, in modo da poterli riparare durante l’inverno, ritirandoli al chiuso.

I gerani a grandi fiori derivano da Pelargonium grandijlorum, introdotto in Europa dal Capo di Buona Speranza nel 1794 e ibridato con altre specie, tra cui P. cucullatum. Le piante sono meno rustiche dei gerani zonali, pertanto la coltivazione si svolge in vaso; solo in Riviera e nel Sud possono essere coltivati anche in piena terra. Hanno foglie che spesso si presentano leggermente accartocciate e a contorno dentato, reniformi, con base cuneiforme. I fiori, semplici e doppi, sono grandi e caratterizzati, spesso, da macchie scure e vistose poste alla base dei petali. I colori vanno dal bianco puro al rosa, al rosso e al lilla. La fioritura avviene da maggio alla metà di luglio e, tranne alcune cultivar, non sono rifiorenti.

Gerani ibridi, ottenuti da incrocio tra Pelargonium zonale e P. peltatum, sono rifiorenti con varietà a fiore semplice, semidoppio e doppio, dai colori molto brillanti. Trovano impiego tanto per la decorazione delle aiuole quanto per la coltura in vaso.

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