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I gigli: la fioritura dei gigli coltivati all’esterno

La fioritura dei gigli coltivati all’esterno spazia da maggio a settembreottobre. Una delle specie più precoci è L. pyrenaicum, con fiore simile al martagone, di color giallo verdastro, picchiettato di porpora.

Una delle specie più tardive è L. tigrinum, di origine giapponese, che ha il fiore simile al martagone, di colore arancione, spruzzato di nero.

Spesso i gigli hanno un profumo cosi forte e penetrante (come L. pyrenaicum e L. martagon) che è opportuno collocarli in luoghi piuttosto aperti e lontano dai passaggi. Il profumo penetrante dei gigli è infatti piacevole soltanto quando non è troppo forte ed è anzi delicato, come nel caso di L. cemuum, dai fiori rosapallido e picchiettati di rosso che si aprono da giugno a luglio.

L’altezza delle piante di giglio varia da circa cm 50 a m 3,50. Tra le specie più alte si annoverano quelle nordamericane (L. superbum, L. pardalinum e, in particolare, la varietà “Red Giant”) e L. hertryi, originario della Cina. Le specie più piccole includono L. concolor, con i fiori rivolti verso l’alto, di color scarlatto intenso, e L. pumilum, che presenta fiori scarlatti di tipo martagone.

I gigli si ibridano molto facilmente tra loro, tanto da poter affermare che non esiste giardino che non abbia un suo ibrido particolare.

Alcuni gigli, inclusi L. pardalinum e L. auratum, prediligono il terreno acido e torboso. Altri, comeL. longiflorutn, L. bulbiferum croceum e la maggior parte degli ibridi, tollerano il terreno calcareo. Tra i gigli che invece preferiscono proprio il terreno calcareo, si trovano L. candidum e L. x testaceum.

Molti gigli prediligono il pieno sole, altri preferiscono posizioni semiombreggiate, come L. superbum e gli ibridi di “Paisley”. Tutti, comunque, prediligono posizioni fresche per l’apparato radicale e pertanto sono particolarmente adatti a essere piantati tra piccole felci o arbusti che ombreggino la base degli steli.

Una specie che si sviluppa bene quasi dovunque e con qualsiasi tipo di esposizione è l’alto L. regale, dai fiori a tromba bianchi all’interno e rossoporpora all’esterno. Altri di facile coltura sono L. martagon e i suoi ibridi naturali “Backhouse” e gli ibridi multicolori “Mid-Century”, che comprendono la varietà “Enchantment” dai fiori rivolti verso l’alto, di colore rosso.

Queste specie, robuste e facili da coltivare, nonché i gigli ibridi, si sviluppano bene nei bordi misti, sempre che le piantine non siano troppo ravvicinate tra di loro. La grande varietà di colori e forme favorisce la loro piantagione tra altre piante; soprattutto i gigli che fioriscono in giugno e in luglio apportano un ulteriore tono particolare all’aiuola, dopo che le iris e le peonie hanno terminato la loro fioritura.

Spesso, i gigli non si piantano direttamente nell’aiuola, ma prima si fanno vegetare nei vasi e poi vengono trapiantati, con i loro stessi vasi, quando la fioritura è pronta. Le specie più delicate si coltivano solo come piante da vaso. Anzi, L. longijlorum e L. formosanum, che sono le specie più deboli, devono essere coltivati in vasi o contenitori sotto vetro, se si desidera avere una buona riuscita. Un’altra specie che deve essere coltivata in vaso è L. davidii che, originario della Cina, presenta numerosissimi fiori di tipo a martagone, di un bel colore arancione brillante.

Le bordure e le aiuole costituite interamente di gigli possono entrare in fioritura da maggio a ottobre. Ma parecchie specie hanno bisogno di protezione contro i venti (possono essere sufficienti degli arbusti, specialmente rododendri e azalee) e le specie più alte devono essere sostenute da tutori o, meglio, da arbusti coltivati vicino e intorno a esse.

Particolarmente adatti per una zona boscosa o per un giardino naturale sono gli ibridi americani “Bellingham”, i cui fiori si presentano con sfumature di rosso, arancio, giallo e con macchie marroni o nere; sono da ricordare anche il già citato L. auratum e il profumato L. monadelphum. originario del Caucaso.

I gigli che meglio si adattano ai giardini rocciosi sono L. cernuum, con fiori effimeri rivolti verso l’alto, e L. pumilum, con fiori scarlatti del tipo a martagone, i quali prediligono entrambi umidità, terreno ben drenato e fertile, molto ricco di materia organica.

Alcune specie, come L. candidum, L. tigrinum e L. testaceum, facilmente portatori di virosi, devono esseri tenuti isolati dalle altre specie di gigli.

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