Add Me!Close Menu Navigation
Add Me!Open Categories Menu

La moltiplicazione degli alberi e lo sfoltimento delle piante

Per ottenere nuove piante da un vecchio albero ornamentale

La moltiplicazione degli alberi è un’operazione non molto facile, che richiede conoscenza e perizia e, nel caso di moltiplicazione per talea, un’attrezzatura costosa. La moltiplicazione di alcune specie, come il pioppo e il salice, è tuttavia facile: si tagliano dei rametti di cm 20-25 di legno maturo, cioè la vegetazione dell’anno, e in novembre si interrano all’aperto per farli radicare. Gli agrifogli e i liriodendri si possono moltiplicare in primavera mediante propaggine. Alcuni alberi, come la robinia e quasi tutti i pioppi, emettono polloni, che possono essere scalzati durante il periodo di riposo dell’albero (dall’autunno alla primavera), staccati dalla pianta madre e trapiantati in altro luogo per 2 o 3 anni prima di essere messi a dimora nella posizione definitiva. Questo sistema non assicura però di ottenere un albero identico alla pianta madre, da cui si toglie il pollone, perché questa può essere stata innestata e il pollone può derivare dal portainnesto, cioè dalle radici.

Per ottenere talee radicate dalla maggior parte degli alberi è necessario, oltre a una profonda esperienza, avere un cassone (o lettorino) riscaldato, dotato di un impianto di nebulizzazione oppure, ancor meglio, una serra. La moltiplicazione degli alberi è un’operazione più specializzata di quella degli arbusti. Nei vivai, gli alberi vengono ottenuti da semi, i quali, però, per gli alberi ornamentali sono diffìcili da trovare sul mercato. Inoltre, in alcuni casi, per ottenere varietà coltivate, è necessario ricorrere a innesto, talea o propaggine.

Lo sfoltimento di una pianta eccessivamente ramificata

A volte gli alberi necessitano di ripetute potature per ottenere una ramificazione centrale e una equilibrata ramificazione laterale.

Le conifere, di regola, non si potano, a eccezione del caso in cui l’albero presenti due cime. In queste specie si eliminano anche le ramificazioni più basse e morte delle vecchie piante, tagliandole rasente al tronco.

I crataegus e i meli da fiore possono presentare ramificazioni eccessive e quindi parecchie cime. Saltuariamente, si devono perciò alleggerire con caute potature le ramificazioni, in modo da conservare alla pianta la giusta forma. Vanno in ogni caso asportati i rami deboli, essiccati o danneggiati. Anche i ricacci laterali, che compaiono sul fusto centrale paralleli a esso, devono essere eliminati, tagliandoli rasente al tronco o alla ramificazione da cui si dipartono.

La potatura degli alberi decidui si effettua dopo la caduta delle foglie, cioè da novembre a febbraio. I ciliegi giapponesi, invece, si devono potare nella tarda estate. Le betulle, gli aceri e i noci vanno potati non oltre novembre per evitare la perdita della linfa. Gli alberi sempreverdi, se necessario, si potano in marzo o aprile.

Per eliminare i ricacci presenti sul tronco

Quando una grossa ramificazione è stata tagliata, in prossimità del taglio crescono rametti chiamati ricacci: essi devono essere eliminati tagliandoli rasente al tronco. Su una giovane pianta non curata i ricacci laterali possono crescere dal tronco: essi vanno accorciati finché il tronco non abbia raggiunto l’altezza voluta e poi devono essere eliminati completamente.

Rispondi

Devi aver effettuato il log in per scrivere un commento.