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la moltiplicazione per mezzo delle spore: i protalli e l’invasatura delle felci

I protalli

Da uno a tre mesi dopo, sulla superficie del composto appare un cosi gran numero di protalli da formare uno strato verde; a distanza di sei mesi dalla semina, essi diventano piccole piantine piatte dalla caratteristica forma di cuore.

Nove mesi dopo la semina, dai protalli si sviluppano le nuove sottili felci che, quando sono alte circa cm 3-4, possono essere trapiantate in un nuovo germinatoio: uno che misuri cm 15×20 è capace di contenere fino a 35 piantine.

Affinché il germinatoio possa accogliere le nuove piantine nel modo migliore, occorre prepararlo con molta cura in questa maniera: prima di tutto, spargere sul fondo un basso strato di ghiaietto coprendo i buchi di drenaggio; poi, riempire il contenitore fino a circa cm 2 dal bordo con terriccio sterilizzato, già preparato in un altro contenitore con fori di drenaggio, su cui è stata versata acqua bollente.

Assestare il terriccio battendo il contenitore su una superficie solida.

Prelevare le piantine dalla loro precedente posizione, aiutandosi con la punta di un coltellino, e inserirle nel terriccio, avendo cura di coprire di terra le radici. Da ultimo, pressare leggermente.

Immergere il contenitore in altro recipiente pieno d’acqua, in modo che questa arrivi a metà dell’altezza del contenitore stesso. Quando la superfìcie del terriccio si scurisce, vuol dire che ha ricevuto una quantità di acqua sufficiente.

Collocare il germinatoio in una cassetta, coprire con una lastra di vetro e collocare il tutto in un luogo ombreggiato, in una serra fredda, in un letto freddo o anche dietro una finestra. Innaffiare moderatamente dall’alto, con una doccia sottile ogni volta che la terra si sta inaridendo.

Quando le nuove felci producono le fronde (circa sei settimane più tardi), inizia il periodo di irrobustimento. Se come contenitore del germinatoio si è usata una scatola o una cassetta coperta da una lastra di vetro, si può incominciare a sollevare la lastra di vetro, inserendo degli spessori sempre più grossi tra essa e il bordo del contenitore, fino a toglierla dopo due o tre settimane.

Qualche giorno dopo, le piante possono essere trasferite all’aperto.

Invasatura delle felci

Le giovani felci, in questo momento, abbisognano di essere trasferite singolarmente nei vasi.

Riempire vasi di cm 6 di diametro fino a circa cm 1 dal bordo con miscela John Innes n. 2.

Con l’aiuto di un trapiantatoio, asportare le giovani piantine dal germinatoio, mettere ciascuna nel suo vaso e pressare delicatamente con le dita il composto circostante.

Spargere uno strato di ghiaia sottile sopra il terreno; questo serve a impedire al composto di comprimersi troppo quando si innaffia e a mantenerlo fresco in superfìcie.

Bagnare abbondantemente e quindi trasportare i vasi in una serra fredda ombreggiata oppure in un letto freddo o anche in casa, sul davanzale interno di una finestra che riceva poco sole.

Circa due mesi più tardi, esaminare le radici: capovolgere il vaso e, tenendo la felce tra le dita di una mano, battere il bordo contro una superficie solida, in modo che la zolla di terra si stacchi dalle pareti ed esca intera dal vaso.

Se le radici hanno raggiunto la superficie esterna del pane di terra, asportare un po’ di terreno alla base della zolla e quindi trapiantare ciascuna piantina in un vaso di cm 8 di diametro, da collocare, poi, di nuovo in uno dei luoghi freschi e ombreggiati già indicati.

Continuare a invasare via via in vasi di dimensioni sempre maggiori, finché le felci non avranno prodotto fronde abbastanza vigorose e un apparato radicale sufficientemente sviluppato.

A questo punto, le piante sono ormai pronte per essere piantate direttamente all’aperto nel giardino, in autunno o in primavera.

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