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Le piante acquatiche: come collocare le piante in un laghetto, i contenitori di plastica per le ninfee e la concimazione annuale delle ninfee

I contenitori di plastica per le ninfee

Le ninfee, considerate le principali piante • acquatiche da fiore, sono comunissime in molti giardini. Il miglior metodo per collocare queste piante nell’acqua è quello di sistemarle in appositi contenitori di plastica, che, oltre a limitare la vegetazione, impediscono ai pesci di circolare tra le radici, sollevando la melma e quindi intorbidendo l’acqua.

Le ninfee e le altre piante di profondità possono essere acquistate già pronte per essere sistemate in qualunque momento in uno specchio d’acqua. In tal caso, è più economico acquistare le giovani piantine all’inizio della primavera e collocarle nella vasca verso la fine di aprile, ammesso che le condizioni meteorologiche lo consentano; in caso contrario, attendere il mese di maggio.

Prelevare dal giardino della terra argillosa fertile e compatta, eliminando ogni radice presente in essa. Non aggiungere alcuna materia organica, come si usa fare nella preparazione dei terricci da invaso, poiché, decomponendosi, essa disperderebbe nell’acqua una notevole quantità di sali minerali, che faciliterebbero la crescita delle alghe.

Aggiungere una manciata di perfosfato d’ossa o di superfosfato a ogni secchio di terriccio; aggiungere anche acqua e umidificare il terriccio quel tanto che basta perché, pressato in mano e lanciato in aria, ricada compatto, senza sbriciolarsi.

Se non fosse possibile acquistare gli speciali contenitori, si possono usare recipienti di plastica, avendo cura di aprire dei fori del diametro di circa cm 1 nelle pareti. Poi, è opportuno foderare i contenitori con tela di canapa o di sacco.

In alternativa ai vasi, si possono costruire, sul fondo della vasca vuota, dei contenitori di mattoni, lasciando tra un mattone e l’altro dei vuoti per permettere all’acqua di circolare e foderandone l’interno con tela di canapa o di sacco.

Infine, se si è contrari all’uso di qualsiasi tipo di contenitore, spargere direttamente sul fondo della vasca uno strato di cm 15 di terriccio, mettervi le piante e, per evitare che i pesci sollevino il fango nuotando tra esse, aggiungere uno strato di sabbia o di ghiaietto.

Le ninfee munite di rizoma, come per esempio Nymphaea alba, hanno robuste radici bianche, utilizzate come ancoraggio, e altre più sottili che servono per trarre cibo dall’acqua. In aprile o in maggio, dal rizoma possono anche crescere nuovi getti.

Se il vivaista non ha potato le piante, oppure se le stesse hanno subito danneggiamenti durante il trasporto, con un coltello appuntito tagliare tutte le foglie morte o rotte e rimuovere le radici di ancoraggio più vecchie e scure. Accorciare anche quelle più giovani (di colore bianco) di circa cm 8-10, in modo che si possano ben sistemare nei contenitori. Eseguire le stesse operazioni per le ninfee che hanno rizomi che portano tuberi, come per esempio N. tuberosa. Anche queste specie hanno grosse radici carnose di ancoraggio e altre più sottili per l’alimentazione.

Collocare i rizomi orizzontali nel contenitore parzialmente riempito. Poi, colmare con il terreno preparato secondo le istruzioni date in precedenza e in modo che i punti di crescita appaiano in superficie. Sollevare leggermente la pianta onde permettere alla terra di penetrare fra le radici.

Piantare le specie tuberose in maniera che la terra ricopra solo la base del fusto e le radici vadano direttamente nel terreno.

Pressare la terra con le dita e, se necessario, aggiungerne dell’altra per colmare gli spazi. Se si ha intenzione di mettere dei pesci nella vasca, spargere uno strato di ghiaia sulla superficie del contenitore, per evitare che i pesci disturbino le piante e ne mettano allo scoperto le radici.

Non immergere immediatamente le nuove piante di ninfea nell’acqua, perché il brusco cambiamento potrebbe far saltare la prima stagione di fioritura o anche far morire le specie più delicate.

Riempire d’acqua la vasca fino a coprire il contenitore e alzarne il livello gradualmente in proporzione alla crescita dei nuovi getti, finché, dopo 6-8 settimane, non sarà riempita.

Se la messa a dimora di queste piante avviene quando il laghetto o la vasca sono già piene d’acqua, costruire un supporto di mattoni sul fondo, in modo che il contenitore posto su di esso affiori alla superficie.

Via via che le piante crescono, abbassare il supporto gradualmente, finché, circa due mesi più tardi, la pianta non si troverà appoggiata direttamente sul fondo della vasca.

La concimazione annuale delle ninfee

Le ninfee piantate nei contenitori non possono durare molto se non vengono concimate almeno una volta all’anno, in primavera. Infatti, le radici sono contenute in una quantità di terra molto limitata che si impoverisce in breve tempo. Sintomi del deperimento sono la formazione di foglie piccole e gialle, di fiori ridotti e una progressiva mancanza di vigoria.

Il ripristino delle condizioni ottimali, oltre che con il rinvaso, si ottiene mediante la somministrazione di speciali pallottole fertilizzanti di perfosfato d’ossa. A tale scopo, preparare delle piccole pallottole con la quantità di perfosfato d’ossa (o di superfosfato) che può stare in un vaso da fiori del diametro di cm 8 e argilla plastica quanto basta a tenere il tutto legato: con tali quantità fare due pallottole, che saranno sufficienti per alimentare una grande pianta di ninfea; se invece la pianta è più piccola, è sufficiente una pallottola. Togliere il contenitore dalla vasca, inserire il fertilizzante preparato nel terreno vicino alle radici e riportare quindi la ninfea nella posizione occupata in precedenza:

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