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Le piante acquatiche: come progettare e costruire un laghetto

Prima di tutto, occorre scegliere una posizione solatia, aperta e vicina a una presa d’acqua.

Poi, decidere la forma della vasca, evitando strozzature o angoli, che fanno sprecare spazio.

Prevedere anche alcuni piani un poco più alti rispetto al fondo, per potervi sistemare le piante acquatiche più piccole e quelle palustri, che crescono vicino alle rive, e in modo che la vista dell’acqua non sia coperta dalle specie palustri più alte, per esempio le canne.

Vasca di fibra di vetro Scavare una buca della forma desiderata, magari leggermente più grande. Asportare tutte le pietre dal fondo, poi pressarlo/ con forza e ricoprirlo per alcuni centimetri con sabbia o terra setacciata.

Mettere in posizione la vasca di fibra di vetro, controllandone il livello con una tavola e una livella a bolla.

Riempire gli eventuali spazi tra la vasca e la superficie interna della buca con terra, soprattutto sotto, controllando ogni tanto che, a seguito di queste operazioni, il livello della vasca rimanga costante.

Infine, fare pavimentare il bordo con pietre leggermente sporgenti oppure ricoprirlo con un manto erboso. La messa a dimora delle piante può essere fatta immediatamente dopo l’immissione dell’acqua. Fodera con un telo di plastica I fogli di comune polietilene durano molto poco, perciò è meglio acquistare un materiale più resistente: la butylite o altri materiali usati in agricoltura per rivestire grandi bacini possono durare fino a 50 anni; i teli di polietilene speciale con rinforzi in nailon, invece, hanno una durata di circa 10 anni.

Per stabilire quanto materiale acquistare, misurare la massima lunghezza e la massima larghezza della vasca e a queste misure sommare il doppio della profondità del laghetto.

La cifra risultante moltiplicando i due totali darà la quantità necessaria in m2. Per esempio, se la lunghezza massima è di m 4, la larghezza m 2 e la profondità cm 90, occorre procurarsi un telo di m 5,80 X 3,80. Non c’è bisogno di aggiungere altro materiale per le sporgenze e le rientranze né per la parte che si sovrappone ai bordi, in quanto l’elasticità stessa della plastica fornisce l’eventuale soprappiù richiesto.

Scavare una buca con le pareti non molto ripide e asportare tutte le pietre spigolose. Spargere sul fondo un paio di centimetri di sabbia o di terra setacciata e, se le pareti sono troppo ruvide, ricoprirle con sabbia o terra setacciata e umida.

Stendere con cura il telo di plastica nella buca facendo in modo che sporga sul bordo per almeno cm 20. Tenere ferma la plastica sul bordo con delle pietre.

Immettere lentamente l’acqua e, nel contempo, aggiustare il telo piegandolo ove è necessario, in modo da ottenere un risultato solido e valido anche esteticamente.

Quando la buca è piena d’acqua, controllarne il livello che dovrebbe essere da cm 5 a 20 dal bordo. Per eventualmente correggere la forma ottenuta, si può aggiungere sabbia tra la buca e il telo. Terminare questa operazione e, dato che ormai il foglio di plastica è mantenuto in posizione dal peso dell’acqua, togliere le pietre lungo tutto il bordo.

Tagliare la parte di plastica eccedente con un coltello tagliente, ma lasciarne comunque cm 15 oltre il bordo. Pavimentare tutto intorno con lastre di pietra, facendo in modo che le stesse sporgano sopra l’acqua per qualche centimetro.

Mantenere l’acqua del laghetto sempre allo stesso livello al fine di impedire che i raggi diretti del sole deteriorino la plastica.

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