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Nomenclatura e selezione delle piante: ceppo, razza e selettocultura

Ceppo, razza o selezione

Le piante cresciute da seme presentano quasi sempre delle variazioni quanto a forma e vigore, anche se negli individui sottoposti più volte ad autoimpollinazione per ottenere una «linea pura» il fenomeno può avere carattere molto secondario. Se tuttavia si permette alle variazioni di rimanere e le si usano come genitori per la produzione dei semi, la razza può degenerare. Per questo motivo, quando si vogliono ottenere varietà da orto o da fiore di alto livello, si sarchiano tutte le piante di bassa qualità per non usarle come genitori.

Ogni variante in seno alla varietà si chiama ceppo o selezione (o razza) ed è palese l’importanza di acquistare i semi da ditte note per la buona qualità dei loro prodotti.

Alcune ditte offrono la propria selezione di una varietà particolare che può differire in misura notevole da un’altra selezione della stessa varietà offerta altrove. Ogni ceppo o razza che si possa chiaramente distinguere dal ceppo d’origine andrebbe quindi considerato una varietà distinta.

I cataloghi di piante e le enciclopedie usano talvolta il termine «sinonimo», per esempio: Crataegus laevigata, sin. C. oxyacantha e C. oxyacanthoides. Tutti e tre i nomi si riferiscono alla stessa pianta, una specie del genere Crataegus, o biancospino, che appartiene alla famiglia delle Rosacee.

Abbreviazioni comunemente usate sono var. per varietà, sin. per sinonimo, ssp. per sottospecie, e sp. per una specie particolare ma non nominata, di solito indicata così perché solo il genere interessa.

Selettocultura

L’argomento è complesso e richiede anni di osservazioni, di scelte e di rifiuti, ma nella forma più semplice può essere affrontato anche dal giardiniere.

Scelte le piante che producono semi vitali, capaci cioè di germogliare, e conformi alla specie, le si lascia andare a seme per autoimpollinazione oppure le si impollina artificialmente sfiorando i fiori con un pennello di scoiattolo o facendoli passare l’uno sull’altro.

Entrambi i metodi assicurano che il polline entri in contatto con l’organo femminile del fiore, detto stimma. Il trasferimento del polline

Struttura del fiore dall’organo maschile a quello femminile si chiama impollinazione e, se tutto va bene, porterà alla fecondazione e alla produzione di semi. I semi andranno raccolti non appena maturi.

Quando si vuole eseguire l’impollinazione incrociata di due individui con particolari qualità nella speranza di ottenere una discendenza nuova e di pregio, è bene prendere alcune precauzioni.

Bisogna cioè rimuovere le antere del fiore che agirà da femmina e che produrrà i semi. La «castrazione» è necessaria per evitare un’autoimpollinazione che non darebbe i risultati voluti. Perché la castrazione sia efficace, è bene togliere le antere prima che il fiore si apra scostando delicatamente i petali con un paio di pinzette. Coprire poi il bocciolo con garza o con un sacchetto di carta semitrasparente per tener lontano il polline.

Quando le antere del fiore che deve avere il ruolo di padre saranno mature, il polline verrà

Impollinazione artificiale trasferito sullo stimma del fiore femmina che viene poi nuovamente coperto.

Quando il fiore femmina avvizzisce, togliere la protezione e mettere il cartellino con le indicazioni dell’incrocio. Seminare i semi che si formeranno quando saranno maturi.

Gli ibridatori di professione impiegano anni per produrre un ibrido con i caratteri richiesti. I genitori vengono scelti con cura’e sottoposti a impollinazione incrociata. I semi che ne risultano verranno seminati.

Negli anni che seguono la discendenza verrà tenuta sotto stretta osservazione e tutti gli individui che non siano all’altezza del livello richiesto saranno scartati. Oltre ai caratteri ovvi come la qualità dei fiori e dei frutti, l’ibridatore cerca di ottenere resistenza agli attacchi delle malattie e degli insetti nocivi, resistenza al clima, vigore e portamento naturale. Di un migliaio di semenzali forse una o due soltanto meriteranno di essere coltivate per produrre, forse, nuove varietà.

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