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Piante annuali e biennali: come coltivare le biennali

Le biennali, che completano il ciclo vegetativo in due anni, nel primo producono foglie o al massimo steli e nel secondo fioriscono.

Di solito, nelle biennali si includono anche alcuni tipi di piante perenni che, dopo una vigorosa vegetazione e un’abbondante fioritura nel loro secondo anno di vita, si deteriorano a tal punto che non è conveniente conservarle oltre.

Alcune di queste piante perenni, coltivate come piante biennali, sono mattinola, polyanthus, dianthus, myosotis e cheiranthus.

Alla coltivazione delle biennali è meglio destinare le aiuole esposte al sole o in leggera ombra e con terreno fertile ma non troppo ricco, altrimenti le piante diventano troppo rigogliose e poco resistenti alle avversità.

Seminare da maggio a luglio, seguendo i consigli espressi per le annuali rustiche. Non mettere nel terreno troppi semi o semi troppo fitti, altrimenti le piante cresceranno esili, sottili. Se il clima è secco, bagnare i semi con un innaffiatoio a doccia sottile o un irrigatore a pioggia.

Quando le piantine sono alte cm

6-10, estirparle con cura per trapiantarle in un’aiuola esposta al sole oppure in leggera ombra. Se, quando si effettua questo primo trapianto, il clima è asciutto, bisogna innaffiare le giovani piantine abbondantemente.

Le piantine possono essere coltivate anche in una serra fredda e poi trapiantate in cassette oppure nelle aiuole, come descritto per le annuali semirustiche. Seminare tra maggio e luglio e aver cura di mantenere una temperatura non superiore ai 18-20°.

È indispensabile che le biennali -anche quelle coltivate in serra o in letto freddo – siano piantate a dimora definitiva entro la metà di ottobre, altrimenti non saranno in condizione di attecchire prima che sopraggiungano i freddi invernali.

Prima di procedere alla messa a dimora delle giovani piante, pulire il terreno, vangare e, in superfìcie, mescolare letame ben stagionato o terriccio organico da giardino, con aggiunta di g 112 (4 cucchiai) di perfosfato d’ossa sterilizzato oppure g 60 di superfosfato.

Generalmente, le piante biennali si trasferiscono dal semenzaio (cioè il luogo dove sono state fatte crescere dalla semina) a dimora usando una forca e cercando di prelevare le radici unitamente alla loro zolla. Se il terreno è troppo secco, innaffiare qualche tempo prima.

Dopo aver sollevato la pianta, trasferirla immediatamente nella sua posizione definitiva, prima cioè che le radici si asciughino o, peggio, si secchino. Pressare il terreno e bagnare. Nelle regioni fredde, siccome le piante coltivate nei luoghi esposti devono essere riparate, disporre rami di piante sempreverdi attorno a esse.

Per rimpiazzare le piante andate perdute durante l’inverno per le condizioni climatiche avverse, è consigliabile lasciarne qualcuna nella posizione dove si trovava prima del trapianto, in modo da utilizzarla in primavera per riempire i vuoti lasciati da quelle morte.

Sebbene le biennali vengano solitamente trapiantate, si possono anche lasciare nei luoghi originali; in tal caso, sfoltirle e lasciarle crescere, fino alla fioritura.

In estate, coltivare le piante secondo i modi descritti per le annuali rustiche.

La coltivazione per fiori da recidere

Se l’aiuola in cui si coltivano annuali e biennali è destinata a fornire fiori da recidere, è meglio sceglierla in una zona non in vista, perché questo tipo di coltivazione non è certo molto decorativo.

Mettere i semi interrati in filari largamente spaziati tra loro, in modo che le piante si possano sviluppare liberamente e, nel contempo, si consenta un facile accesso tra i filari per le operazioni di manutenzione e per la raccolta dei fiori: fare quattro filari, indi lasciare uno spazio, poi farne altri quattro e cosi via, finché non si è riempita tutta la zona destinata a questa coltivazione.

Nei piccoli giardini, in cui non c’è disponibilità di uno spazio apposito per queste colture, le piante possono essere private dei loro fiori a mano a mano che maturano, senza quindi spogliarle completamente.

Il miglior momento della giornata per tagliare i fiori è al mattino presto o, comunque, quando il sole non è troppo caldo. Bagnare abbondantemente le piante il giorno prima e, quando si inizia a recidere, immergere immediatamente i gambi in una bacinella piena d’acqua.

Cogliere i fiori da piante vigorose, ben alimentate, con steli carnosi in grado di assorbire immediatamente l’acqua. Praticare alla base di ciascun gambo un taglio obliquo, in modo da avere la massima superficie di assorbimento. Asportare le foglie dalla parte di stelo che verrà a trovarsi immersa nell’acqua, altrimenti imputridiranno in breve tempo. Poi, mettere i fiori immersi nell’acqua fino al calice in contenitori posti in luoghi freschi per 8-12 ore, in modo che possano assorbire una grande quantità di liquido prima di essere sistemati in una stanza più calda.

Alcuni esempi di annuali e biennali che resistono bene in acqua dopo la loro recisione sono: antirrhinum, aster, calendula, Iberis umbellata, garofani, cosmea, dalie, digitale, gaillardia, godetia, gypsophila, helichrysum, speronella, Reseda odorata, nigella, matthiola, helianthus, piselli odorosi, verbena, zinnia.

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