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Piante annuali e biennali: l’acclimatazione delle giovani piantine e messa a dimora

Quando le giovani piantine hanno ben attecchito e hanno iniziato a svilupparsi vigorosamente – 4-6 settimane dopo il trapianto – occorre trasferirle dalla serra o dalla stanza in un letto freddo non ombreggiato, sotto una campanatura oppure in un tunnel di polietilene.

Nei primi tempi, aprire il letto o la campanatura oppure sollevare i lembi del tunnel per periodi molto brevi durante la giornata. Poi, aumentare gradualmente la ventilazione fino alla metà di maggio (in marzoaprile al sud, alla fine di maggio in montagna o, comunque, in zone fredde), quando la ventilazione deve essere completa. Se il tempo è ancora freddo, umido o ventoso, è bene però andare cauti e, anche se la stagione è avanzata, è meglio riservare la completa apertura solo alle ore più calde della giornata. Di notte, infine, tenere chiusi i letti, le campanature o i tunnel finché il pericolo di gelate e brinate non è completamente passato.

Se la vegetazione delle piante rallenta o assume una colorazione rossoporpora, bisogna riportarle, con i loro contenitori, nel luogo dove si trovavano prima di essere messe nei letti, sotto le campanature o sotto i tunnel. Poi, quando hanno riacquistato il loro colore naturale, rimetterle nel luogo di indurimento.

Messa a dimora all’aperto e cura delle aiuole

Una volta che il periodo di acclimatazione è terminato, le giovani piantine sono pronte per essere piantate direttamente nelle aiuole in cui devono fiorire. Questa operazione si può fare tra la seconda settimana di maggio e la seconda settimana di giugno (anche prima, nelle regioni mediterranee), quando il terreno è umido. Se il tempo è siccitoso, il giorno prima del trapianto è meglio bagnare abbondantemente il terreno.

Il terreno va preparato secondo quanto è stato già descritto per le piante annuali rustiche.

Battere per terra un lato della cassetta di germinazione, in modo che il terriccio si stacchi dalle pareti del contenitore. Con un trapiantatoio o con le mani inseriti sul fondo del composto, estrarre con delicatezza la prima fila di piante. Poi separare ogni piantina dalle altre con l’aiuto del trapiantatoio o di un legnetto, assicurandosi che l’apparato radicale di ciascuna sia intatto.

La distanza da lasciare tra le piantine dipende dallo sviluppo che si prevede abbia ogni varietà di esse. Generalmente, si lascia uno spazio pari alla metà della loro eventuale altezza, a eccezione di quelle piante che diverranno molto espanse e che invece vanno distanziate di una misura pari alla loro altezza.

Fatte le buche con un trapiantatoio, sufficientemente larghe da contenere l’intero apparato radicale, inserirvi le piantine, in modo che la base del loro stelo sia a livello della superfìcie, quindi riempire le buche e, con le dita, pressare leggermente il terreno circostante.

Immediatamente dopo la messa a dimora, cimare le piantine non ben formate o che presentano una vegetazione stentata.

Se non ci si trova in periodi di prolungata siccità, non è necessario bagnare.

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