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Rododendri e azalee

Queste piante, la cui smagliante fioritura può durare da primavera a fine estate, si adattano bene ai giardini di qualunque dimensione, solo che trovino condizioni di terreno favorevoli:

Nei giardini moderni, i rododendri sono piante abbastanza comuni. La loro dimensione è molto varia e va dagli arbusti nani, alti pochi centimetri, fino a veri e propri alberi che raggiungono altezze superiori ai m 12. Di conseguenza, tutti i giardini, qualunque sia la loro dimensione, possono mettere a dimora la pianta della misura più adatta, a condizione che esistano i presupposti favorevoli alla coltivazione.

Il nome rododendro deriva dal greco rhodon (rosa) e dendron (albero). La specie selvatica che venne per la prima volta coltivata nei giardini fu la cosiddetta rosa delle Alpi, Rhododendron hirsutum, importata dall’Europa centrale nel 1656. Nel 1753 Linneo, il famoso botanico svedese, diede il nome alla pianta e ne classificò ufficialmente il genere. Nello stesso tempo catalogò anche, in un genere differente, le azalee. Solo nel sec. XIX un altro botanico, George Don, si rese conto che non esistevano differenze botaniche tra le azalee e i rododendri e di conseguenza i due generi furono riclassificati in uno solo.

E cosi sono oggi; anche se molti giardinieri preferiscono ancora considerare i rododendri e le azalee piante appartenenti a tipi differenti.

In generale, i rododendri sono sempreverdi, mentre la maggior parte delle azalee sono a foglie caduche, sebbene uno dei più diffusi gruppi di azalee, le giapponesi o kurume, comprenda piante sempreverdi.

I fiori dei rododendri e delle azalee sono molto vari sia nel colore (bianco, rosa, lavanda, violetto, porpora, giallo, cremisi, scarlatto, arancio) sia nella forma (tubulare, stellata, a imbuto, sferica e campanulacea), con dimensioni che vanno da cm 2 a 15 di larghezza e da cm 2 a 10 di lunghezza.

Per ottenere buoni risultati nella coltivazione dei rododendri e delle azalee la piantagione va effettuata in luoghi che non siano in pieno sole.

Il terreno deve essere umido, acido e privo di gesso o di calcare. In condizioni ideali di terreno, poco frequenti in Italia, e con una giusta combinazione di varietà, si possono avere fioriture scaglionate per molti mesi all’anno. Le varietà a grandi dimensioni e a foglie larghe, e i loro ibridi, si adattano meglio a giardini ombrosi della regione insubrica, nelle zone alpine, prealpine e nelle zone appenniniche più elevate. Le varietà a forma di arbusto e a foglie piccole hanno invece bisogno di spazi aperti e bene esposti. Si ottengono ottimi risultati con quelle varietà i cui rami sono tanto bassi da ombreggiare le radici; sono invece da evitare le varietà che tendono a svilupparsi verso l’alto su tronchi molto lunghi. Le specie nane crescono bene in giardini rocciosi oppure lungo bordi stretti.

Le piante che fioriscono prima della fine di maggio devono essere poste in luoghi riparati dai raggi del sole mattutino, al fine di evitare le conseguenze che lo stesso produce sui fiori soggetti alle gelate tardive. Si evitino anche le depressioni del terreno, in cui più facilmente si verifica la formazione di sacche di gelo.

È consigliabile coltivare il rododendro con altre piante che hanno fiori e foglie molto decorative, al fine di ottenere buoni effetti anche nei lunghi periodi in cui i rododendri del tipo sempreverde non portano fiori e quelli a foglie caduche non hanno assunto ancora gli stupendi colori autunnali. Il terreno adatto alla coltivazione dei rododendri si confà molto bene anche a una grande varietà di altre piante.Ne citiamo alcune

Le eriche hanno un aspetto veramente attraente e hanno varietà che si adattano a giardini di ogni dimensione. Il colore delle foglie può essere rossofuoco, ruggine, arancio, giallo, bronzo, verde o grigio. I fiori sono piccoli e screziati di rosa, porpora, rosso o bianco. In genere assumono l’aspetto migliore alla fine dell’inverno e in primavera.

Le Pernettya mucronata, che fioriscono alla fine di maggioprimi di giugno, formano grappoli di frutti colorati da ottobre a marzo. Crescono bene sia in zone ombrose sia in pieno sole. Le piante sono unisessuali e pertanto, perché i frutti si possano formare, occorre coltivare sia le piante maschili sia quelle femminili.

LePieris japonica “Variegata” fioriscono in marzo e aprile con foglie folte e attraenti.

I gigli producono da maggio a settembre magnifici fiori con una estesa gamma di colori. Alcune specie, come Lilium auratum, L. henryi e L. speciosum, che fioriscono da giugno a luglio, si adattano molto bene ai giardini con folte macchie all’ombra. Per questo tipo di giardini sono molto adatte anche le hosta, piante erbacee perenni, che crescono senza problemi per molti anni.

Inoltre, ricordiamo un’altra pianta perenne, la Gentiana asclepiadea, che ha le foglie verde tenue di una forma simile a quella del salice e produce fiori blu intenso, da luglio a settembre; essa predilige luoghi umidi e parzialmente ombreggiati. La G. sinoornata, che è reputata, tra le specie di genziana, quella con i fiori più belli, costituisce bordure di brillanti fiori blu con nervature blu scuro e verdegiallo, che si schiudono da settembre a novembre.

Le camelie, e in particolare le varietà di Camellia x williamsii che fioriscono da novembre ad aprile, hanno foglie lucenti di un bel verde scuro e fiori che vanno dal bianco e rosa pallido a un intenso rossoporpora.

Anche molte piante tappezzanti possono essere coltivate con i rododendri onde ottenere macchie di colori differenti: la Gaultheria procumbens, che fiorisce da luglio ad agosto, l’epimedium, che fiorisce da maggio a luglio, e infine la primula, che fiorisce da gennaio a maggio. Anche le felci rustiche creano bei contrasti, mentre gli agapanti — in particolare gli ibridi di Headbourne – producono grossi fiori blu da luglio a settembre.

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