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Agrumi: l’allevamento e la potatura

Nessuna specie è più facile da allevare degli agrumi, perché la loro forma è quella naturale, con chiomaI globosa, in genere a bassa impalcatura, e con branche piuttosto aperte (609) inserite su un tronco impalcato generalmente a cm 70-80 da terra (in passato anche a m 1,50), costituendo in seguito una struttura scheletrica in qualche modo assimilabile a un “vaso pieno”.

Le branche secondarie, laterali, sono spesso molto espanse e le loro diramazioni si lasciano dirigere anche verso il basso, fin quasi a t£rra: per questo la chioma risulterà “piena” fino a nascondere il tronco.

La potatura di allevamento viene spesso iniziata in vivaio (qualora gli alberi non siano trapiantati a un anno dall’innesto) durante l’estate del secondo anno, con la scelta di’ tre germogli fra loro distanziati di cm 10-15 e destinati a formare le tre branche primarie. Si fanno anche asportazioni e curvature dei germogli superflui. Per esempio, il limone dà origine facilmente a “succhioni” eretti, che devono essere tolti al più presto, cosi come quelli inseriti nella parte interna dei tre rami scelti. Qualcuno preferisce, dopo un anno, raccorciare leggermente le tre branche primarie, per fare in modo che da ognuna se ne formino altre due, e quindi in totale sei branche; ma ciò non è necessario, anche se fattibile.

Successivamente a questa impostazione generale (da eseguire comunque anche nel primo e secondo anno dal trapianto), di solito, e per alcuni anni, non è necessario eseguire altri tagli. L’albero crescerà quindi liberamente fino a occupare lo spazio assegnatogli, cosa che avviene di solito al quinto o sesto anno.

A questo punto, inizia la potatura di fruttificazione che, nel limone e nel mandarino, dovrebbe essere annuale e da compiersi fra la primavera e l’inizio dell’estate (nel mandarino anche a luglio, per aspettare l’esito della cascola di giugno). In altre specie, invece, come arancio e pompeimo, si può intervenire periodicamente, soltanto ogni 2-3 anni.

Con la potatura si cerca di sfrondare le zone troppo dense della chioma (ove i frutti possono marcire più facilmente), di sopprimere biforcazioni di branche, di eliminare le branche esaurite, che inducono l’albero all’alternanza di produzione. Si tenga presente che gli agrumi fruttificano solo sui rami di un anno, per cui la potatura deve tendere sempre a un equilibrato rinnovamento dei rami, e che deve essere tanto più intensa quanto più l’albero e le sue ramificazioni sono deboli (per provocare una reazione vegetativa) e, all’opposto, molto leggera (con pochi tagli) o nulla se l’albero è molto vigoroso.

Altra buona regola è quella di eseguire soltanto tagli di asportazione (cioè di diradamento) delle branche e dei rami, e non di raccorciamento o spuntatura, in modo da conservare all’albero la forma naturale e per evitare che i rami fruttiferi si formino solamente nella parte più esterna della chioma.

A volte, la potatura ha anche funzioni sanitarie, chirurgiche, quando, come nel limone, si deve praticare l’asportazione di rami o branche colpiti da “mal secco”, oppure delle parti distali delle branche danneggiate dal freddo.

Se gli alberi sono troppo sviluppati e si desidera che siano meno ingombranti, si può ricorrere a una potatura “di riforma”, raccorciando drasticamente o proporzionalmente in primavera, dopo il periodo delle gelate, le branche primarie e secondarie: la chioma si riformerà nuovamente in un anno, ma si perderà la produzione anche dell’anno successivo; inoltre, c’è il rischio di più facili insediamenti di patogeni (per prevenire i quali è bene spalmare mastici sulle grosse ferite da taglio) oppure che la bassa temperatura danneggi la nuova vegetazione.

I piccoli alberi cresciuti in contenitori hanno bisogno, più degli altri, della potatura annuale, specialmente se la loro vegetazione si fa stentata; quindi, occorre aver cura, periodicamente, nei casi più evidenti, di “svasarli” (per sostituire il terreno); nella circostanza, che ricorre di rado, occorre potare anche l’apparato radicale, raccorciandolo di circa un quarto della sua lunghezza.

Problemi sanitari nella coltura degli agrumi

Numerosi sono le malattie e i fitofagi che possono colpire gli agrumi durante la crescita.

Fra le malattie più gravi si devono ricordare alcune virosi che, talora subdolamente, provocano riduzioni di crescita e di rendimento produttivo degli alberi senza altri apparenti sintomi.

Per tali malattie virali, non esistono specifici metodi di cura, per cui l’unico mezzo di difesa è rappresentato dall’acquisto di piante sane, che poi devono essere accuratamente difese dagli eventuali attacchi di parassiti vettori dei virus (per esempio, gli afidi).

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