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Il melo: come allevare la palmetta orizzontale od obliqua

La palmetta è una forma adatta a costituire siepi fruttifere perimetrali o filari contigui a elevata produttività. Anche per questa forma occorre, di solito, una intelaiatura di pali e fili di ferro zincato. Tali fili devono essere posti sull’asse del filare in numero di almeno tre, a partire da cm 60-80 da terra, e ogni cm 70-80. Su di essi vanno disposte ai lati dell’asse centrale del melo alcune coppie di branche fruttifere (da 3 a 6), aventi inclinazione di 80-90°, se orizzontali, oppure assai meno (30-40°). Nel primo caso, si parla di “palmetta a branche orizzontali” e nel secondo di “palmetta a branche oblique”. Quest’ultima, che è assai più facile da ottenere e mantenere, è anche più vicina alla forma naturale della pianta.

Gli alberi di melo, che vengono piantati in autunno distanti fra loro da m 2 (con portainnesti nanizzanti e branche inclinate) a m 3,50 (con portainnesti vigorosi e branche orizzontali), devono essere tagliati poco al di sopra del primo filo cui l’astone è legato. Durante il primo anno, si allevano tre germogli: uno, il più alto (atto a ripristinare in verticale la continuità dell’asse centrale), e gli altri due, opposti, ma distanziati di almeno cm 5-10, atti a formare la prima coppia di branche. Gli altri eventuali germogli vanno soppressi, cimati o anche prevenuti nella crescita asportando le gemme a fine inverno. Sempre in estate, sarebbe bene disporre di un piccolo cavalletto (due canne incrociate), atto a far assumere ai germogli laterali la loro definitiva inclinazione. Ma ciò può essere controproducente, perché rallenta troppo la crescita dei germogli; è meglio, quindi, rimandare tale operazione alla seconda o alla terza estate.

Nel caso, poi, che i due germogli non crescessero con uguale vigoria, per accelerare lo sviluppo di quello più scadente si consiglia di fare, con un coltello da innesto, una piccola intaccatura sul legno del fusto, al di sopra del germoglio più debole; oppure, più semplicemente, si consiglia di lasciare in posizione eretta il germoglio debole e di inclinare invece quello più vigoroso.

Il germoglio superiore deve essere legato a una canna o a un paletto verticale, in modo da favorire lo sviluppo diritto del fusto.

Potatura alla fine del primo e del secondo anno Durante il secondo inverno dal trapianto, cioè alla fine del primo anno, la potatura tradizionale consiste nel raccorciare il ramo superiore verticale poco al di sopra del secondo filo, cioè a circa cm 70-80 dal taglio dell’anno precedente. Conseguentemente, se i rami laterali sono altrettanto vigorosi, devono essere anch’essi leggermente raccorciati, oppure lasciati intatti nel caso fossero deboli o piuttosto corti (meno di cm 60-70).

Se poi si vuol fare la palmetta orizzontale, le due canne devono essere tolte e i relativi rami legati al filo orizzontale; nella palmetta obliqua, invece, o si lasciano le canne fino all’anno successivo o si fanno ancora crescere liberamente i due rami (la giusta inclinazione si può dare in seguito).

Durante l’estate del secondo anno, procedere come nel primo, cioè scegliere i tre migliori germogli atti a formare il nuovo prolungamento apicale e la seconda coppia di branche e mettere in opera – ma non è indispensabile – altre due canne inclinate laddove devono formarsi le due nuove branche.

Anche nella prima coppia di branche si deve scegliere un germoglio di prolungamento, controllando che altri, sottostanti, non siano con questo competitivi, altrimenti devono essere diradati o cimati.

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