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Il melo: come allevare un melo a cespuglio e come effettuare la potatura di fruttificazione di un melo a cespuglio

Come allevare un melo a cespuglio

Con questa forma detta anche “a vaso basso”, si può ottenere un alberello con 3-4 branche, che si irradiano oblique verso l’alto, inserite su un tronco impalcato a cm 50-60 da terra.

Gli alberi, su portainnesti clonali, piantati a distanza di m 3-4 (a seconda del portainnesto, della vigoria, ecc.) devono comunque essere tagliati, all’impianto, a cm 60-80 da terra, anche se provvisti di rami anticipati.

Durante il primo anno, scegliere 3-4 germogli ben distanziati e sfasati lungo il fusto, perché crescano equilibratamente, senza scompensi, ed eliminare gli altri in maggiogiugno.

Alla fine del primo anno o all’inizio del secondo, se si opta per una potatura corta, i 3-4 rami devono essere raccorciati a cm 30-40 oppure, in contrapposizione (non potatura), lasciati intatti, purché siano vigorosi e di sviluppo omogeneo ed equilibrato.

Se c’è eventualmente un ramo superiore eretto e tendente a prolungare il fusto, asportarlo totalmente. I rami anticipati, se concorrenziali a quelli scelti per fare le branche, vanno eliminati o piegati verso il basso.

Durante il secondo anno (cioè in primaveraestate), scegliere, su ciascuna delle 3-4 branche, un germoglio di prolungamento apicale e diradare quelli sottostanti scegliendone uno solo laterale (che diventerà una branchetta fruttifera), possibilmente orientato sempre dalla stessa parte e con uguale angolo d’inserzione.

Alla fine del secondo anno, i rami di prolungamento delle branche devono essere di nuovo raccorciati a cm 50-60, in misura comunque meno energica dell’anno precedente, specie se l’albero è ben equilibrato. Analogo criterio va adottato per le branche laterali, mentre i rami legnosi non troppo vigorosi e gli eventuali brindilli si lasciano intatti per favorire la loro induzione a fiore.

Il terzo anno, procedere come nel secondo, tollerando sempre più massa di rami, che servono a preparare la fruttificazione. Dovrebbero formarsi, magari con l’aiuto di cimature in luglioagosto, numerose lamburde fiorifere. L’albero, alla fine del terzo anno, è virtualmente formato.

Come effettuare la potatura di fruttificazione di un melo a cespuglio

Sugli alberi a prevalente fruttificazione su lamburde, come le varietà “Delicious rosse”, “Stayman Red”, “Renetta del Canada”, ecc., la potatura di fruttificazione ha lo scopo di rinnovare adeguatamente la vegetazione prima che le formazioni fruttifere diventino troppo fitte, poco fertili, atrofiche, esaurite. Perciò bisogna potare tutti gli anni, in inverno. Teoricamente, si deve fare in modo che ogni anno l’albero abbia almeno un terzo delle lamburde fiorifere inserite su rami di due anni (branchette fruttifere). Quando si va a potare, ci dovrebbero essere nell’albero adulto, se bene equilibrato, tre tipi di rami nella stessa quantità: un terzo di rami a legno o misti (primo anno), un terzo di lamburde o brindilli (secondo anno), un terzo di formazioni fruttifere (terzo anno). Nessuno di questi rami deve essere tagliato. Al quarto anno, invece, la formazione fruttifera dovrebbe essere rinnovata con taglio di raccorciamento al di sopra della parte di tre anni, oppure eliminata, se sostituibile ( da altra equivalente più giovane. La lamburda, fruttificando, si trasforma in “borsa” e forma una nuova lamburda (vegetativa), che potrà fiorire non prima del secondo anno.

Se i prolungamenti apicali sono troppo vigorosi, può essere utile un “taglio di ritorno” da eseguire, sul legno vecchio (2-3 anni), al di sopra di un ramo sostitutivo, più debole.

Ogni branca dovrebbe allungarsi fino a m 2,50, avere forma conica e non intersecarsi con le vicine.

Sugli alberi a prevalente fruttificazione su brindilli e rami misti, come le varietà “Golden Delicious”, “Granny Smith”, “Jonathan”, “Rome Beauty”, bisogna attuare una potatura leggera e lunga. Dato che l’eliminazione o il raccorciamento del brindillo significa anche l’eliminazione dei frutti, questi rami si possono diradare, se troppo fitti, ma non raccorciare. Tuttavia, questa regola non si applica ai brindilli apicali delle branche (per esempio, “Rome Beauty”). In tal caso, il mancato raccorciamento del brindillo apicale provocherebbe poi il suo incurvamento sotto il peso dei frutti, pregiudicando quindi la funzionalità della branca.

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