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Il melo: come allevare un melo a fusetto

L’allevamento a fusetto è, per il melo, una delle migliori forme, ottima per i frutteti intensivi e adatta anche per un frutteto familiare, dove, grazie a essa, è possibile piantare gruppetti poco ingombranti di alberi, senza filari né sostegni, e senza vincolare troppo un progetto di frutteto composto da piante di varie specie.

Inoltre, siccome il fusetto si avvicina molto alla forma naturale ed è quindi poco costrittivo nei confronti dell’albero, sfrutta nel modo migliore l’illuminazione ed esalta la fruttificazione degli alberi innestati su portainnesti nanizzanti.

L’altezza complessiva dell’albero deve rimanere fra m 2 e 2,50 e cosi anche la distanza fra le piante, che può essere ridotta, per gli “spur”, a soli m 1,50-1,80. L’albero non presenta una struttura scheletrica geometrica, ma le branche vengono accettate cosi come sono, purché pili numerose in basso, e lasciate crescere liberamente, in modo obliquo, ricorrendo, dopo il terzoquarto anno, a “tagli di ritorno” o a raccorciamenti, in modo da mantenerle tra loro equilibrate e perché il loro sviluppo e il conseguente carico di frutti sia decrescente dal basso all’alto.

Se l’albero cresce troppo in altezza o le branche sono troppo distanziate e troppo espanse, il fuso diventa una piramide, forma che oggi è stata abbandonata perché troppo onerosa da ottenere e governare. Occorre quindi fare attenzione che l’albero cresca compatto, raccolto, equilibrato ed egualmente illuminato, in basso come in alto. Cosi, tutta la frutta sarà bella e grossa.

Al momento dell’impianto, tagliare l’astone a cm 70-80 oppure a m 1,20-1,50 se è provvisto, in basso, di buoni rami anticipati (precursori delle branche) o, infine, lasciarlo intatto se non è troppo alto e, comunque, se è provvisto di un ottimo apparato radicale.

Qualcuno teorizza di accecare tutte le gemme lasciando solo quelle (4-5) destinate a formare ottimi germogli ben orientati, per ricoprire l’intero circolo di proiezione a terra della chioma. Una tale pratica non è necessaria, perché è preferibile asportare il prolungamento e scegliere poi, in maggiogiugno, i 3-4 migliori germogli, che siano ben distanziati, sopprimendo o cimando gli altri per evitarne la competizione. Il germoglio superiore serve (in posizione verticale) a ripristinare la continuità del fusto, mentre quelli sottostanti servono a dare origine alle branche. Se qualche germoglio cresce stentatamente, ricorrere all’intaccatura “sopragemma”, che ne stimoli lo sviluppo.

Alla fine del primo anno (secondo inverno), è buona norma raccorciare la freccia a cm 50-60 sopra il taglio dell’anno precedente, allo scopo di ottenere nuovamente, alla ripresa vegetativa, 3-4 nuovi germogli da destinare, come nel primo anno, al prolungamento dell’asse centrale e ad altre branche laterali.

Anche gli altri rami, se sono molto vigorosi, devono essere raccorciati, ma se hanno un buon angolo di apertura si possono lasciare intatti.

Alla fine del secondo anno, l’albero è già provvisto di numerose branche laterali (3+3 oppure qualcuna in meno) e si spiega in tal modo la rapidità con cui si mette a frutto e produce abbondantemente. La chiave di successo deU’allevamento a fusetto è rappresentata dalla funzionalità dell’asse centrale, che non deve, in alcun modo, essere soffocato o menomato da qualche branca laterale. In tal caso, vuol dire che si sono commessi errori di potatura: per esempio, sono state tollerate biforcazioni oppure sono state scelte branche laterali con angolo di inserzione troppo stretto.

In genere, col fusetto, se bene impostato, si riduce anche la necessità della potatura estiva, che di solito serve solo per riportare in equilibrio la crescita dei germogli laterali. Potatura estiva Anche in questo caso vale quanto detto per le forme precedentemente descritte. La pratica della cimatura sui germogli laterali, da eseguirsi da luglio in poi per orientarli subito all’induzione di gemme a fiore, è onerosa, a volte controproducente e, in ogni caso, non serve se gli alberi sono innestati su portainnesti nanizzanti, se sono di varietà “spur” o, comunque, di rapida messa a frutto.

Tuttavia, per dare un’ampia e obbiettiva informazione, si riportano alcuni ragguagli su questa tecnica.

Sostanzialmente, a partire da luglio, si tratta di raccorciare i germogli apicali delle branche a cm 20-30 (8-10 foglie) e quelli laterali a cm 10-15. In settembre, poi, cimare nuovamente, a poche gemme, gli eventuali germogli anticipati. In teoria, ciò serve per fare in modo che, l’anno dopo, ci siano più gemme a fiore; in pratica, è più facile che nel complesso dell’albero il numero di gemme risulti poi inferiore rispetto a quello della pianta non cimata.

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