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Il pero: allevamento e potatura

Il pero si alleva in teina naturale, fusiforme o globosa, a piramide, a vaso, ma soprattutto a palmetta, che è la forma adottata nella maggioranza dei frutteti. La notevole plasticità della specie è dimostrata anche dall’uso di forme obbligate con tronco eretto (per esempio, cordoni semplici e doppi, siepe belga, trilosanga) o inclinato (sistemi a “bandiera”, “Bouché Thomas”, “Lépage”), che richiedono tutti, più o meno, numerosi tagli che la pianta tollera solo in fase adulta, accentuando spesso la sua naturale fertilità.

Descrivere le operazioni richieste per ciascuna forma di allevamento è qui materialmente impossibile, anche perché i concetti informatori sono in gran parte gli stessi del melo, cui si rimanda il lettore. È però necessario ricordare che, in linea di massima, se i peri sono piantati nel giardino accanto ad altri fruttiferi, conviene optare per una chioma fusiforme che assecondi Yhabitus naturale della varietà, mentre, se le piante sono accostate a muri o devono creare siepi divisorie, si- può optare per i cordoni, i meno ingombranti, o per le palmette o le forme ad asse inclinato, le più basse (meno di m 2).

Forma naturale Al momento del trapianto, si taglia l’astone a cm 80-100 da terra, poi lo si lascia crescere liberamente per 3-4 anni senza mai fare tagli, tranne l’eliminazione dei rami mal disposti oppure formanti biforcazioni o succhioni. Poi, si inizia la potatura di fruttificazione.

Fuso In tal caso, l’astone, se il terreno è fertile e fresco, può essere lasciato intatto, cioè senza tagli, e legato a un paletto o a un filo di sostegno. Poi, in giugnoluglio, si deve intervenire solo con la potatura verde, per eliminare parte dei germogli apicali (se sono troppi) e per scegliere i germogli destinati a divenire branche (gli altri, se vigorosi, con la cimatura si mortificano temporaneamente). Palmetta Si può procedere sia col taglio annuale della freccia, per ottenere un palco di branche all’anno, o meglio – come nella “palmetta anticipata” e libera – senza alcun taglio di raccorciamento, semplicemente privilegiando la crescita dell’asse centrale e correggendo l’equilibrio con le branche laterali (attraverso loro eventuali inclinazioni, se ci sono i fili cui legarle) o “scaricando” le parti distali di tali branche con l’asportazione estiva dei germogli in soprannumero. Altre forme Nelle altre forme, invece, come per esempio il vaso e la piramide, occorrono numerosi tagli e interventi che ritardano la messa a frutto, anche se consentono di ottenere una forma perfettamente geometrica. Nelle forme “obbligate” ad asse inclinato (per esempio, la bandiera) i tagli devono essere sostituiti da inclinazioni o curvature che limitano la crescita dei rami e ne favoriscono la precoce fruttificazione. Completata la fase di allevamento, si possono seguire altri criteri, ispirati alla potatura francese “Lorette”: a fine giugnoluglio, si cimano i germogli vigorosi a 2-3 gemme per provocare l’emissione, entro l’estate, di lamburde fiorifere, che produrranno l’anno seguente.

Potatura di produzione Ogni varietà presenta particolari esigenze in relazione al tipo di ramo a frutto prevalente. Se la fruttificazione avviene su brindilli (come “William” e “Butirra precoce Morettini”), occorre una potatura lunga e ricca; se su lamburde portate da branche di due anni (come “Abate fètel” e “Decana del Comizio”), ogni anno è richiesto il raccorciamento di tali branche in misura di circa un terzo o la metà. Se infine la fruttificazione avviene su lamburde associate ad apici vegetativi (come “Passa Crassana”), si deve fare una potatura corta con l’asportazione di tali apici e almeno il 50% delle lamburde fiorifere.

In ogni caso, con la potatura invernale, da fare scrupolosamente ogni anno, i rami a legno di un anno non devono essere raccorciati, ma solo diradati e occorre mantenerne in numero necessario a ricostituire un equilibrato carico di lamburde fiorifere nell’anno successivo.

Nel pero non c’è quasi mai bisogno di diradamento dei frutti, perché l’allegagione è spesso inferiore al necessario; anche per questo è meno frequente o raro il fenomeno dell’alternanza della produzione.

Il pero: le cure colturali e la raccolta

Le cure colturali

Per quanto riguarda le concimazioni, per prima cosa occorre lavorare il terreno molto superficialmente, sotterrando, in autunno, i concimi fosfopotassici (g 30-40 per ogni m2) e organici (letame, pollina o altri residui animali ogni 2-3 anni).

Alla fine delFinvemo, spargere in superficie un concime azotato: nitrato o solfato ammonico in ragione di g 50-60 per ogni m2 oppure la metà in urea. In caso di inerbimento sottochioma (prato falciato), bisogna aumentare la dose di azoto del 20% circa e curare bene l’irrigazione (a pioggia con precipitazioni di mm 15-25 per volta) con apporti settimanali o decadali nei momenti particolarmente siccitosi.

Inoltre, è necessario mantenere ben falciata l’erba sotto gli alberi in primavera, sia per ridurre i pericoli delle gelate primaverili (dove c’è l’erba, c’è maggiore dispersione termica nelle ore notturne), sia per ridurre i pericoli delle infezioni fungine e in particolare della ticchiolatura, perché l’erba con la traspirazione fogliare aumenta l’umidità dell’aria e quindi il pericolo di inoculi di agenti patogeni. Occorre anche tener presente che il terreno, se è inerbito, oltre che falciato frequentemente, va irrigato più spesso in estate e concimato con maggior quantità di azoto a causa della competizione esercitata dalle erbe infestanti.

In alternativa all’inerbimento, è bene lavorare il terreno (per togliere le erbe) a poca profondità, mentre qualche riserva esiste ancora sull’uso degli erbicidi che suscitano qualche perplessità per il possibile inquinamento del suolo.

Il pero richiede una grande quantità di trattamenti antiparassitari, per cui occorre fare bene attenzione a rispettare le concentrazioni e le epoche di intervento, per non ustionare le foglie e far cadere i frutti anzitempo, oltre che i tempi di carenza, cioè di sicurezza igienica per i consumatori, che oscillano da 10 a 50 giorni fra l’ultimo trattamento e la raccolta.

Per le varietà soggette a cascola preraccolta può essere utile la somministrazione, circa 10-20 giorni prima della raccolta, di un ormone anticascola. Contro la “cascola di giugno”, invece, non ci sono rimedi, se non nell’equilibrata potatura e nella concimazione.

Un’altra operazione chè si può rendere necessaria è la copertura degli alberi con reti antigrandine, nelle zone che ne sono colpite e sulle varietà a maturazione mediotardiva.

La raccolta

Il distacco dei frutti va attuato con cura, mediante capovolgimento del peduncolo dopo che vi si è appoggiato l’indice, per evitare che si spezzi e, essendo legnoso, fori le pere con cui viene a contatto nel cesto.

La raccolta deve essere fatta in 2-3 tempi per albero, in funzione dell’uso che si vuol fare dei frutti. Le pere precocissime vanno consumate appena raccolte; quelle estive, che sono raccolte alla vigilia della maturazione, si possono conservare in frigorifero al massimo per qualche settimana; quelle autunnali si raccolgono nella prima metà di settembre e maturano da ottobre in poi; quelle invernali si raccolgono da metà settembre a tutto ottobre e maturano da dicembre in poi. Se non si dispone di un capace frigorifero, si possono conservare anche in un fruttaio, entro gabbie da kg 5-10 o in cassette a un solo strato, avendo cura di tenere molto: arieggiato l’ambiente e di controllare periodicamente l’eventuale inizio di marciumi, che coinvolgerebbero anche i frutti vicini.

Se si conservano le pere in frigorifero, meglio utilizzare sacchetti chiusi di polietilene, che bloccano la respirazione e ritardano la maturazione dei frutti. Naturalmente, quando si tolgono i sacchetti dal frigorifero, è bene tenere le pere a temperatura ambiente per qualche giorno, finché non sono intenerite, cioè ben mature.

Le varietà autunnoinvernali, col frigorifero si possono conservare fino a 4-5 mesi, mentre in fruttaio solo qualche settimana, dal momento in cui hanno raggiunto la maturazione (buccia gialla, polpa tenera e succosa, aromi percettibili).

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