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Il pesco: impianto, concimazione e irrigazione

Impianto

L’impianto degli alberi si fa a novembre, non appena sono cadute le foglie. Le distanze di piantagione oscillano damò X 5am5 x 4, se gli alberi sono allevati a forme espanse come il vaso, mentre scendono a m 5 x 4 o m 4 x 3, se la forma è la palmetta e ancora a meno se è il fuso (4×2).

Concimazione

La concimazione, e in particolare quella azotata, è molto importante. Nel pesco in allevamento bastano g 20-30 di nitrato ammonico per ogni m2; negli alberi adulti invece occorrono da g 50 a 100 di solfato o nitrato ammonico (o g 20-50 di urea) per ogni m2 e per anno, meglio se sparso in due tempi: 2/3 a fine inverno e 1/3 dopo circa 1-2 mesi, ma entro maggio. Specie nei terreni sciolti, è utile anche la concimazione fosfopotassica, che deve essere abbondante all’impianto e poi ripresa dopo 3-4 anni, somministrando in autunno circa g 30 di solfato potassico e 20 di perfosfato per ogni m2; ogni 2-3 anni, occorre anche una buona letamazione o altra concimazione organica.

Irrigazione

Irrigazione Fondamentale, per ottenere elevati standard produttivi, è anche l’irrigazione: il pesco, infatti, consuma molta acqua, oltre m3 0,50 per ogni m2 di superfìcie. Le irrigazioni si possono fare per scorrimento dell’acqua (se abbondante), in appositi solchi scavati sotto gli alberi, oppure per aspersione a pioggia o anche con tubi adduttori e gocciolatori localizzati in numero di due o più per ciascun albero.

L’acqua è necessaria soprattutto durante l’ingrossamento dei frutti e in prossimità della loro maturazione. In caso di siccità, i frutti, che rimangono piccoli e deformi, maturano più tardi. Per limitare l’evapotraspirazione, lavorare il terreno. Maturazione e raccolta L’epoca di maturazione dei frutti non deve essere anticipata, se si vuole che la polpa, non solo intenerisca, ma anche diventi dolce e fragrante.

Il frutto è da raccogliere quando la polpa attorno al peduncolo cede alla pressione delle dita e quando la buccia comincia a staccarsi dalla polpa con facilità. È opportuno usare cassette con stampi interni in plastica, per evitare che i frutti si ammacchino nel trasporto e nelle successive manipolazioni.

Le pesche raccolte, se sono già mature, andrebbero subito consumate oppure messe immediatamente in frigorifero a +1° o +3°, dove possono restare da una settimana, per le cultivar precoci, fino a oltre un mese, per quelle tardive.

L’epoca di maturazione va da metà giugno fino ai primi di settembre, ma la massima produzione si ha tra il 10 luglio e il 10 agosto. Se si vuol avere un buon assortimento di pesche per la famiglia, occorre un albero da raccogliere ogni 10 giorni, pari quindi, nei 2-3 mesi della stagione, a 5-10 alberi di altrettante varietà a maturazione scalare, appositamente scelte.

Di solito, le pesche più grosse e qualitativamente migliori sono quelle a maturazione media o tardiva (cioè, al Nord, da metà luglio in poi); quelle precoci presentano anche altri difetti: ridotta pezzatura e scarsa qualità, fenditura del nocciolo o scatolatura, polpa aderente al nocciolo e filamentosa, nocciolo proporzionatamente troppo grosso rispetto alla polpa, frutti “gemellati”, ecc.

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