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Il ribes: moltiplicazione e cure colturali

Il ribes si propaga facilmente per talea; a tale fine, in ottobrenovembre, si prelevano rami dell’anno di buona vigoria e diritti, tagliandoli alla base.

Il ramo va ridotto alla lunghezza di cm 40, eliminando la parte apicale meno lignificata e altri tratti, se cresciuti male nel periodo più caldo; accecare poi col pollice le gemme della talea, a eccezione, ovviamente, di quelle superiori (4-5), da cui si devono formare i germogli; le altre, invece, vanno eliminate per evitare che sorgano germogli sotterranei e per favorire quindi, al loro posto, l’emissione delle radici. La talea, prima di essere piantata verticalmente in una fossetta del vivaio, può essere immessa in una soluzione di ormoni, che favoriscono la radicazione (si trovano facilmente in commercio). I “bastoncini” vanno poi addossati alla parete verticale della fossetta a intervalli di circa cm 15 e a profondità tale che, dopo la copertura di terra fine, la talea sporga per circa cm 15 sopra il livello del suolo.

Dopo un anno, cioè nel novembre successivo, quando la talea è divenuta una “barbatella” radicata, trapiantarla a dimora avendo cura di metterla un po’ più profonda che in un vivaio.

I rami della piantina devono essere subito accorciati a poche gemme, come detto sopra. Alla fine dell’inverno, in caso di gelo e se risultasse sollevato, comprimere il terreno ai piedi delle piantine.

Poi, bisogna avere cura di estirpare le erbe infestanti o, se c’è il prato, di mantenere sempre ben rasata l’erba, che può essere utilizzata per la pacciamatura sotto il cespuglio. È bene non lavorare il terreno sotto la pianta per non rompere le radici. Anche la concimazione deve essere fatta, quindi, spargendo i concimi in superfìcie: circa g 15-20 di solfato ammonico per ogni m2, g 20-30 di solfato potassico, un po’ meno di perfosfato da mescolare con terriccio organico fine.

L’irrigazione, se c’è il prato, va eseguita abbastanza spesso, anche settimanalmente.

Quanto alle malattie si ricordano: l’oidio e la ruggine, che si curano con zolfi e fungicidi; gli afidi, gli acari e varie larve di insetti, che si combattono con insetticidi specifici. Nel complesso, la difesa non è difficile.

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