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Il susino: allevamento, potatura e la potatura di fruttificazione

allevamento e potatura

Il susino si può allevare a vaso, a piramide, a palmetta o anche secondo varie altre forme meno note.

Vaso Questa forma, che è abbastanza facile da creare, consente una buona penetrazione di luce e di aria all’interno della chioma e procura elevate produzioni. È però abbastanza ingombrante e richiede distanze di piantagione piuttosto ampie (m 6×5 oppure, come minimo, 5×4). All’impianto, l’astone deve essere tagliato a cm 80-90 da terra. Non bisogna denudare il tronco di eventuali rami anticipati (da tagliarsi a 2-3 gemme), per fare in modo che le foglie lo proteggano da eventuali scottature solari.

Primo anno Si devono allevare tre germogli, i migliori, purché sufficientemente distanziati (cm 10-15), “sterzati” sul tronco di circa 120° ognuno e inseriti con un buon angolo di apertura. Il germoglio apicale, se troppo eretto, conviene che sia cimato in estate ed eliminato, poi, in inverno; eliminare, sempre in estate, anche i germogli più bassi, al di sotto del germoglio scelto come terza branca. I tre germogli vanno inclinati in corretta posizione (almeno 30-35° rispetto alla verticale).

Secondo anno Si comincia alla fine dell’inverno col taglio di raccorciamento delle tre branche nei punti da cui si vuole sorgano le tre secondarie di primo ordine. Il taglio deve essere più energico (a cm 50-60 della sua lunghezza) nel ramo più forte e meno in quello debole, oppure, in alternativa, quest’ultimo non deve essere inclinato, mentre il primo deve essere temporaneamente aperto fino a 60° circa per indebolirlo. L’eventuale presenza di una freccia “tiralinfa”, all’apice del tronco, richiede un ulteriore raccorciamento o la sua totale asportazione. Eliminare anche i rami competitivi con le tre branche o perché mal disposti o perché troppo vigorosi; conservare, invece, i rami deboli e quelli orizzontali, perché saranno i primi a fruttificare.

Durante i mesi di maggiogiugno, controllare lo sviluppo dei germogli apicali (prolungamento delle branche) e quello dei tre germogli scelti come branche secondarie. Gli altri, se competitivi, devono essere cimati o completamente eliminati.

Terzo anno Procedere nuovamente, se necessario, al taglio di raccorciamento delle branche primarie per poter ottenere il “secondo giro” di branche secondarie opposte alle prime, a circa cm 80-90 da quello precedente. Per il resto, gli interventi, sia alla fine dell’inverno sia durante l’estate, sono paragonabili a quelli dell’anno precedente.

Occorre aggiungere, inoltre, un altro tipo di intervento, il “diradamento dei germogli apicali”, se questi sono troppo numerosi e rischiano di squilibrare la branca a favore della parte alta, distale, più ricca di vegetazione. La branca deve essere, invece, rivestita ugualmente di rami anche nelle parti basse, per cui occorre “scaricare” la parte alta.

Le branche secondarie, di regola, non si raccorciano, perché si suppone che abbiano una posizione molto inclinata, aperta e tale da consentire una crescita equilibrata e una messa a frutto più rapida. Non si dimentichi, in ogni caso, che per alcuni susini europei, i quali sono lenti a fruttificare, occorre attendere anche 3-4 anni per vedere i primi frutti.

Piramide All’impianto, l’astone deve essere tagliato a m 1,20-1,50 da terra, asportando i rami anticipati più bassi, fino a cm 50-60 da terra.

Primo amo Durante l’estate, scegliere 4-5 germogli: quello apicale deve ripristinare la continuità dell’asse verticale, mentre gli altri 3-4 devono andare a formare (distanziati di cm 10-12 l’uno dall’altro e sterzati di almeno 90°) altrettante branche, molto inclinate (a 60-70°) e irradiantisi a occupare, in proiezione orizzontale, l’intero circolo assegnato all’albero. Secondo anno La potatura consiste nell’agevolare la crescita, privilegiata sugli altri rami, di quelli scelti nel primo anno. Se questi ancora non ci sono o ne mancano alcuni, di solito si “riparte” con un nuovo taglio della freccia. Quest’ultima, però, in caso normale, dovrebbe essere raccorciata a distanza di almeno cm 60-80 al di sopra del taglio dell’anno precedente e poi, durante l’anno, occorre procedere alla scelta di germogli come indicato per il primo anno.

I rami laterali, se ben inclinati, devono essere lasciati intatti, oppure, se poco sviluppati, raccorciati proporzionalmente di un terzo o di metà (metodo tradizionale). I tagli vanno sempre fatti sopra a gemme rivolte verso l’esterno.

Terzo anno e successivi Dopo 3-5 anni, l’albero risulta completamente formato con 10-12 branche ripartite su 3-4 palchi teorici, ma in realtà inserite più o meno irregolarmente sull’asse centrale, in modo da conferire all’albero una forma conicopiramidale con le branche proporzionalmente meno sviluppate dal basso in alto. Palmetta E il metodo più diffuso nella frutticoltura intensiva, perché consente di allevare alberi siepiformi, facili da governare con l’uso di attrezzature meccaniche. All’impianto l’astone va tagliato a circa cm 70 da terra (ma nella “palmetta anticipata” si lascia intero, senza raccorciamenti e poi si allevano in coppia due branche ogni anno, fino a costituire un albero con 4-5 palchi di branche oblique (a circa 40-45° dalla verticale) distanziate tra loro di circa cm 70-80.

Per ottenere questa forma non è necessario tagliare la freccia e nemmeno i rami apicali delle branche. È difficile diradare annualmente solo i rami in soprannumero o diretti ortogonalmente al piano longitudinale della palmetta e scaricare l’estremità delle branche, se sono troppo ricche di germogli. L’albero fruttifica molto presto e abbondantemente e la sua struttura scheletrica, seppure irregolare e alquanto sviluppatta in altezza (oltre m 3-4), si presenta equilibrata, facile da mantenere e governare (perché spesso, tra una parete e l’altra, ci sono non più di m 1,5).

La potatura di fruttificazione

Il susino fruttifica sui rami dell’anno precedente, oltre che – specie nel susino europeo – sui dardi fioriferi, detti anche “mazzetti di maggio”, rami cortissimi che portano numerose gemme. Dato che questi dardi rimangono vitali per alcuni anni, vanno rinnovati solo quando sono in via di esaurimento.

I rami misti, invece, vanno diradati o raccorciati (se molto fertili) ogni anno, per consentire un rinnovamento continuo, necessario soprattutto nel susino cinogiapponese. Inoltre, con la potatura, devono essere periodicamente “ribassate” la freccia e le branche con tagli cosiddetti “di ritorno”, perché fatti al di sopra di rami o branchette capaci di ripristinare l’asse direzionale delle branche.

Si devono anche eliminare i rami verticali vigorosi, fuori posto, fra cui gli eventuali “succhioni”. La potatura di fruttificazione deve avvenire alla fine deH’inverno, ma può essere in parte anticipata in estate, dopo la raccolta, o in settembre

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