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La fragola: la copertura e le cure colturali

La copertura

Di grande soddisfazione, per l’anticipo di maturazione che favorisce, è l’uso di coperture con fogli di plastica trasparente di cloruro di polivinile (PVC) o polietilene (PE), da sistemare, con strutture in legno o metalliche, a forma di tunnel sopra le file delle piantine di fragola.

Tale copertura va attuata a partire dalla fine di gennaio o dall’inizio di febbraio e controllata poi quotidianamente nelle giornate soleggiate, per dare aria ed evitare che si formi all’interno troppa umidità per traspirazione fogliare e condensazione alle pareti della plastica, che favorirebbe gli attacchi fungini e potrebbe impedire la regolare fecondazione dei fiori. Comunque, c’è sempre il rischio di danni da gelo durante la fioritura(marzoaprile).In quanto il tunnel può non riparare sufficientemente le piantine, le quali corrono il rischio di dare frutti deformi o di perdere i primi fiori.

La raccolta va eseguita con pazienza, spezzando i peduncoli, in modo da non lesionare i frutti e non strappare il calice. I primi frutti sono molto grossi – e la raccolta è facile – ma in seguito la loro pezzatura si riduce (come anche la quantità), per cui oltre un certo momento non conviene più, in termini economici, continuare la raccolta. Questa dura, per una stessa cultivar, circa 20 giorni al Nord e da 2 a 4 mesi al Sud. Le fragole sotto tunnel producono in genere più di quelle all’aperto, ma sono anche più esposte a malattie e risultano anche molto costose, date le strutture da installare e le attente cure che il tunnel richiede.

A fine raccolta, negli impianti poliennali, bisogna ripulire il fragoleto di tutti i residui organici, vangare le corsie interfila, eliminare gli stoloni, irrigare periodicamente ed effettuare una nuova concimazione. Falciare le foglie e aspettare 1 o 2 mesi affinché si riformino, irrigando, se è necessario, in tempo utile per far differenziare le gemme a settembre.

Quando si vogliono prelevare stoloni, bisogna prima individuare le piante migliori e scegliere alcuni stoloni per pianta, avendo cura di farli radicare in vasetti di torba mescolata a terriccio, in ciascuno dei quali va appoggiato un germoglietto con una forcella in modo da favorire la radicazione, che avviene in 3-4 settimane. Cosi sarà facile trasferire le piantine figlie senza far subire loro la crisi di trapianto, perché possono essere piantate con la loro zolletta. Anche i vasetti devono essere irrigati.

Cure colturali

Dopo il trapianto, bisogna assecondare razionalmente il fabbisogno idrico delle piantine, dipendente dalla traspirazione dell’apparato fogliare, tanto più accentuata quanto maggiore è il numero delle foglie presenti. Se l’impianto è estivo, occorre disporre di un piccolo impianto irriguo ad aspersione, da attivare anche più volte al giorno, per un periodo di almeno 10-15 giorni. Se l’impianto è primaverile, quando e quanto irrigare dipende dall’andamento stagionale, cioè dalla piovosità.

Poi, l’acqua è necessaria in maggio (al Sud, già in aprile) nel periodo intercorrente tra la fioritura e la raccolta (circa 30-40 giorni) e anche in seguito, sia pure a tempi molto più distanziati se l’impianto è poliennale. L’irrigazione primaverileestiva è bene che non sia fatta a pioggia ma per scorrimento superficiale in solchetti o con manichette o tubi forati, per evitare di bagnare i frutti e di predisporli quindi agli attacchi di un fungo, la botrite. All’acqua si possono associare concimi complessi solubili, in modo che l’irrigazione sia anche fertilizzante.

Se l’impianto è estivo, bisogna eliminare gli stoloni formatisi in autunno (sottraggono energia alla pianta). Al Nord, se non si dispone di un tunnel, è bene asportare anche i fiori autunnali, perché i frutti non riuscirebbero a maturare prima dell’inverno se non in minima quantità.

In primavera, laddove il terreno non sia stato coperto con plastica, si può fare una pacciamatura preraccolta con pula o paglia, al fine di impedire che i frutti si adagino a terra e si imbrattino di fango. Se ci fosse tempo, si potrebbe anche, in alternativa, sorreggere i grappoli di frutti con ferretti o picchetti, cui legare i lunghi assi peduncolari. dire la regolare fecondazione dei fiori. Comunque, c’è sempre il rischio di danni da gelo durante la fioritura (marzoaprile), in quanto il tunnel può non riparare sufficientemente le piantine, le quali corrono il rischio di dare frutti deformi o di perdere i primi fiori.

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