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La frutta: cachi

Il cachi (o kaki o diospiro o loto) è un albero di origine giapponese, sconosciuto in vari Paesi, specie continentali e nordici. Da qualche decennio si è diffuso anche in Italia, specialmente in Campania e in Romagna, con veri e propri frutteti specializzati.

L’albero adulto è alquanto sviluppato, globoso (se isolato può raggiungere altezze di m 7-8 e m 5-6 di larghezza) e può produrre con facilità da kg 100 a 200 di cachi.

Nei giardini è una pianta poco “socievole”: la sua chioma folta (le foglie sono grandi, spesse, quasi coriacee, lucenti) è quasi impenetrabile alla luce e sotto non vi si possono coltivare fiori o piante che richiedono sole.

I fiori, caratteristici per la corolla verdastra a quattro lobi, si formano sui germogli dell’anno; la fioritura è relativamente tardiva (maggio) e sfugge spesso alle gelate; ma la specie, di per sé, è alquanto sensibile al freddo: minime termiche invernali oltre i —15° possono far morire non solo le gemme miste, ma intere branche e, nella Valle Padana, talvolta è capitato, gli stessi alberi.

Nei confronti del terreno la specie è, invece, poco esigente: si adatta un po’ ovunque, ma preferisce terreni sciolti, fertili, purché freschi; altrimenti, in estate, è indispensabile l’irrigazione per ottenere produzioni soddisfacenti. Teme invece i terreni argillosi e umidi, dove le piante possono andare soggette a marciume radicale.

I frutti sono grossi, pesanti, color gialloarancio, provvisti o meno di semi a seconda che si tratti di varietà a fiori femminili e maschili (di solito separati) o soltanto femminili (per esempio, cultivar “Fuyu”).

I frutti possono essere eduli fin dal momento della raccolta (da cui il termine “kaki” = mela) oppure astringenti, allappanti per il palato, e allora diventano eduli solo quando la polpa si è intenerita o, come dicono i tecnici, “ammezzita”.

Nelle cultivar a fiori femminili di solito (per esempio, cultivar “Kaki tipo”) i fiori fecondati danno frutti eduli, mentre quelli partenocarpici possono dare frutti astringenti (per esempio, cultivar “Fuji” e “Hachiya”) oppure non astringenti (“Fuyu”). E ovvio che le cultivar aventi fiori sia femminili sia maschili danno sempre frutti con semi, e quindi eduli (per esempio, cultivar “Akagaki”, “Mandarino”, ecc.).

Per un giardino, se si può piantarne un solo albero, è quindi meglio scegliere una varietà a soli fiori femminili e a frutti non astringenti, anche perché, fatto abbastanza inconsueto, i frutti partenocarpici, anche se astringenti, una volta maturi, sono nettamente superiori per qualità gustative a quelli, con semi, della stessa varietà.

Per favorire il processo di maturazione nei frutti astringenti (ricchi dì tannino) basta tenerli in un piccolo ambiente chiuso o in sacchetti di polietilene assieme a un paio di mele, i cui profumi (sostanze volatili a effetto ormonico) ne accelerano la maturazione; oppure, si possono mettere per 1-2 giorni in un congelatore (a —30°) e, dopo lo scongelamento, si possono mangiare subito.

Gli operatori commerciali utilizzano invece le celle a maturazione controllata, dove a temperature di +20-25° fanno sostare i cachi per qualche giorno in un’atmosfera arricchita di etilene (un gas che è anche un ormone della maturazione).

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