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La frutta: l’impollinazione e la potatura

L’impollinazione

I fiori, se non sono stati impollinati e poi fecondati, di regola non danno frutti. Il trasporto del polline è assicurato da insetti pronubi come le api e, in alcune specie (per esempio, l’olivo), dal vento.

La quasi totalità delle specie fruttifere posseggono organi màschili e femminili nello stesso fiore, ma non tutte sono autofertili (fecondabili con il proprio polline).

Per le specie autoincompatibili, come melo, pero, ciliegio dolce, olivo, ecc., la messa a dimora di varietà fertili e intercompatibili, nonché a fìoritura contemporanea, è una condizione necessaria per ottenere l’impollinazione incrociata e quindi la fruttificazione. La consociazione di due o più cultivar si attua di solito nel rapporto da uno a due e fino a quattro, mai comunque inferiore a 1:10, fra varietà impollinatrice e varietà impollinata.

Prima di collocare a dimora gli alberi, bisogna accertarsi delle loro necessità biologiche di impollinazione, consultando le apposite liste varietali riportate alla fine di ogni capitolo di questa sezione del libro, che è dedicato a un frutto, e talora anche nei cataloghi vivaistici.

Nelle specie autocompatibili (come per esempio il pesco, l’albicocco, alcuni susini, il lampone, il rovo, ecc.) non c’è ovviamente necessità di consociazione con altre varietà e i frutteti possono essere costituiti anche da una sola cultivar per ciascuna specie.

La potatura

La potatura degli alberi da frutto comprende due momenti corrispondenti ad altrettante età dell’albero: la potatura di allevamento, durante i primi anni dall’impianto, che serve a ottenere la forma desiderata; la potatura di produzione, che mira alla conservazione della struttura scheletrica e al mantenimento, nel tempo, di un buon livello di fruttificazione.

I concetti basilari della potatura di allevamento sono, per molti alberi fruttiferi, essenzialmente identici a quelli praticati sul melo. La potatura di produzione, invece, varia cja specie a specie e anche in rapporto alle diverse cultivar.

Poiché lo scopo principale è ottenere una rapida messa a frutto e una produzione regolare, abbondante e di buona qualità, i tagli, durante la fase di allevamento, devono essere ridotti al minimo indispensabile per numero e intensità e sono, in genere, definiti dal modo di crescita dell’albero e dal suo habitus di fruttificazione.

Le pomacee (melo, pero) e alcune drupacee, come i ciliegi a frutto dolce, fruttificano per la maggior parte su corti rami fruttiferi (lamburde), portate da branchette di due o più anni. In questo caso, bisogna mantenere sull’albero un equilibrio tra il legno vecchio e quello nuovo (rami di un anno).

I ciliegi acidi, i peschi, gli agrumi, gli olivi, i fichi e la maggior parte degli arbusti a frutti piccoli (rovo, ribes nero e mirtillo) fruttificano invece sul legno di un anno.

Nella vite, nei lamponi rifiorenti, nel cachi (loto) e nel cotogno, i frutti sono portati dai germogli o dai tralci uviferi dell’anno (cioè neoformati). Per tutte queste specie la potatura mira ovviamente a rimpiazzare ogni anno i germogli o tralci che hanno fruttificato.

Per quanto riguarda gli albicocchi, i susini, il ribes rosso e l’uva spina, che danno frutti su rami di uno o più anni di età, si cerca invece di ottenere ogni anno il maggior numero possibile di germogli.

La potatura viene generalmente effettuata durante il riposo autunnoinvernale, dopo che le foglie sono cadute, ma in varie circostanze (per esempio, su alberi molto vigorosi o dove sussistano pericoli di cattiva cicatrizzazione delle ferite da taglio o di contrazione di malattie) può essere preferibile potare dopo la ripresa vegetativa o, come nel ciliegio, anche in piena estate. Le grosse ferite della potatura devono essere protette con prodotti cicatrizzanti (per esempio, mastici e trattamenti per la cicatrizzazione).

La potatura primaverileestiva ha sulla vegetazione sempre un effetto deprimente tanto più accentuato quanto più intensi sono i tagli, per cui può essere adottata solo in caso di necessità o quando si voglia contenere lo sviluppo degli alberi.

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