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La frutta: nespolo

Due sono le specie di nespolo coltivate in Italia: il nespolo comune e quello del Giappone.

Nespolo comune Alberetto a foglie caduche, un po’ somigliante al cotogno, alto m 3-4, ha portamento irregolare, branche contorte, cresce ovunque, è spontaneo nei boschi e teme l’umidità. I rami, talvolta spinescenti (nelle piante giovani da seme), sono tomentosi, cioè pelosi, e portano gemme miste apicali da cui sorgono germogli che, come nel cotogno, formano in maggio solitari fiori terminali, a corolla grande, bianca, screziata di rosso.

Il frutto è un piccolo pomo rotondo od oblungo, color marrone, rugoso, caratteristico per l’ampia depressione calicina (occhio) coronata da 5 sepali persistenti. Contenente numerosi semi, si raccoglie, immaturo, duro, non edule (astringente), a fine ottobre. La maturazione di consumo sopravviene solo dopo che la polpa, biancorosa, fermenta e ammezzisce (cioè quando i tannini degradano in zuccheri), iscurisce, diviene tenera, pastosa, acidula, appena dolce, un po’ aromatica. I frutti possono essere utilizzati anche per marmellate.

Si conoscono alcune varietà a “frutto grosso”, o precoci, o apirene, spesso senza nome, oltre ad alcune straniere come “Dutch” (olandese), “Nottingham”, “Royal”. Il nespolo si innesta oltre che sul franco (cioè da seme), sul cotogno, sul biancospino, sul sorbo degli uccellatori, sul Crataegus crusgalli, sull’azzeruolo.

L’allevamento delle piantine, a cespuglio oppure, meglio, a vaso o a globo, su tronco alto cm 80-100, è molto facile.

Nespolo del Giappone È una bellissima pianta sempreverde, che fruttifica abbondantemente al Centro e al Sud del Paese. Al Nord è soltanto una specie ornamentale, perché le infiorescenze a grappolo eretto, apicale compaiono in ottobrenovembre e quindi sono vittime delle gelate.

Le foglie sono grandi, lanceolate, e i frutti, ovoidali o ellissoidali, con buccia giallo chiaro o arancio, somigliano alle albicocche, da cui si distinguono soprattutto per il grosso peduncolo (contengono, inoltre, uno, due o più noccioli grossi, globosi) e per la precoce epoca di maturazione (maggio), che precede l’albicocco di un paio di mesi. I frutti hanno anche una buona tenuta e resistenza alle manipolazioni e per questo sono molto ricercati per il consumo fresco. La polpa, che ha una buona serbevolezza, è succosa, acidula, un po’ aromatica, appena dolce, gradevole. Il succo può essere anche fermentato e distillato per ricavarne un “kirsch” dal caratteristico retrogusto di mandorla amara.

L’albero, che sopporta la siccità, può essere allevato a cespuglio globoso alto m 2,50-3 oppure a chioma impalcata alta, su un tronco di circa m 1, con dimensioni anche di m 6-7 (nei terreni fertili, freschi e con climi caldi).

La potatura va eseguita, possibilmente, dopo la raccolta e prima della fioritura autunnale. Si innesta su franco oppure su cotogno o biancospino. Le cultivar più note sono di origine americana o giapponese (“Advance”, “Early Red”, “Premier”, “Oliver”, “Tanaka”).

In Sicilia, si coltivano varietà locali: “Nespolone gigante bianco”, “Nespolone rosso precoce”, “Nespolone vaniglia” (tutte autofertili) oppure “Nespolone rosa tardivo”, “”di Ficarazzi” e “di Trabia” (autofertili).

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