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La frutta: nocciòlo

Il nocciolo è un arbusto o un alberello assai diffuso sia allo stato selvatico (avellano) sia coltivato sia per usi ornamentali (nocciolo a foglie rosse).

È assai pollonifero, cespuglioso, a fogliame denso, spesso. Le infiorescenze maschili fioriscono in dicembregennaio e quelle femminili, a fiori più piccoli, più tardi.

Le principali varietà di nocciolo sono “Tonda gentile delle Langhe”, “Tonda gentile romana”, “Tonda di Giffoni” (sensibile alle gelate), “Mortarella” e “S. Giovanni”, tutte autoincompatibili, con necessità quindi di impollinazione incrociata, operata dal vento.

Le avversità climatiche invernali e primaverili (i venti freddi, le escursioni termiche giornaliere, l’umidità, le gelate tardive) possono avere gravi conseguenze sulla produzione delle nocciole.

Il frutto, una ghianda, a maturazione cade a terra. La raccolta si fa tra la fine di agosto e la prima metà di ottobre. Un cespuglio può produrre anche kg 10 di nocciole oppure niente, negli anni in cui è senza gemme fiorifere, o per circostanze avverse. Allevamento e coltivazione La piantagione del nocciolo si fa in autunno, assegnando a ciascuna pianta circa m2 15 o anche meno, ma poi, dopo 5-6 anni, bisognerà diradare i cespugli se non si vuole mantenere un boschetto impenetrabile. Buona norma è comunque piantare gli alberi a gruppi o costituire siepi divisorie.

La pianta può diventare alta m 2, se allevata a cespuglio basso, e fino a m 3-4, se allevata ad alberello.

L’allevamento a cespuglio consiste nel tagliare la pianta, dopo il trapianto, a poche gemme da terra o nel piantare, entro ciascuna buchetta, 3-4 polloni radicati. Nell’uno e nell’altro caso, durante il primo anno, occorre allevare 3-4 germogli e altrettanti al secondo; al terzo si ha un cespuglio con 8-10 branche permanenti, da cui si avranno ramificazioni laterali fruttifere. Nell’alberello, invece, la pianta viene all’inizio tagliata (in inverno) all’altezza cui si vuole ottenere l’impalcatura e poi viene allevata a vaso (sventrando con tagli di diradamento la vegetazione interna alle branche che formano la struttura portante) oppure a forma libera (cercando invece di privilegiare l’asse centrale verticale della chioma rispetto alle branche laterali).

La fioritura avviene sui rami di un anno (di cm 10-25), per cui è bene potare ogni anno, per stimolarne il rinnovamento.

Coi tagli annuali, bisogna anche sfoltire la chioma, asportare i vecchi rami fruttiferi, diradare quelli nuovi e asportare i polloni radicati, che sono sempre numerosi alla base del fusto.

Se si pota nei mesi di gennaiofebbraio, è bene scuotere gli alberi per favorire il movimento del polline. I tagli grossi devono essere coperti da mastici per evitare la penetrazione di funghi e malattie. Circa la propagazione, i noccioli si ottengono facilmente per pollone radicato (la via più facile e naturale), per talea e per propaggine.

Anche se la pianta è rustica, è bene fare concimazioni annuali. L’irrigazione è necessaria in caso di estate molto secca.

La raccolta si può fare nell’albero o, previo scuotimento delle branche, da terra, se il terreno è stato appianato e ripulito dalle erbe infestanti.

Le principali avversità sono rappresentate da un acaro, molto dannoso (l’eriofide), che distrugge, ipertrofizzandole, le gemme miste (fiorifere); poi, da alcuni insetti come il punteruolo (balanino), la “cimice”, che provoca l’aborto seminale, i rodilegni, che danneggiano tronchi e branche. La lotta contro insetti e acari è fattibile, ma resa molto difficile, anche negli esiti, se trascurata o tardiva.

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