Add Me!Close Menu Navigation
Add Me!Open Categories Menu

Uva: forma libera e la raccolta

Forma libera

Forma libera a potatura lunga Praticabile solo in terreni molto fertili e freschi, questa forma consiste nell’allevare fin dal primo anno un solo tralcio da portare direttamente al filo portante (messo per esempio, a m 1,50-1,80 da terra).

Alla fine del primo anno, il tralcio va raccorciato poco al di sopra del filo portante e durante il secondo anno i germogli laterali porteranno già vari grappoli d’uva.

Alla fine del secondo anno, scegliere in alto, sopra il filo, un solo tralcio, raccorciato a cm 60-80, oppure due che, pure raccorciati, devono essere lasciati liberi o ripiegati ad archetto su un filo sottostante. Gli eventuali tralci sottostanti vanno eliminati.

Alla fine del terzo anno, asportare i tralci che hanno fruttificato e tutti gli altri meno due, che devono essere raccorciati come l’anno precedente, oltre a due tralci basali che vanno invece speronati a 2 gemme.

La potatura invernale deve proseguire quindi col sistema “Guyot” lungo bilaterale, finché la perdita di potenzialità produttiva del ceppo o difficoltà di rinnovamento della vegetazione non suggeriranno di attuare una potatura di riforma.

Tendone È la forma più diffusa nei vigneti di uva da tavola del Centro-Sud, ma è poco praticabile in un giardino misto, perché richiede, prima di tutto, la preparazione di una trama di fili a maglia quadrata, disposti su un solo piano orizzontale e tirati ai bordi da pali di sostegno. Il piano è posto intorno a m 1,80-2 da terra. Poi, l’allevamento della vite è abbastanza facile.

Per ogni palo tutore (a distanze di m 3×3 o maggiori) si piantano una o due viti il cui ceppo deve essere elevato all’altezza delle strutture portanti, dopo di che si allevano uno o due cordoni permanenti per ceppo. Invece dei cordoni permanenti si possono allevare vari “capi a frutto” (con alla base qualche sperone) che poi, con la potatura invernale, sono sistemati radialmente fino a ricoprire l’intera superficie del suolo (da cui il termine di “tendone”).

I tralci uviferi penderanno sotto la intelaiatura e la vendemmia sarà cosi facilitata, potendo operare da terra, sotto al tendone.

La raccolta

L’uva da tavola si raccoglie man mano che matura e non, come quella da vino, in una volta sola, in modo che tutti i grappoli possano raggiungere un avanzato grado di maturazione, che si scopre non solo dal colore degli acini, ma soprattutto dal-, l’aumento di grado zuccherino e magari dalla presenza di api, vespe e uccelli che si dirigono sempre verso gli acini più maturi. I grappoli non vanno strappati: bisogna tagliarli con appositi coltelli o forbici e, se non sono destinati al pronto consumo, è bene manipolarli con riguardo, per evitare lesioni e quindi marciumi e muffe. La conservazione si può fare, anche per due mesi, in frigorifero da +4° a +6°, possibilmente entro sacchetti di plastica oppure spargendo col “soffietto”, sui grappoli, zolfo polverulento. La serbevolezza è maggiore se il grappolo viene reciso con circa cm 10 di tralcio legnoso.

Se si dispone solo di un fruttaio, stendere i grappoli su graticci sovrapposti in un ambiente arieggiato, oppure – come fanno talvolta i contadini emiliani con l’uva “Paradisa” che si conserva fino a Capodanno — legare i grappoli a fili appesi al soffitto, o ancora, se hanno un pezzo di tralcio, immergere questo in una bottiglietta contenente acqua e carbone.

Un sistema ancora più pratico, utilizzato dai viticoltori laziali e abruzzesi, è quello di ricoprire la vite con una specie di tettoia di plastica, che ripara i grappoli da eventuali piogge e quindi da possibili insediamenti di muffe (la vendemmia viene cosi ritardata di varie settimane).

Rispondi

Devi aver effettuato il log in per scrivere un commento.