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Uva: l’allevamento con il cordone verticale

Il cordone verticale è in ogni caso diffìcile da mantenere, per cui c’è chi preferisce farlo in orizzontale, per attenuarne gli inconvenienti (difficoltà di mantenere un buon equilibrio fra vegetazione in alto e in basso, ecc.) quasi tutti riconducibili alla potatura corta. Per questo, oggi, si preferisce spesso allevare la vite con sistemi di potatura mista o lunga, anziché corta come quella testé descritta.

La potatura di fruttificazione è molto facile nella vite: basta sopprimere a ogni fine inverno, quando la vite ha iniziato il “pianto” dalle ferite da taglio, tutti i tralci dell’anno precedente, eccetto quelli basali, più sviluppati e meglio lignificati, che devono essere raccorciati a poche gemme (1-3). Se la pianta è molto vigorosa e non tollera tagli cosi corti ed energici (lo si può verificare dalla qualità di uva raccolta) oppure se le gemme basali sono sterili (come nel “Moscato d’Amburgo”), conviene trasformare il cordone verticale speronato in un sistema “Guyot” misto, consistente nel raccorciare i tralci di sostituzione non a 2 bensì a 7-8 gemme (cm 40-60), che diventano cosi dei “capi a frutto”, sistemati con legature ai fili, in posizione inclinata o quasi orizzontale (tipo palmetta). Alla base del capo a frutto, tuttavia, deve essere mantenuto anche un corto sperone. In questo modo, la distanza fra le piante di solo m 1 può essere insufficiente e allora si può pensare di allevare i capi a frutto sovrapposti, ma su un solo lato del cordone, oppure su entrambi i lati (“Guyot” bilaterale, sovrapposto), oppure ancora intersecando i capi a frutto di un ceppo con quelli del ceppo vicino, ma ad altezze diverse, per dare più spazio.

In ogni caso, nella vite assume sempre molta importanza la potatura verde, sia durante l’allevamento, per privilegiare i germogli scelti e mortificare o sopprimere gli altri, sia durante l’età adulta, per migliorare l’intercettazione della luce da parte degli stessi grappoli che, altrimenti, nelle zone meno soleggiate, darebbero acini poco colorati.

La cimatura dei tralci uviferi, di solito, viene fatta al di sopra della quartaquinta foglia dopo l’ultimo grappolo, mentre la “sfemminellatura” consiste nell’eliminazione dei germogli anticipati (femminelle), che sottraggono energie alla pianta e spesso ombreggiano eccessivamente i grappoli e gli stessi germogli di sostituzione.

Cordoni orizzontali II sistema “Sylvoz” è costituito da un cordone orizzontale permanente (eventualmente bilaterale) a circa m 1,30-1,50 da terra e lungo da m 1 a 3, in cui si allevano, a distanza di cm 40-60 alcuni capi a frutto raccorciati a cm 40-80 e ripiegati ad archetto su un filo sottostante.

Se a fianco o al di sotto di ciascun capo a frutto si alleva anche un secondo tralcio di sostituzione (che deve essere poi speronato a 2 gemme), si avrà un sistema di potatura mista (corta e lunga assieme) e una forma d’allevamento costituita da una serie di capi a frutto accoppiati a speroni (come nel “Guyot”) che in questo caso prende il nome di sistema “Cazenave”.

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