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Uva: l’allevamento

La vite necessita per l’allevamento di un tutore; in genere, si predispone, a filare, un sistema di pali e fili di ferro zincato, variamente disposti: a) su un piano verticale e a varie altezze (se l’allevamento è a “cordone speronato”, “Sylvoz”, “capovolto”, “Guyot”, ecc.); b) su un piano orizzontale (come nel sistema a “tendone pugliese”); c) su entrambi i piani precedenti, come nei sistemi a “pergoletti”, a “raggi”, ecc. In ogni caso, siccome uno di questi fili deve essere

“portante”, cioè reggere il peso del ceppo, deve essere posto al)’altezza in cui si allevano i “cordoni permanenti” o i “capi a frutto”. Di solito, tale altezza può oscillare, nelle forme basse (solo su piano verticale) e in zone che non presentano rischi di gelate, da cm 80 a 150 da terra; oppure oltre l’altezza d’uomo (da m 1,80 a 2,10), dove la vite viene allevata su un piano orizzontale, recuperando in tal modo un ampio spazio sottochioma (per esempio “pergolati”, “berceau”, ecc.). Altri fili, più sottili e posti più in alto o più in basso di quello portante, servono poi per sistemarvi sopra, legandoli in posizione orizzontale, inclinata verso il basso o ad arco verso il basso (per esempio, capovolto), i tralci di sostituzione, che produrranno neU’anno successivo.

Nelle forme di allevamento più espanse e nei vitigni molto vigorosi, occorrono anche fili supplementari più alti (oltre m 2,50 da terra), su cui fare arrampicare mediante i viticci i nuovi germogli eretti, centrali, fra i quali, a fine annata, scegliere i tralci di sostituzione.

Se il terreno è povero oppure l’ambiente è siccitoso, la vite può essere allevata riducendo l’intera struttura a un solo filo (come nel sistema “Guyot”) oppure eliminando qualsiasi sostegno, come nel cosiddetto “alberello”, comune soprattutto in Sicilia, per cui si può fare uso di un semplice paletto o canna, cui assicurare, in estate, i nuovi germogli.

Da quanto finora esposto si deduce che la vite è allevabile in molti modi, ognuno dei quali ha i suoi motivi di validità, se viene ben fatto. Di seguito, sono descritte le operazioni da fare per alcuni sistemi relativamente facili da attuare.

Cordone speronato verticale È una forma adatta a vitigni che sopportano potature corte in ambienti centrosettentrionali, sia in pieno campo sia a ridosso di un muro, in posizione però ben soleggiata. E poco ingombrante, per cui si può piantare fìtto (circa m 1 fra pianta e pianta), ma occorre un’intelaiatura di 3-4 fik orizzontali distanti tra loro circa cm 50 (quello portante deve essere posto ad almeno cm 140 da terra). I fili orizzontali possono essere raccordati con altri fili (o rami di potatura) verticali, atti a favorire la sistemazione dei tralci con la potatura invernale e durante l’estate la separazione tra settori produttivi e settori vegetativi della parete uvifera che ne risulta.

Circa la potatura, al primo anno dopo il trapianto, raccorciare la vite a cm 10 circa da terra, allevare conseguentemente due germogli (il sottostante dei quali di riserva), cimare gli altri ed eliminare quelli eventualmente provenienti dal piede.

Tra la fine del primo anno e l’inizio del secondo, se non si è già provveduto, sopprimere uno dei due germogli, il peggiore, e raccorciare l’altro a un’altezza compresa fra cm 30 e 60 da terra.

Con la nuova vegetazione del secondo anno, scegliere, in giugno, i tre migliori germogli, uno dei quali, il più alto, costituirà il prolungamento del fusto e deve crescere verticalmente, mentre gli altri due opposti daranno origine alla prima coppia di branchette, o meglio di “speroni” laterali. Altri eventuali germogli devono essere cimati, “tollerando” qualche eventuale grappolo d’uva, oppure eliminati.

Tra la fine del secondo anno e l’inizio del terzo, in inverno, raccorciare nuovamente il tralcio superiore alL’al— tezza a cui si vuole ottenere la seconda coppia di speroni (cm 30-60 al di sopra del taglio dell’anno precedente) e raccorciare anche i due tralci laterali, sottostanti, a “sperone” con poche gemme (cm 10-20), che durante il terzo anno formeranno sia germogli uviferi sia germogli di sostituzione.

Durante il terzo anno (giugnoluglio), procedere come nel secondo, scegliendo tre germogli apicali adatti a proseguire il fusto e a formare la seconda coppia di speroni. Tra la fine del terzo anno e l’inizio del quarto, potare come alla fine del secondo. Inoltre, sopprimere i tralci che hanno fruttificato e speronare quelli di sostituzione per “mantenere” in essere la prima coppia di speroni. Procedere cosi ancora finché il “cordone” non ha raggiunto circa m 2,50 di altezza, se è vicino a un muro, con 4-6 coppie di speroni.

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