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Le malattie delle piante: accorgimenti agronomici e prodotti chimici contro gli agenti patogeni e gli interventi chimici

Prima di ricorrere agli antiparassitari, esistono una serie di accorgimenti, che possono essere messi in atto per contenere o escludere l’attività degli agenti patogeni. Si tratta di interventi diretti sull’ambiente, facili da mettere in pratica, anche se esigono una certa conoscenza delle colture, del terreno e del clima.

Arieggiamento Consiste nello spaziare tra loro le piante o i loro organi, per permettere libero accesso alla luce e all’aria e limitare cosi la permanenza su di esse dell’umidità sufficiente allo sviluppo di malattie crittogamiche, quali la “ruggine”, il “mal bianco”, la “peronospora”, la “botrite”, nonché per limitare la presenza di taluni insetti che vivono meglio all’ombra. Uguale scopo hanno le potature periodiche durante il periodo di riposo o durante la vegetazione, come, per esempio, si attua sulla vite per salvare l’uva, se persiste l’umidità, dalla muffa grigia. Modalità di semina Con la scelta del tempo di semina si può attenuare il grado di attività dei patogeni. Basta, infatti, che le piante superino il delicato periodo del primo sviluppo quando i patogeni non sono attivi o lo sono con un grado minimo di aggressività.

Per le piante legnose l’eccessiva profondità di impianto facilita lo sviluppo di marciumi radicali da Armillaria o Phytophthora, mentre nelle patate, per esempio, si favoriscono attacchi batterici ai tuberi e da Rhizoctonia ai germogli.

Lavorazione del terreno È utile per allontanare i germi, che si trovano sui residui della vegetazione precedente presenti in superfìcie, e per creare condizioni sfavorevoli alla conservazione e allo sviluppo di insetti e altri animali dannosi, che trovano il loro ambiente ottimale nel sottosuolo. Sistemazione del terreno È principalmente un mezzo per favorire lo sgrondo delle acque, il cui eccessivo persistere favorisce le affezioni degli apparati radicali, nonché i disturbi collegati a repentini squilibri idrici. Irrigazione Assicurando alle piante il giusto turgore e ritmo di sviluppo, un’irrigazione equilibrata mantiene integra in esse l’attività dei sistemi difensivi naturali di cui sono dotate.

Per effetto dell’azione meccanica svolta dall’irrigazione a pioggia è poi possibile eliminare la presenza sulle piante di infestazioni anche gravi di acari, nonché delle mielate, dovute ad alcuni insetti come, per esempio, la psilla del pero.

Rotazione colturale Essa impedisce l’eccessivo arricchimento del terreno di patogeni specifici per determinati vegetali. La rotazione è particolarmente vantaggiosa negli orti. Rispetto degli organismi utili È uno dei mezzi più semplici e di indubbia efficacia per limitare la proliferazione di parassiti dannosi, segnatamente fitofagi. In tale ambito, rientra anche il concetto cui si ispira la “lotta biologica”, attraverso la quale si tende allo sfruttamehto positivo dei rapporti antagonistici esistenti in natura tra i diversi organismi.

Gli interventi chimici

Nel caso che i suddetti interventi non sortiscano l’effetto desiderato, è necessario ricorrere all’impiego dei fitofarmaci. Sotto tale denominazione sono compresi tutti quei materiali, solitamente di origine chimica, che sono in grado di svolgere attività contro le crittogame o funghi (anticrittogamici, fungicidi), contro gli insetti (insetticidi), contro gli acari (acaricidi), contro i nematodi (nematocidi), contro i roditori (rodenticidi), contro le erbe infestanti (erbicidi); o che svolgono un’azione di repellertza (repellenti) o di attrazione (attrattivi), ecc.

1 fitofarmaci possono avere azione preventiva (soprattutto gli anticrittogamici) o curativa. Data la loro capacità di penetrare all’interno dei tessuti vegetali (citotropici) e migrarvi più o meno diffusamente (sistemici), possono svolgere la loro attività anche senza venire a contatto con il patogeno. Nelle serre assumono particolare praticità i prodotti fumiganti, in grado cioè di gasificare la sostanza attiva e cosi disinfettare o disinfestare completamente l’ambiente. Analoghi preparati trovano impiego talora anche nella disinfestazione del terreno (nematocidi, fungicidi, ecc.). Attrezzature per la distribuzione Gli apparecchi per la distribuzione dei fitofarmaci si distinguono, a seconda della formulazione dei prodotti da distribuire, in irroratrici, impolveratrici e microgranulatori. A questi si possono aggiungere le attrezzature che iniettano le soluzioni di fitofarmaco nel suolo (pali iniettori) e i fumigatori.

Aspetti tossicologici Data la tossicità per l’uomo e gli animali a sangue caldo di cui tutti i fitofarmaci sono dotati, pur se in misura diversa, la loro produzione e commercializzazione sono soggette a regolamento di legge (D.P.R. n. 1.255, 3 agosto 1968).

In relazione alla tossicità i fitofarmaci in commercio sono stati suddivisi in quattro classi:

– nella classe I sono compresi i prodotti contenenti un principio attivo la cui dose letale (DL 50) assunta per via orale dal ratto è inferiore a mg 50 per chilo di peso; sulla confezione è riportato un teschio nero con vicino la scritta “Veleno”;

– nella classe II sono compresi i fitofarmaci contenenti un principio attivo con DL 50 per via orale nel ratto fra mg/kg 50 e 500; sulla confezione è riportata una croce di S. Andrea con vicino la scritta “Nocivo”;

– nella classe III sono compresi i fitofarmaci contenenti un principio attivo la cui DL 50 per via orale nel ratto è superiore a mg/kg 500; sulla confezione è riportata la dicitura: “Attenzione: manipolare con* prudenza”;

– nella classe IV sono compresi i fitofarmaci la cui manipolazione e il cui impiego normali possono comportare rischi per l’uomo solo trascurabili.

Per l’acquisto dei fitofarmaci delle classi I e II è necessario essere muniti di regolare patentino rilasciato dagli I.P.A. (Ispettorati Agrari).

Norme d’impiego Attenersi scrupolosamente alle norme riportate sulle etichette dei prodotti. Esse riguardano la tecnica di applicazione, il dosaggio, l’uso consentito.

I prodotti fìtosanitari devono essere conservati in ambienti asciutti, al riparo dal gelo, possibilmente isolati, chiusi a chiave e resi inaccessibili ai bambini e agli animali domestici.

I contenitori vuoti devono essere eliminati col fuoco o sotterrati.

Le persone che soffrono di malattie respiratorie, di congiuntivite o di dermatosi non devono essere adibite alle irrorazioni di antiparassitari.

Allo scopo di evitare che sulle produzioni vegetali, destinate all’alimentazione umana o animale, siano presenti residui di fitofarmaci in quantità dannosa e superiore a prefìssati “limiti di tolleranza”, è necessario che, fra l’ultima applicazione e la raccolta dei prodotti trattati, intercorra un determinato intervallo, detto “periodo di sicurezza”. Questo viene prestabilito per ciascun fitofarmaco posto in commercio e ne è data specifica indicazione sulle confezioni dei preparati commerciali.

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