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Le malattie e i parassiti del melo, del nocciolo, dell’oleandro e dell’olivo

MELO

Bollato a occhio di pernice dei frutti La malattia è dovuta a un fungo (Gloeosporium album), che può colpire anche i frutti del pero. Durante la conservazione, si rileva un tipico marciume con maculature brune rotondeggianti, su cui compaiono, col tempo, biancastre masserelle cerose.

In corrispondenza delle macchie si manifesta poi un processo di marciume dei tessuti interni, che può portare al completo disfacimento del frutto. Lotta Intervenire in preraccolta con trattamenti a base di prodotti ftalimidici o benzimidazolici.

MELO

Butteratura o maculatura amara dei frutti È una manifestazione dovuta a squilibri fisiologici, che si rivela all’esterno del frutto con la comparsa di piccole aree, dapprima traslucide poi brune, in corrispondenza delle quali la polpa sottostante si presenta spesso asciutta, stopposa, di sapore amaro. Tali alterazioni sono più che altro presenti nella parte calicina del frutto.

Lotta Alcuni mesi prima della raccolta, intervenire con trattamenti a base di calcio.

MELO

Cidia È un insetto (Cydia pomonella) che si può trovare anche sul pero e sul noce. E dannoso allo stato di larva, la quale, perforata l’epidermide dei frutti, sia giovani sia maturi, vi scava una galleria che si riempie di deiezioni. Gli attacchi iniziano generalmente i primi di giugno per continuare fino alla fine di agosto.

Lotta Applicare insetticidi fosforganici o carbammati quando compaiono i primi fori sulle mele. Le moderne tecniche di lotta si avvalgono di trappole sessuali per seguire la presenza degli adulti.

MELO

Litocollete È un insetto, detto anche “minatore fogliare”, che scava gallerie all’interno delle foglie di melo, pero e altre piante arboree, causandone un’anticipata defogliazione o una riduzione dell’attività. Uno dei più comuni di questi insetti, Leucoptera scitella, produce mine circolari sulle foglie, altre specie si riconoscono dalle caratteristiche della galleria che producono (Lithocolletis blancartella, Lyonetia clerkella). Lotta In presenza delle mine, intervenire con insetticidi fosforganici o, sulle uova, con diflubenzuron.

MELO

Marciume radicale È una malattia parassitarla dovuta a un fungo (Armillaria mellea), che aggredisce molte altre importanti piante arboree da frutto e forestali, l’olivo, La vite, gli agrumi, oltre a piante arbustive e da fiore. Si riconosce per la presenza di placche miceliali feltrosefìbrose di color crema nella zona sottocorticale del colletto o delle grosse radici. È malattia grave, quasi sempre letale per i soggetti colpiti.

Lotta Intervenire preventivamente per limitare i ristagni di umidità.

MELO

Moniliosi È una malattia prodotta dalla crittogama Monilia fructigena. La sua manifestazione più caratteristica si evidenzia sui frutti, ove prende il nome di “muffa a circoli”. Colpisce anche germogli, foglie e fiori, di cui determina il disseccamento. Analoghe malattie si trovano anche su pesco, ciliegio, albicocco e altri fruttiferi.

Lotta Distruggere le parti colpite e proteggere le piante, soprattutto nel periodo della fìoritura, con fungicidi ftalimidici od ossazolidinici.

MELO

Pidocchio lanigero Si tratta di un insetto (Eriosoma latiigerum) che, attraverso le punture che produce sui giovani rametti e sugli apparati radicali delle piante, determina delle ipertrofie superficiali prima ruvide e poi screpolate, che rappresentano un ostacolo allo sviluppo della pianta. Le zone su cui si insediano le colonie dell’insetto si riconoscono per la presenza di una lanugine biancosericea, costituita da secrezioni che l’insetto emette in grande abbondanza.

Lotta Tagliare e distruggere le parti colpite o intervenire con trattamenti a base di esteri fosforici.

MELO

Ticchiolatura L’agente della malattia (Venturia inaequalis), che rappresenta la principale avversità del melo, colpisce, producendovi macchie nerastre, le foglie, i fiori, i giovani rametti e i frutti, che vengono anche deformati. Può determinare defogliazione e perdite della fruttificazione. Analoga malattia si rileva sul pero e sul nespolo.

Lotta Trattare dopo ogni pioggia, o settimanalmente, da marzo a giugno, con fungicidi a base di rame, ftalimidici, ditiocarbammati o guanidina.

NOCCIOLO

Balanino È un insetto (Curculio nucum) che attacca i frutti delle piante sia coltivate sia selvatiche, deponendovi all’interno le uova. Le larve che ne derivano, nutrendosi delle parti interne del frutto, lo distruggono.

Lotta Alla comparsa dell’insetto, intervenire con trattamenti a base di fosforganici o carbammati insetticidi.

OLEANDRO

Rogna È una batteriosi (Pseudomonas savastanoinerii) che, provocando lesioni cancerose su vari organi della pianta, li può indebolire o far seccare. Di norma, però, l’effetto dannoso non è molto forte. Analoga malattia colpisce l’olivo.

Lotta Eliminare tutte le parti infette e disinfettare le ferite con poltiglia bordolese.

OLIVO

Cocciniglia mezzo grano di pepe È un insetto (Saissetia oleae) di forma ovoidale e di colore brunonerastro, che si insedia sui rami e sulle nervature della pagina inferiore delle foglie in colonie anche molto numerose. Le secrezioni zuccherine che emette determinano, come avviene con l’infestazione di altre •cocciniglie, la comparsa di diffuse fumaggini. Oltre all’olivo, da questo insetto vengono colpiti: evonimo, agrumi, oleandro, ficus, ecc.

Lotta Alla comparsa degli insetti, intervenire con trattamenti a base di olio bianco ed esteri fosforici.

OLIVO

Occhio di pavone Dovuta a un fungo (Cycloconium oleaginum), è una manifestazione che interessa le foglie, i frutti e i rametti. Sulle foglie, ove determina il danno più grave, si presenta in forma di colore bruno fuligginoso e poi di un colore grigiorossastro al centro e bruno alla periferia, spesso accompagnato da un alone giallastro. Le piante colpite possono subire forti defogliazioni con conseguente produzione scadente.

Lotta Alla prima comparsa dell’infezione, intervenire con trattamenti a base di prodotti rameici o ditiocarbammati.

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