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Le malattie e i parassiti delle piante: l’azione dei parassiti vegetali (miceti e batteri)

Le cause di malattia o danneggiamento delle piante sono, come si è detto, di varia natura. Esse possono essere collegate all’azione di parassiti vegetali quasi sempre microscopici (batteri e miceti), di elementi infettivi ultramicroscopici (virus e micoplasmi) o di agenti animali (nematodi, acari, insetti, molluschi, uccelli, roditori); oppure alla incidenza di non idonee condizioni ambientali, sia del terreno sia dell’atmosfera (eccessi termici e idrici, eccessi e carenze di determinate sostanze, anomala composizione dell’aria, ecc.).

Nel campo dei patogeni vegetali i miceti (o funghi) rappresentano senz’altro la categoria più ampia e più pericolosa. Essi sono costituiti da filamenti microscopici (ife), il cui assieme prende il nome di “micelio” e che si possono conglobare e intrecciare fra di loro per dar luogo a strutture utili alla conservazione (stromi, sclerozi, rizomorfe, periteci, ecc.) e alla diffusione. Queste ultime strutture, che prendono il nome di spore e conidi, sono leggerissimi elementi della dimensione di pochi millesimi di millimetro (micron) e quindi spostabili anche da impercettibili movimenti dell’aria oltre che da un qualsiasi altro vettore animato (insetti, molluschi, uomo, ecc.) e inanimato (precipitazioni, attrezzi di lavoro, ecc.).

Le infezioni micetiche sono spesso limitate all’organo in cui si insediano oppure da qui si diffondono ad altri organi, dalle foglie ai rami, da questi al fusto, dalle radici alla parte aerea e viceversa. Nel caso interessino l’intera pianta, come le tracheomicosi, si chiamano “malattie sistemiche”.

In molti funghi o miceti è notevole il polimorfismo (schema I), per cui possono presentarsi sotto forme diverse nei vari stadi del loro ciclo di sviluppo, avendo alternativamente comportamento parassitario o saprofitario: tale differenziazione significa che i miceti sono in stretto rapporto con la pianta che li ospita oppure sono in rapporto con materiali organici non viventi derivati dallo stesso o altri vegetali. Alcuni miceti, poi, possono svolgere la loro attività parassitala su piante anche molto differenti

(è il fenomeno dell’eteroicismo): per esempio, la ruggine del pero che passa sul ginepro, quella dell’abete che passa sul rododendro (fig. 2).

Anche i batteri – che nella patologia delle piante hanno un rilievo assai minore che nell’uomo e negli animali

– sono organismi microscopici unicellulari, dotati di un grande potere di moltiplicazione e di diffusione, con modalità analoghe a quelle sfruttate dai miceti. Essi sono causa specialmente di processi di marciume molle, oltre che di lesioni localizzate o di infezioni sistemiche (per esempio, tracheobatteriosi nel pomodoro).

Sia i miceti sia i batteri sono detti “parassiti obbligati” quando il rapporto con gli elementi cellulari della pianta che colpiscono è indispensabile per il compimento del loro ciclo vitale, “parassiti facoltativi” quando possono vivere saprofiticamente e quindi indipendentemente dal rapporto con la pianta che, spesso, aggrediscono quando questa si trova in stato di debolezza (“parassiti da ferita”, ecc.).

Fra gli agenti dannosi di natura vegetale vanno ricordate anche alcune fanerogame (cioè piante a organizzazione evoluta) quali 1′ “orobanche” (fig. 28) e la “cuscuta” (fig. 81) che, essendo prive di clorofilla, sono incapaci di vita autonoma e traggono il nutrimento dai vegetali su cui si insediano; e, infine, il complesso delle cosiddette “erbe infestanti”, che esercitano un’azione di competitività nutrizionale con i vegetali coltivati.

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