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Asparago: la coltivazione da seme, la raccolta dei turioni e la cura delle piante e difficoltà e inconvenienti nella coltivazione

Se si desidera coltivare gli asparagi partendo dal seme, bisogna seminare in marzo o in aprile direttamente in piena terra, mettendo i semi in buchette profonde cm 2 e distanziate di cm 35. In marzo o in aprile dell’anno successivo, sfoltire le piantine e trapiantarle come consigliato per le piante ottenute con i polloni.

La raccolta dei turioni e la cura delle piante

Sebbene gli asparagi siano pronti per la fine di aprile o per i primi giorni di maggio, nel primo anno di vita non devono in ogni caso essere raccolti. Nella stagione successiva, se ne possono asportare solo i più grossi e non più di uno per ogni pianta.

Durante la terza stagione, invece, si possono raccogliere tutti gli asparagi che crescono nell’arco di 5 settimane, mentre nella quarta stagione se ne possono cogliere liberamente per un periodo di 6 settimane.

Gli asparagi vanno asportati quando sono alti circa cm 8-10: occorre evitare di lasciarli crescere maggiormente perché in ogni caso, grossi o sottili che siano, non aumentano più in grossezza bensì in altezza, diventando oltretutto legnosi, e quindi immangiabili. Per asportarli, bisogna tagliare appena al di sotto del livello del terreno, servendosi di un apposito coltello ricurvo.

Se non si intende cucinare gli asparagi immediatamente oppure si attende di averne un certo numero prima di consumarli, metterli in acqua ghiacciata per alcune ore, non appena tagliati; inoltre, si possono poi conservare in un normale frigorifero oppure in un congelatore se si prevede che il loro consumo avverrà molto più avanti.

Dopo aver terminato il raccolto, lasciare che i turioni rimasti crescano liberamente.

Se la località è molto ventosa, occorre sostenerli costruendo lungo i filari delle gabbie con paletti e spago perché, se si permettesse agli steli di oscillare, le radici si smuoverebbero nel terreno e tra le fessure potrebbe stagnare l’acqua, con il rischio di far marcire le piante.

In estate, asportare i frutti dalle piante femminili prima che cadanole possano germogliare.

Alla fine di ottobre, quando le foglie diventano gialle, togliere i paletti e gli spaghi che sono serviti da sostegno e tagliare tutti i fusti a livello del terreno, in modo da favorire, verso la fine di aprile, la crescita dei nuovi getti.

Rastrellare le foglie cadute e tagliate e bruciarle oppure porle nel contenitore destinato alla raccolta dei residui organici dell’orto e alla preparazione di terricci.

Alla fine di febbraio somministrare un fertilizzante nella misura di g 90 per ogni m2, facendolo penetrare con una forca, appena al di sotto della superficie. È meglio non zappare né rastrellare, perché si potrebbero danneggiare le radici. Usare la zappa solamente per coprire con un poco di terra i fusti.

In primavera asportare le erbe infestanti con le mani.

Difficoltà e inconvenienti nella coltivazione

Coleotteri degli asparagi Questi parassiti riescono a spogliare completamente una pianta delle foglie. Se si notano delle larve grigie, irrorare con insetticidi specifici.

Putrefazione dei rizomi Un fungo, la rizoctonia, può attaccare gli apici delle radici facendo diventare gialla la pianta che, in seguito, muore. Asportare le piante attaccate da questi parassiti e bruciarle. Isolare la zona contaminata con polietilene oppure con lamiere di ferro per il resto della durata dell’aiuola.

Gelo Di solito, le gelate tardive fanno scurire la pianta, che poi si dissecca e muore. Per scongiurare tale pericolo, bisogna coprire di terra le piante, in modo che solo le cime siano esposte. Se però si prevedono gelate particolarmente forti, è meglio avvolgere completamente le piante con Carta, paglia o sacchi.

Altre difficoltà Gli asparagi sono anche esposti agli attacchi di talpe e di lumache, animali piuttosto ghiotti delle giovani piantine.

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