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Cavolo, cappucci e verze: cappucci estivi, autunnali e invernali, primaverili e verze, difficoltà e inconvenienti nella coltivazione

Cappucci estivi

I cappucci a crescita rapida per il consumo estivo vanno seminati alla fine di febbraio o in marzo per averli pronti da giugno a ottobre. Se si seminano troppo presto, si corre il rischio di fioriture anticipate seguite da produzione di semi.

La semina può essere fatta direttamente in un cassone freddo a vetri oppure in un semenzaio con terreno adatto per la germinazione dei semi e riparato da campanature. Spargere i semi in modo rado dentro solchi profondi cm 2 e distanti tra loro cm 15. Se sono troppo stipate, sfoltire le giovani piantine in modo che risultino distanti cm 8 l’una dall’altra. Si può seminare anche in germinatoi posti in una serra fredda.

Procedere quindi al rinvigorimento graduale delle piantine, in modo che siano pronte per il trapianto in aprile o in maggio. Interrarle fino alla prima foglia, distanziandole di cm 45 e collocandole in filari intervallati di cm 45.

Cappucci autunnali e invernali

I cappucci autunnali e invernali devono essere seminati molto radi in un terreno preparato per far germinare i semi, allo stesso modo di come descritto per gli estivi.

Le semine si fanno in successione, da aprile fino a maggio, in modo da avere i prodotti disponibili da novembre a febbraio.

Trapiantare le giovani piantine di cappucci in giugno oppure in luglio, distanziandole di cm 45 e collocandole in filari intervallati di cm 60.

I filari devono essere più distanziati di quelli dei cappucci estivi perché gli invernali crescono molto di più e soprattutto perché devono rimanere nelle loro aiuole più a lungo.

Cappucci primaverili

I cappucci primaverili devono essere seminati in terreni preparati a semenzaio. Intervallare, come per i cavoli estivi, in solchi profondi cm 2 e in filari distanziati di cm 15.

Nelle regioni settentrionali è consigliabile procedere alla semina nella prima o nella seconda settimana di agosto, mentre in quelle meridionali nella seconda metà dello stesso mese. Innaffiare leggermente nel caso non piovesse per 4-5 giorni.

Queste specie saranno pronte per il raccolto tra aprile e giugno dell’anno successivo.

Trasferire le giovani piante a dimora permanente tra settembre e ottobre, cioè circa 6 settimane dopo la semina.

Trascorso questo periodo, le giovani piante hanno un buon apparato radicale, essenziale per la sopravvivenza nel periodo invernale e anche per prevenire anticipate fioriture e conseguenti emissioni di semi.

Asportare delicatamente le piantine, magari con le loro stesse zolle, dal semenzaio, infilando una forca al di sotto delle radici.

In marzo, si possono utilizzare piante alterne come erbaggi ancora prima che i cappucci siano maturi, lasciando giungere a completa maturazione le rimanenti piante per il raccolto di aprile.

Se in primavera si desidera consumare i cappucci come erbaggi, si devono seminare in filari intervallati di cm 25, distanziando le piantine di cm 40. Se invece si desidera consumare il cuore del cavolo, bisognerà distanziare i cappucci di cm 45 e fare altrettanto con i filari.

La superficie del terreno deve essere ben pressata attorno alle piante (per esserne sicuri conviene fare questa operazione con le dita), perché altrimenti il gelo invernale potrebbe sollevare gli ortaggi. Bagnare ciascuna pianta subito dopo la sua messa a dimora. Prevedendo la perdita di qualche piantina per un qualsiasi inconveniente, piantarne qualcuna di riserva in un cassone oppure sotto una campanatura. Trapiantare le piantine in filari distanziati di cm 30 e lasciare altrettanto spazio tra l’una e l’altra pianta nello stesso filare.

Verze

Le verze si seminano in germinatoi oppure in cassoni nello stesso modo descritto per i cappucci. Tale operazione deve essere fatta in aprile per poter avere un raccolto tra settembre e dicembre, o in maggio se invece si desidera un raccolto da gennaio a marzo, oppure ancora in luglio se si vuol fare un raccolto tra aprile e maggio.

Procedere al trapianto quando le giovani piante hanno circa 6 settimane di vita, distanziandole di cm 45 lungo i filari intervallati di cm 60.

Cure colturali e raccolta di cappucci e verze

Zappare regolarmente per eliminare le erbacce. Asportare tutte le foglie guaste in autunno e fine inverno. Bagnare molto se il tempo è secco.

Per stimolare lo sviluppo della parte centrale dei cappucci primaverili, dopo la raccolta di quelli da consumare come erbaggi, somministrare al terreno g 60 di nitrato di sodio o solfato di ammonio per ogni m2.

I cappucci vanno raccolti quando la parte centrale si presenta soda e ben sviluppata. Lasciare nel terreno la parte inferiore della pianta in modo che possano crescere nuovi getti. A fine stagione, estirpare le radici e bi ciarle, per evitare l’eventuale prop. garsi di malattie a futuri raccolti.

Difficoltà e inconvenienti nella coltivazione

L’afide ceroso dei cavoli infesta le foglie e i germogli e, se l’attacco è massiccio, le piante possono morire. Le larve di cavolaia, che rodono le foglie rispettando le nervature, se sono numerose, possono distruggere completamente la coltivazione. Le larve di mosca delle radici scavano gallerie e possono, in breve, provocare l’appassimento e la morte delle piante. Le larve della nottua del cavolo divorano le foglie e scavano gallerie nei fusti. Gli insetti adulti del punteruolo delle galle del cavolo provocano altre malformazioni. Per tutti questi insetti occorre irrorare con insetticidi specifici e distruggere col fuoco le piante gravemente colpite.

Malattie fungine pericolose sono: il marciume delle piantine, l’alternariosi (macchie ad anelli concentrici), il giallume del cavolo (caduta delle foglie). Estirpare le piante colpite e bruciarle; impiegare, prima della coltivazione, dei geodisinfestanti.

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