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Cipolla e scalogno: la coltivazione delle cipolle da bulbilli, La semina delle varietà per insalata, difficoltà e inconvenienti nella coltivazione e Le cure e la raccolta per la conservazione

La coltivazione delle cipolle da bulbilli

In aprile, in alternativa alle piantine cresciute da seme, si possono piantare i bulbilli: sono più facili da maneggiare e non hanno bisogno né di essere sfoltiti né di essere trapiantati.

Questo tipo di coltivazione delle cipolle è popolare nelle zone in cui il terreno tende a divenire molto umido durante l’inverno. Infatti, i bulbilli rischiano di fiorire prematuramente, se si lascia loro scarseggiare l’acqua durante lo sviluppo, anche se alcune varietà sono più resistenti di altre alla siccità o alla carenza di innaffiamento. I bulbilli sono venduti sciolti o, più spesso, in confezioni da kg 0,50, che ne possono contenere da 120 a 160 secondo le varietà.

Se si dispone di bulbilli prima del periodo di piantagione, non si devono conservare nel loro involucro, ma distenderli in piena luce in un luogo fresco e asciutto, onde evitare che vegetino prematuramente.

Per mettere a dimora i bulbilli, scegliere un luogo solatio, sminuzzare molto bene il terreno e, prima di iniziare la piantagione, assicurarsi che sia ben umido.

Formare alcuni solchi distanziati di cm 30 e profondi quel tanto che basta a coprire i bulbilli, distanziati tra loro cm 15, in modo che gli apici affiorino alla superficie. Riempiti i solchi e assicuratisi che i bulbilli siano ben sistemati, coprire i filari con una rete di protezione, che li difenda dagli attacchi degli uccelli, particolarmente ghiotti dei germogli.

La semina delle varietà per insalata

Le varietà precoci di cipolle, che sono tra le più resistenti e le più adatte a essere consumate in insalata, devono essere seminate in settembre, in solchi profondi cm 1,50 e distanziati cm 25. Non c’è alcuna necessità di sfoltire le piantine e il raccolto sarà pronto verso marzo.

Per avere cipolle pronte per giugno, seminare, verso la fine di febbraio, in un cassone oppure sotto una campanatura di plastica. Formare alcuni solchi profondi cm 1,50 e distanti tra loro cm 15.

Non sfoltire. Verso la metà di aprile, rimuovere i telai a vetro dei cassoni o i ripari e mantenere il terreno umido.

Le semine possono essere fatte anche all’aperto, a intervalli di tempo, da marzo a settembre. 11 raccolto sarà possibile a partire da giugno fino alla metà di novembre.

Le cipolle si possono coltivare consociate ad altre colture: per esempio, tra i filari di piselli o nelle aiuole destinate ai cavoli invernali, prima che vi siano trapiantati in luglio.

Difficoltà e inconvenienti nella coltivazione

Mosca della cipolla Le larve, scavando gallerie all’interno dei bulbi, li fanno diventare molli e soggetti a marcire. Questo insetto è molto più deleterio nei terreni secchi. Asportare e bruciare le piante malate e, prima o poco dopo la semina, trattare con geodisinfestanti.

Tignola della cipolla Le larve penetrano nelle foglie, che essiccano, e scavano gallerie. Le piante possono morire. Effettuare trattamenti con insetticidi specifici. Se l’infestazione è all’inizio, recidere le foglie con un taglio netto raso terra e bruciarle, per evitare il contagio.

Peronospora della cipolla Questa malattia fungina, favorita da pioggia e nebbia, attacca in primavera, facendo deformare le foglie. Fare trattamenti preventivi con prodotti cuprici. Raccogliere le foglie e le tuniche secche e bruciarle.

Marciume del cuore L’attacco di questo fungo si manifesta, in periodi piovosi e caldi, con foglie avvizzite e facile distacco del bulbo. Aerare e disinfettare le colture in serra; rinnovare il terreno tutti gli anni.

Le cure e la raccolta per la conservazione

Con le mani o con la zappa, asportare dai filari le erbe infestanti e mantenere le piante innaffiate, soprattutto nei periodi siccitosi.

Quando le foglie più esterne incominciano a diventare gialle, piegare le cime delle piante per favorire e accelerare la maturazione e avere, di conseguenza, un prodotto migliore e più pesante. Un paio di settimane più tardi, sollevare i bulbi e le relative radici mediante l’introduzione di una forca, in modo da accelerare ulteriormente la maturazione. Dopo altre due settimane, sterrare compietamente i bulbi e farli asciugare.

Dopo alcuni giorni, tagliata la parte superiore e asportata anche la tunica esterna secca avendo cura di non scalfire i bulbi, collocarli in un luogo fresco e asciutto, distesi su scaffali oppure appesi dentro reti o per i gambi intrecciati.

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